Trading: gli errori di base

David Pascucci

8 Settembre 2022 - 08:57

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Il trading è un’attività rischiosa, pertanto sono moltissimo gli errori che i trader neofiti compiono all’inizio.

Trading: gli errori di base

Il trading è un’attività rischiosa, pertanto la possibilità di compiere errori è molto elevata, errori che talvolta possono risultare gravi soprattutto se consideriamo i processi di apprendimento che richiedono proprio il “fare errori per imparare”. Talvolta questi errori si ripetono e il trader perde fiducia in sé e abbandona l’attività senza aver compreso quanto l’errore sia frutto di un bias cognitivo enorme o di una lettura malsana di questa attività. Vediamo insieme gli errori più comuni e poi analizziamo questi errori per definire effettivamente cosa è l’attività di trading.

Primo errore: pensare di sapere come fare trading

Il primo errore è in assoluto questo, il pensare di saper fare un’attività che in realtà è complessa e che richiede aggiornamenti continui sia dal lato tecnico che dal lato psicologico. Molti pensano di sapere tutto avendo studiato qualche libro o avendo fatto poca pratica quando in realtà di pratica ne serve molta e la conoscenza non è mai sufficiente a stabilire quanto si è effettivamente esperti nel settore.

Vediamo in questo ambito moltissimi professionisti che affrontano periodi di difficoltà dovuti proprio al continuo mutare delle condizioni di mercato, pertanto un neofita non potrà mai ritenersi esperto o comunque capace di fare trading se non affronta mai periodi in cui il mercato potrebbe mettere in dubbio le sue capacità dopo un lungo periodo di tempo in cui ci si mostra (e lo si è effettivamente) profittevoli.

Ne consegue che nel trading non si finisce mai di imparare, soprattutto in ambito di analisi. Il trading richiede molta esperienza diretta sui mercati, quindi pensare che con poco tempo si possano fare molti soldi è una pura ingenuità e chi vi promette questo vi sta solamente gettando fumo negli occhi. Ovviamente questa attività è adatta solamente a chi veramente vuole imparare e soprattutto richiede una dose di umiltà molto elevata in quanto molte volte proprio il mercato fa pagare gli eccessi di presunzione. In sostanza, la poca umiltà è il primo e più grande errore nel trading

Secondo errore: il trading è un lavoro, non un hobby

Il trading è un lavoro. Avete mai sentito parlare del fatto che qualcuno voglia fare l’ingegnere o l’avvocato per hobby? Molto difficile sentire questo, eppure molti dicono che fanno trading per hobby, un hobby che (a detta di alcuni) è anche profittevole. Difficile trovare qualcuno che svolge una professione profittevole per hobby, è un controsenso in partenza. Se il vostro hobby è una professione ed è anche profittevole, perché non svolgerla a tempo pieno e definirsi a quel punto un professionista?

Credere alla favola che il trading sia un hobby è assolutamente ingenuo ed è da considerarsi come un errore di approccio alla professione. Questa è una professione e pertanto il suo svolgimento in modo profittevole richiede impegno e perseveranza insieme a una forte componente di “passione per la materia”.In questo senso ci si rivolge soprattutto a coloro che pensano di fare soldi in poco tempo e senza sforzi, sminuendo questa professione a passatempo. Si può imparare a fare trading e insieme fare un altro lavoro, ma il tipo di trading che si fa si avvicina molto di più a una forma di investimento che al trading vero e proprio, pertanto si parla di attività molto simili ma in fondo diverse. Un investitore non è un trader e viceversa.

Terzo errore: pensare che ci sia una formula “magica”

Altro errore grave è quello di pensare che ci sia una sorta di formula o un qualche “trucchetto” per fare soldi con i mercati. Purtroppo non esiste una formula magica per fare soldi, altrimenti saremmo tutti ricchi, ma esiste solamente la professionalità data dall’esperienza. Non ci sono metodi, formule, robot di trading in grado di generare soldi in automatico senza che vi siano errori. Nel trading, anche i più esperti, incappano nell’errore e la gestione di quest’ultimo risulta essere determinante nel lungo periodo. Un metodo, o una metodologia operativa, può durare per un periodo ma poi i mercati cambiano, cambiano le dinamiche e cambiano gli approcci operativi.

Un professionista capisce cosa fare e come farlo al mutare delle condizioni di mercato. Il metodo in senso stretto non tiene conto delle mutazioni del mercato. Per fare un esempio plateale, ci sono traders e investitori che in questi ultimi anni hanno sempre cavalcato l’onda rialzista secondo il mantra “nel lungo periodo i prezzi salgono”. Questo è durato per 10 anni e ora questo approccio risulta assolutamente perdente senza ombra di dubbio, basta vedere i rendimenti dei mercati azionari negli ultimi mesi.

In conclusione

Come vedete non abbiamo parlato di errori operativi, bensì di errori di approccio alla professione. Proprio l’approccio alla professione, da parte di trader neofiti e non solo, è errato e porta al fallimento sia nel breve che nel lungo periodo. In molti vediamo pubblicità e messaggi che fanno vedere che il trading sia facile e che sia anche vicino al gioco d’azzardo. Molti lo vedono come una sorta di sala da gioco quando in realtà la si vede in questo modo perché non si conoscono i rischi. Anche attraversare la strada potrebbe essere un azzardo, ma solo se siamo bendati e non vediamo se passa qualche veicolo, diventa un azzardo proprio quando non “vediamo” e gestiamo i rischi di quello che stiamo facendo.

In sostanza, molti sono i messaggi sbagliati riguardo al trading ed è un peccato perché questa professione, se svolta con il giusto approccio, è una professione molto stimolante e mai ripetitiva, competitiva e allo stesso tempo emozionante (ma non troppo). In sostanza, cultura ed esperienza fanno la differenza nel lungo periodo e solamente il giusto approccio vale gran parte del risultato finale in questo professione.

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