Negli ultimi mesi si è intensificata una nuova tendenza tra le società pubbliche: accumulare criptovalute, non solo bitcoin, ma anche token meno noti come Toncoin, Litecoin, HYPE, AVAX e persino il memecoin dell’ex presidente statunitense Donald Trump, il TRUMP token. L’obiettivo? Diversificare i bilanci, cavalcare l’onda speculativa e cercare di aumentare il prezzo delle proprie azioni in borsa.
La mossa segue le orme di Michael Saylor e della sua Strategy, che ha raggiunto una capitalizzazione di 116 miliardi di dollari investendo in bitcoin, divenendo il punto di riferimento di questo nuovo “crypto playbook”. Tuttavia, con un mercato già affollato di aziende bitcoin-friendly, molte società stanno ora cercando di distinguersi puntando su token alternativi.
Tra i casi più emblematici figura Brittany Kaiser, ex dirigente di Cambridge Analytica, che sta lavorando a un’operazione da 200 milioni di dollari per acquistare Toncoin — la criptovaluta dell’ecosistema Telegram — tramite una SPAC quotata in collaborazione con il fondo canadese RSV Capital. Kaiser sottolinea il potenziale di TON grazie agli oltre un miliardo di utenti attivi mensili della piattaforma.
Anche Avalanche, tramite il suo token AVAX, starebbe valutando operazioni simili per attrarre investitori. Parallelamente, Sonnet BioTherapeutics ha annunciato l’acquisto del token HYPE tramite una SPAC da 888 milioni di dollari, facendo inizialmente balzare le sue azioni del 200%. MEI Pharma ha visto le sue azioni salire del 78% dopo l’annuncio dell’investimento da 100 milioni di dollari in Litecoin da parte del co-fondatore Charlie Lee.
Non mancano però gli scettici. Secondo Eric Benoist di Natixis CIB, l’acquisto di criptovalute minori è una “scommessa speculativa” che potrebbe offrire solo guadagni di breve periodo. Geoff Kendrick di Standard Chartered ha aggiunto che queste strategie possono generare forti perdite se i prezzi crollano, penalizzando azionisti o obbligazionisti.
Tuttavia, l’attrattiva rimane forte. La scarsità strutturale del bitcoin, limitato a 21 milioni di unità, continua a fungere da ancora di valore. Ma altri token, meno regolati e più inflazionabili, pongono seri dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di queste strategie.
La visione più realista arriva dalla venture capital firm Breed: “Molte aziende adotteranno questo modello con asset diversi e leva crescente. Ma la maggior parte fallirà. Solo poche riusciranno a mantenere un premio azionario sostenibile.”
In un mercato sempre più guidato da hype, storytelling e tokenizzazione, le aziende stanno cercando nuove formule per sopravvivere e prosperare. Ma la domanda chiave resta: questa strategia è finanza innovativa o solo una bolla pronta a scoppiare?