Un tecnico installa il contatore dell’acqua al contrario. L’azienda ammette l’errore ma addebita al pensionato 557.000€

Alessandro Nuzzo

13 Luglio 2026 - 21:30

La curiosa vicenda è accaduta in Francia dove ad una donna è stato attribuito un consumo di acqua equivalente a 400 piscine olimpioniche in due mesi.

Un tecnico installa il contatore dell’acqua al contrario. L’azienda ammette l’errore ma addebita al pensionato 557.000€

Sembra uno scherzo, ma è tutto vero. Secondo una bolletta inviata da una delle principali società francesi di gestione idrica, una residente di Ézy-sur-Eure, in Normandia, avrebbe consumato in appena due mesi una quantità d’acqua equivalente a circa 400 piscine olimpioniche. L’importo richiesto era di ben 557.190,37 euro. Per una donna di 70 anni che normalmente consuma pochi metri cubi d’acqua al mese, la cifra era ovviamente assurda. Il problema, però, è che l’azienda non si è limitata a inviare una bolletta sbagliata: ha anche prelevato davvero quella somma dal suo conto corrente.

Un contatore montato al contrario

La vicenda inizia a febbraio di quest’anno, quando Danièle, questo il nome della pensionata, fa sostituire il contatore dell’acqua dell’abitazione dove vive. Secondo l’ipotesi avanzata dalla figlia, il tecnico avrebbe installato il nuovo dispositivo in modo errato, montandolo al contrario. Invece di partire da zero, il contatore avrebbe iniziato a registrare i consumi partendo da 999.999 metri cubi. Due mesi dopo, ad aprile, la società ha calcolato i consumi basandosi su questo dato completamente falsato. Così Danièle si è ritrovata nella cassetta della posta una bolletta che indicava oltre un milione di metri cubi consumati in appena due mesi, per un importo superiore a 550.000 euro.

Presa dal panico, la donna ha contattato immediatamente la società di gestione idrica, che ha confermato l’errore. Pochi giorni dopo, però, è arrivata una seconda comunicazione nella quale veniva indicato che il pagamento di oltre mezzo milione di euro sarebbe stato comunque addebitato sul conto il 25 giugno. Per precauzione, Danièle ha avvisato subito la banca, ma nessuno ha ritenuto necessario bloccare formalmente l’addebito, convinti che un prelievo così palesemente errato non sarebbe mai andato a buon fine. E invece il 25 giugno l’importo è stato effettivamente addebitato, lasciando la pensionata con il conto in rosso per oltre mezzo milione di euro.

Dopo il reclamo, la società di gestione idrica ha riconosciuto ancora una volta l’errore, attribuendolo a un problema informatico, e ha confermato che il consumo reale della donna tra febbraio e aprile era stato di appena 16 metri cubi, ben lontano dall’oltre un milione riportato nella bolletta. La somma è stata quindi rimborsata sul conto della pensionata e la famiglia ha pensato che la vicenda fosse finalmente conclusa.

Un nuovo prelievo è previsto per il 31 luglio

Ma non è stato così. Il 3 luglio è arrivato un nuovo colpo di scena: Danièle ha ricevuto un’altra lettera nella quale le veniva nuovamente richiesto il pagamento della stessa cifra, con un addebito previsto questa volta per il 31 luglio. A quel punto la donna è tornata nel panico, temendo di non poter più fare la spesa e di ritrovarsi con il conto nuovamente bloccato. Ad oggi, infatti, non è ancora chiaro se il nuovo addebito verrà realmente effettuato oppure no.

Contattata dai giornalisti francesi, la società di gestione idrica ha dichiarato di comprendere la preoccupazione della pensionata per una situazione definita «eccezionale» e si è assunta la responsabilità degli errori che hanno portato a questa vicenda. L’azienda ha spiegato di aver contattato più volte Danièle per porgere le proprie scuse, offrendo il rimborso di eventuali spese bancarie causate dallo scoperto e l’annullamento dei consumi fatturati erroneamente. Secondo la società, le operazioni di regolarizzazione sarebbero ormai concluse. Resta però un interrogativo: il 31 luglio verrà davvero effettuato un nuovo addebito oppure, questa volta, tutto si fermerà prima?

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# Acqua