Trump e Biden lottano per gli operai: l’America industriale deciderà le elezioni?

Andrea Muratore

6 Ottobre 2023 - 06:47

Sarà la fascia industriale dei Grandi Laghi assieme a pochi altri Stati (Arizona e Nevada), a decidere per la presidenza: le mosse di Trump e Biden verso gli operai sono da vedere con attenzione.

Trump e Biden lottano per gli operai: l’America industriale deciderà le elezioni?

Donald Trump e Joe Biden puntano ai voti degli operai dell’industria e ad essi guardano come a un bacino fondamentale per decidere le elezioni statunitensi del 2024. Il presidente in carica e il suo predecessore, favorito per la terza nomination repubblicana l’anno prossimo sanno che l’economia sarà la partita decisiva per capire se il Grand Old Party tornerà alla Casa Bianca o se la manterranno i democratici. E in quest’ottica i venti di neo-protezionismo, ritorno dello Stato e competizione globale con la Cina invitano il tema dell’industria a un ruolo decisivo.

Trump e Biden, strategie opposte

La scorsa settimana sono andati in scena momenti che mostrano quanto per The Donald e il suo successore il voto operaio sia fondamentale. Mercoledì 27 settembre Trump ha visitato Detroit, storica capitale dell’automobile, scossa dallo sciopero congiunto degli operai di Chrysler, Ford e General Motors, sfidando i sindacati dell’United Auto Workers che avevano definito un “disastro” la prospettiva di un secondo mandato presidenziale e invitando gli operai a riferirsi direttamente a lui. Pronto a presentarsi come amico dei blue-collar workers , capace di tagliare le tasse e alzare i salari ai dipendenti dell’industria. Ha poi attaccato il sostegno dell’Uaw alla transizione all’elettrico delle grandi case, invitando l’America a difendere i presupposti industriali del suo progresso.

Biden, simmetricamente, ha scelto di arringare gli operai parlando direttamente alla rappresentanza sindacale. E lo ha fatto nel modo più scenografico: a Van Buren, nel medesimo Michigan industriale centrato su Detroit, il 26 settembre il Comandante in Capo si è presentato a un picchetto dell’Uaw, primo presidente della storia a unirsi a una manifestazione di questo tipo. Biden è andato incontro a Shawn Fain, presidente dell’Uaw che pungolava da sinistra la Casa Bianca, promettendo più industria, più investimenti, più benessere agli States. Fain ha definito la visita un “potente messaggio politico”.

Torna la gara per l’America dimenticata

L’appello diretto agli operai e il richiamo al benessere individuale da un lato, il rilancio della strategia collettiva dall’altro. Siamo nel 2023 ma potremmo tornare indietro di sessant’anni, ai tempi delle grandi coalizioni nazionali formate dai due partiti. Si ri-politicizza la dinamica industriale: per Trump operai, lavoratori dell’industria assieme a molti collari blu, dai minatori ai dipendenti delle costruzioni e agli autotrasportatori, sono il nerbo dello sviluppo americano che sostiene essere dimenticati dai Democratici. I simboli dell’America profonda, autentica, gli «eroi dimenticati» di Bruce Springsteen e Clint Eastwood, di “The Ghost of Tom Joad” e “Gran Torino” che The Donald nel 2016 ha voluto mirare ad incarnare, perlomeno nella retorica. La presidenza Trump è stata ambivalente verso questi lavoratori: meno tasse ma anche meno welfare, più investimenti nel re-shoring ma poche decine di migliaia di posti di lavoro creati in questi settori.

Sull’altro fronte, Biden ha vinto la partita del 2020 per la Casa Bianca riconquistando la Rust Belt industriale centrata su Michigan, Winsconsin, Pennsylvania che nel 2016 aveva premiato Trump. E ora vuole unire le promesse del 2020 alle nuove sfide indotte dal contesto economico e geopolitico: riportare in America l’industria con piani come l’Inflation Reduction Act e il Chips Act. Portando semiconduttori, batterie elettriche, reti infrastrutturali e veicoli poco inquinanti a sostituire le manifatture tradizionali come premessa del benessere dell’America.

Perché l’industria è decisiva

In un Paese sempre più polarizzato, non saranno temi come l’eredità del razzismo ottocentesco, l’aborto o i diritti civili a fare la differenza. Dopo anni di maretta, sarà l’economia, assieme ai tassi, all’industrializzazione e alle politiche della Fed, a fare da metro di giudizio per Biden e i suoi e a misurare le speranze di riscossa dei repubblicani. Un tema su cui anche la questione ucraina può rientrare, di rimessa, nel quadro di una polemica che vede frange repubblicane contestare Biden e i democratici per sottrarre risorse all’industria Usa tramite il sostegno massiccio a Kiev.

Appuntamento nella Rust Belt nel novembre 2024: dati per sicuri ai Repubblicani buona parte degli Stati dell’America profonda agricola e mineraria e assicurati ai Dem gli Stati delle coste trainati da progressismo e attività dei servizi, sarà la fascia industriale dei Grandi Laghi assieme a pochi altri Stati, come Arizona e Nevada, a decidere per la presidenza. Ragion per cui le mosse di Trump e Biden verso operai e dipendenti industriali sono da vedere con attenzione. E si moltiplicheranno da qui all’election day previsto per l’anno prossimo.