Turismo pessimo, e ne risente il lusso in borsa

Tommaso Scarpellini

20 Agosto 2025 - 16:35

Una divergenza inattesa. Boom nei dati turistici ufficiali ma percezione sul campo in calo potrebbe indebolire ulteriormente uno dei pilastri del branding italiano: la moda

Turismo pessimo, e ne risente il lusso in borsa

Il paradosso dell’estate italiana 2025: i dati ufficiali mostrano un boom del turismo, eppure il sentiment degli albergatori e ristoratori è basso, mentre i titoli del lusso, storicamente correlati all’andamento del settore, sono in difficoltà in borsa. una divergenza sottile, ma che vale la pena conoscere.

Il paradosso dei numeri

Secondo i dati del Viminale (fonte: banca dati Alloggiati Web, gestita dalla Polizia di Stato), dal 1° al 18 agosto 2025 le presenze turistiche in Italia hanno registrato un incremento del +9,3% rispetto al 2024. Numeri che, in teoria, dovrebbero favorire non solo le attività ricettive, ma anche i settori che beneficiano indirettamente del flusso di visitatori, come il comparto lusso e moda.

Eppure il sentiment degli operatori turistici, albergatori, ristoratori, guide, resta negativo. Tassi di occupazione inferiori, spesa media in calo e margini sotto pressione. I numeri ufficiali sembrano non riflettere la realtà percepita.

Il nodo del CIN

La chiave sta nell’entrata in vigore del Codice identificativo nazionale (CIN) a gennaio 2025. L’obbligo di registrazione ha incluso molte strutture prima non censite, come gli affitti brevi, gonfiando la base statistica. Di fatto, parte della crescita è un effetto tecnico, non un reale aumento della domanda.

La divergenza crea confusione: le statistiche mostrano boom, le imprese parlano di crisi. E quando un settore che vale tra il 13% e il 15% del PIL italiano mostra segnali misti, gli effetti si propagano al resto dell’economia.

Effetto sul lusso made in Italy

Se il turismo rallenta nella sostanza, l’attenzione si sposta indirettamente sui marchi del lusso. Aziende come Moncler, Brunello Cucinelli e Ferragamo dipendono anche dal flusso di turisti con alto potere d’acquisto.

MONC MONC Grafico a candele di MONC. Fonte: baha.com

Il 2025 pesa già per altri motivi:

  • dazi USA e tensioni commerciali;
  • contrazione della domanda in Cina;
  • ora anche l’incognita di un turismo domestico meno profittevole.

Risultato: comparto borsistico debole, incapace di agganciare i rimbalzi del mercato, schiacciato da fattori esterni e interni.

Un rischio sistemico

La correlazione turismo-lusso non è perfetta, ma resta forte. Un settore che vale così tanto del PIL italiano ha effetti indiretti su tutto il sistema. Il rischio non è solo per albergatori e ristoratori, ma anche per quei brand che rappresentano l’eccellenza italiana sui mercati globali.

Quindi?

Il turismo italiano resta un elemento cruciale per la tenuta del sistema economico, e l’Italia non può permettersi di perdere quote. Se i dati non riflettono la reale capacità di spesa dei visitatori, i rischi si estendono: dall’ospitalità al lusso, fino all’immagine dell’Italia come hub economico.

Non è allarmismo: il lusso italiano è un simbolo, ed oggi è sotto pressione.