Apple ha un problema. Nelle settimane che hanno preceduto il lancio del nuovissimo iPhone 17 le vendite dei suoi smartphone in Cina, e cioè nel secondo mercato dell’azienda dietro a quello statunitense, sono diminuite del 6% su base annua.
Secondo Counterpoint Research anche le gli al tri produttori di dispositivi mobili, come Xiaomi, Vivo e Honor hanno riscontrato un calo nelle prime otto settimane del terzo trimestre dell’anno. Il mercato cinese nel suo complesso si è contratto del 2% nello stesso lasso di tempo, che comprende luglio e agosto, e questo nonostante i generosi sussidi governativi per incentivare i consumi.
E pensare che nel primo minuto dall’inizio dei preordini di iPhone 17 le vendite su JD.com, una delle più grandi piattaforme di shopping online d’oltre Muraglia, avevano superato il volume di preordini del primo giorno della serie iPhone 16 dell’anno precedente: 2 milioni di preordini in appena 6 ore.
Vano miraggio, forse, visto che Apple, come ha evidenziato Bloomberg, deve ancora fare molto per riconquistare la sua posizione di leader di mercato. La Mela, infatti, in estate deteneva solo la sesta quota di mercato più grande, con il 12%, dietro a Xiaomi, Oppo e Huawei con il 16% ciascuna, e a Vivo, in testa con il 19%.
Il momento della verità per Apple
Ricordiamo che la Cina è il più grande mercato di smartphone al mondo. Secondo l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, a giugno l’azienda ha invertito il calo delle vendite oltre la Muraglia durato due anni.
Cercherà adesso il rilancio definitivo con iPhone 17, considerato l’aggiornamento più significativo che l’azienda di Cupertino abbia apportato alla sua gamma iPhone, grazie ad un design rinnovato e un sistema di fotocamere potenziato.
Gli analisti di Counterpoint prevedono un leggero calo delle vendite in Cina per tutto il terzo trimestre e che il mercato rimarrà pressoché invariato per tutto l’anno. Sappiamo inoltre, come ha evidenziato Cnbc, che Apple ha rinviato il lancio del suo nuovo modello iPhone Air in Cina a causa di problemi normativi riguardanti il design della sua eSIM.
Gli operatori di telefonia mobile, infatti, in questo Paese necessitano di una licenza speciale dal governo prima di poter vendere un nuovo dispositivo con una eSIM, e non hanno ancora ottenuto tale approvazione.
I problemi della Mela
Uno dei commenti più diffusi e condivisi dai clienti cinesi in merito ad Apple può essere sintetizzato in questi termini: “Un tempo Apple era considerata un’azienda pionieristica e rivoluzionaria, mentre adesso i nuovi modelli di iPhone stanno diventando noiosi”. Noiosi in confronto alle continue innovazioni hi-tech che i suoi rivali continuano a produrre a getto quasi continuo.
“Apple ricava quasi il 20 percento dei suoi ricavi dalla Cina, quindi non è un mercato a cui si può voltare le spalle se si vuole continuare a far crescere la propria attività”, ha spiegato Allan von Mehren, analista capo ed economista cinese presso Danske Bank, al South China Morning Post.
Quando arrivarono per la prima volta a Pechino, nel 2009, gli iPhone trovarono un mercato perfetto perché erano ’occidentali’ e ’diversi’ dai player locali. Ebbene, quel tipo di percezione del marchio sta svanendo già da qualche anno. Al contrario, durante l’ultimo anno finanziario, le vendite di Apple nella vicina India hanno avuto un boom, raggiungendo il record di quasi 9 miliardi di dollari nel Paese più popoloso del mondo. Un segnale che Apple farebbe bene a prendere in considerazione.