E’ da tempo che gli Exchange Traded Fund (ETF) obbligazionari convertibili hanno attirato l’attenzione degli investitori alla ricerca di un equilibrio tra rendimenti potenziali e sicurezza. In questo articolo, esamineremo i migliori tre ETF in questa categoria, quei prodotti che hanno realizzato ottime performance negli ultimi cinque anni, evidenziando le caratteristiche, i rendimenti e i rischi associati a ciascuno.
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1. Invesco AT1 Capital Bond UCITS ETF Dist
+25,23% (in 5 anni)
L’Invesco AT1 Capital Bond UCITS ETF Dist emerge come una scelta attraente nel panorama degli ETF obbligazionari convertibili. Il suo indice sottostante, iBoxx USD Contingent Convertible Liquid Developed Market AT1, riflette la performance del debito convertibile contingente AT1 delle istituzioni finanziarie denominato in EUR, USD e GBP.
L’andamento del fondo negli ultimi anni ha evidenziato una performance solida, con un rendimento positivo del +6,51% nei tre anni precedenti. Tuttavia, è essenziale considerare la volatilità, che si attesta al 12,19% nell’ultimo anno, abbastanza elevato per il tema, e il massimo drawdown a tre anni del -22,66%, che indica una moderata resistenza alle fluttuazioni di mercato.
Il punto di forza di questo ETF risiede nel suo basso costo, con un Indicatore Sintetico di Spesa (TER) del 0,39% annuo. Inoltre, la scelta di una replica fisica totale offre una copertura ampia del mercato dei Coco bond. L’ETF, lanciato nel settembre 2018, ha dimostrato di essere un’opzione affidabile per gli investitori che cercano stabilità e rendimenti competitivi.
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2. WisdomTree AT1 CoCo Bond UCITS ETF
+17,18% (in 5 anni)
Il WisdomTree AT1 CoCo Bond UCITS ETF si distingue per la sua focalizzazione sul mercato europeo dei Coco bond, replicando l’indice iBoxx Contingent Convertible Liquid Developed Europe AT1.
La performance di questo ETF mostra una tendenza più moderata, con un rendimento a tre anni del +0,17%. La volatilità, tuttavia, risulta più elevata rispetto al suo omologo statunitense, attestandosi al 15,54% nell’ultimo anno e il massimo drawdown a tre anni del -24,61% evidenzia una maggiore sensibilità alle fluttuazioni di mercato.
Anche questo prodotto ha un TER dello 0,39% annuo ma, a differenza del precedente, questo ETF offre un approccio di replica a campionamento ottenendo, quindi, una minore efficienza in termini di replica. L’ETF, lanciato nel maggio 2018, può essere una scelta adatta per coloro che desiderano esposizione al mercato europeo dei Coco bond.
3.SPDR Refinitiv Global Convertible Bond UCITS ETF
+26,73% (in 5 anni)
Lo SPDR Refinitiv Global Convertible Bond UCITS ETF si presenta come un’opzione rilevante per gli investitori che cercano un’ampia esposizione globale, replicando l’indice Refinitiv Qualified Global Convertible.
La performance di questo ETF mostra un rendimento del +6,77% nell’ultimo anno, indicando solidità nel breve termine. La volatilità è contenuta al 7,10%, rendendo questo fondo meno suscettibile alle fluttuazioni del mercato. Tuttavia, il rendimento a tre anni del -7,07% suggerisce una maggiore volatilità nel medio termine.
Nonostante un TER leggermente più elevato del 0,50% annuo, la dimensione considerevole del fondo (EUR 506 milioni) può essere attraente per investitori istituzionali. Lanciato nel 2014, questo ETF offre un’ampia copertura globale e un rendimento per rischio che può soddisfare le esigenze di diversificazione di molti investitori.
Conclusioni
In sintesi, la scelta del vincitore tra questi tre ETF obbligazionari convertibili dipende dalle preferenze e dagli obiettivi specifici degli investitori. L’Invesco AT1 Capital Bond si distingue per la sua stabilità e bassi costi, risultando un’opzione solida per coloro che cercano un equilibrio tra rendimenti e sicurezza. D’altra parte, il WisdomTree AT1 CoCo Bond offre un’interessante esposizione al mercato europeo, sebbene con una maggiore volatilità.
Il vero contendente potrebbe essere lo SPDR Refinitiv Global Convertible Bond, che, pur avendo un TER leggermente più alto, offre un rendimento solido e un’ampia diversificazione globale. La sua dimensione considerevole potrebbe essere attraente per investitori istituzionali alla ricerca di una maggiore liquidità.
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