Nel panorama delle energie rinnovabili in Europa, il settore sta vivendo una fase di grande importanza strategica per la transizione energetica del continente. Con l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica e diminuire la dipendenza dalle fonti fossili tradizionali, le società impegnate nella produzione di energia elettrica da fonti pulite come il vento e il sole rappresentano un tassello fondamentale per il futuro sostenibile.
In Italia, in particolare, dove il mix energetico è in continua evoluzione, l’eolico e il fotovoltaico stanno assumendo un peso sempre maggiore, contribuendo non solo alla sostenibilità ambientale ma anche alla stabilizzazione dei prezzi dell’elettricità e alla maggiore sicurezza degli approvvigionamenti nazionali.
In questo scenario si inseriscono i dati del primo trimestre del 2026, che offrono spunti importanti per gli investitori e i risparmiatori alla ricerca di titoli con fondamenta solide, generazione di cassa prevedibile e rendimento da dividendi attraente.
I dati trimestrali di ERG
ERG, uno dei principali operatori italiani nel settore delle energie rinnovabili, ha pubblicato risultati del primo trimestre 2026 che hanno superato le aspettative del mercato. La performance operativa è stata particolarmente positiva, trainata da una produzione eolica significativamente più elevata rispetto all’anno precedente, sia sul territorio nazionale che all’estero. Questa crescita della generazione ha permesso al gruppo di registrare un aumento sostanzioso dei ricavi operativi e dell’EBITDA adjusted, confermando la capacità dell’azienda di capitalizzare sulle condizioni favorevoli quando queste si presentano.
Nel dettaglio, la produzione di energia da vento in Italia ha registrato un balzo del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando nettamente le stime degli analisti. Anche all’estero l’eolico ha mostrato una buona performance con un incremento del 12%, sostenuto in particolare dai contributi provenienti dal Regno Unito e dalla Francia. Il solare, pur con risultati più misti a causa di una minore irradiazione in alcuni mercati internazionali, ha comunque fornito il suo contributo. Complessivamente, questi volumi di produzione più elevati hanno permesso a ERG di chiudere il trimestre con un EBITDA adjusted di circa 167 milioni di euro, in crescita del 15% su base annua e ben al di sopra delle previsioni medie degli analisti.
Anche sul fronte della redditività netta i numeri sono stati positivi: l’utile netto adjusted ha raggiunto i 61 milioni di euro, con un aumento del 24% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Questo risultato è stato ottenuto nonostante alcune compensazioni negative legate a prezzi di vendita mediamente più bassi su alcuni contratti hedged e a eventi meteorologici straordinari che hanno interessato alcune installazioni negli Stati Uniti. Dal punto di vista patrimoniale, la posizione finanziaria netta è rimasta sotto controllo, con un indebitamento inferiore alle attese degli analisti, dimostrando una gestione prudente del bilancio anche in una fase di investimenti continuativi nel rinnovo e ampliamento della capacità installata.
ERG ha confermato integralmente la guidance per l’intero esercizio 2026 precedentemente comunicata. Il gruppo prevede infatti un EBITDA post-IFRS16 compreso tra 520 e 590 milioni di euro, con una dinamica leggermente positiva per l’eolico italiano, una leggera flessione per il solare domestico, una crescita per l’eolico estero e una situazione sostanzialmente stabile per il solare all’estero. Anche gli investimenti (CapEx) e il livello di indebitamento netto a fine anno sono stati confermati all’interno dei range comunicati in precedenza. Durante la conference call con gli analisti, il management ha sottolineato come le condizioni di vento siano state piuttosto deboli nel mese di aprile, ma ha evidenziato come i prezzi dell’energia elettrica attualmente elevati possano rappresentare un importante fattore di supporto per il resto dell’anno.
Perché gli analisti credono nelle prospettive del titolo?
La casa di ricerca Intermonte ha commentato positivamente questi risultati, definendoli robusti e superiori alle attese. Intermonte ha rivisto al rialzo le proprie stime di EBITDA per l’esercizio in corso di circa il 2%, con un impatto positivo di circa il 6% sulle previsioni di utile per azione. Di conseguenza, il target price sulla società è stato incrementato da 23,50 a 24,50 euro per azione.
Nonostante il giudizio complessivo rimanga di tipo NEUTRAL, questo piccolo aggiustamento al rialzo del prezzo obiettivo riflette una maggiore fiducia nelle capacità del gruppo di raggiungere gli obiettivi annuali. Dal punto di vista della remunerazione degli azionisti, ERG continua a mantenere una politica di dividendo stabile e attraente per i risparmiatori italiani. Con un payout di 1 euro per azione, il rendimento da dividendo si attesta intorno al 4,3% ai prezzi attuali, un livello che rimane molto competitivo nel panorama delle utility e delle rinnovabili quotate.
Questo aspetto è particolarmente apprezzato da quella parte della platea di investitori che privilegia la stabilità dei flussi di cassa e un reddito periodico prevedibile rispetto a una pura crescita del capitale. Guardando ai multipli di valutazione, ERG scambia a livelli che incorporano già una buona parte delle aspettative positive sul settore. Il rapporto EV/EBITDA adjusted si posiziona intorno a 10 volte per l’esercizio corrente, mentre il P/E adjusted è nell’ordine di 21-22 volte.
Si tratta di valutazioni ragionevoli per un operatore integrato con un portafoglio diversificato tra Italia ed estero e una solida presenza in tecnologie mature come l’eolico onshore. Il modello di business, caratterizzato da costi operativi relativamente fissi una volta realizzate le centrali, permette di generare margini elevati quando le condizioni di vento e irraggiamento sono favorevoli e i prezzi di mercato sostengono i ricavi.
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