Nella seduta di ieri, le quotazioni del petrolio WTI hanno dimostrato una certa debolezza a ridosso delle resistenze. Operativamente si potrebbero valutare strategie di natura short con i Certificati Turbo di BNP Paribas
Petrolio WTI
Nelle ultime sedute, i prezzi del petrolio WTI hanno evidenziato incertezza dopo aver rimbalzato sulla parte inferiore del canale ascendente in cui sono inseriti da ottobre 2019.
Petrolio WTI, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Da oltre un mese infatti, l’oro nero continua a muoversi tra la linea di tendenza che unisce i lows del 10 e 21 ottobre 2019, e quella ottenuta collegando i top del 7 e 24 ottobre scorsi.
Dopo diverso tempo trascorso in questa figura, le quotazioni sono in difficoltà a raggiungere la sua parte superiore. Ciò è causato dalle importanti resistenze transitanti a tra i 57,36 e i 58 dollari al barile: in tale zona passano infatti la trendline disegnata con i massimi del 3 ottobre 2018 e del 23 aprile 2019, e la media mobile semplice a 200 giorni.
Questi ostacoli hanno permesso ai venditori di creare un baluardo resistenziale, evidenziato dal livello statico ereditato dai top del 6 novembre 2019.
Solo con una chiusura superiore ai 58 dollari al barile i corsi potrebbero riuscire a ritornare al test della soglia psicologica a 60 euro.
Al contrario, un segnale potenzialmente ribassista si avrebbe in caso di ritorno delle quotazioni sotto i lows di ieri, a 56,55 dollari. In tal caso verrebbe infatti effettuato un tentativo di breakout del canale ascendente.
Strategie operative sul petrolio WTI
Visto quanto emerso dall’analisi tecnica, si potrebbero valutare strategie di natura short in caso di ritorno sotto 56,55 dollari. Lo stop loss sarebbe individuabile a 58,10 dollari, mentre l’obiettivo principale a 54,90 dollari. Il target più ambizioso è invece localizzato a 54 dollari.
Per questo tipo di operatività, si adatta bene il certificato Turbo Short di BNP Paribas di ISIN NL0013883465 e leva 4,57