Superbonus, cambia ancora: così si sbloccano i crediti

Chiara Esposito

11/09/2022

12/09/2022 - 11:30

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Freni: «Nessun condono per chi ha truffato lo Stato». Le nuove norme per il superbonus, spiegate dal sottosegretario all’Economia.

Superbonus, cambia ancora: così si sbloccano i crediti

Ancora in ballo diverse questioni pratiche inerenti al superbonus, il provvedimento chiave per il mercato dell’edilizia che rischia il tutto per tutto con la votazione parlamentare di martedì 13 settembre.

In attesa degli esiti, il sottosegretario all’Economia Federico Freni commenta e illustra le proposte per le nuove norme da mettere in campo una volta ricevuto il via libera del Parlamento.

Nell’intervista rilasciata al Messaggero pone quindi l’accento sui cambiamenti in atto dando particolare risalto, in modo chiaro e conciso, al tema del taglio ai vincoli sui crediti ceduti. Parallelamente arriva un tentativo di rassicurazione i cittadini. Il sottosegretario parla infatti della centralità delle aziende oneste e dell’irremovibilità sul tema dei condoni per i «truffatori dello Stato».

Il tempo stringe

Freni parla ai microfoni della stampa in concomitanza con la scadenza del decreto. Riassumendo lo stato delle cose e fare il punto della situazione afferma:

«Stiamo lavorando, insieme con il Parlamento, per trovare una soluzione che tuteli le imprese oneste (che sono la stragrande maggioranza), ma che non si traduca in un condono per chi ha truffato. Non possiamo accettare che chiudano migliaia di imprese per bene per colpa di pochi disonesti, ma allo steso tempo dobbiamo proteggere il Paese dalle migliaia di truffe che si sono registrate».

Appare quindi evidente la stringente necessità di una mediazione con i 5 Stelle. L’obiettivo primario, più volte rimarcato da Freni, è evitare che il provvedimento decada o, per usare le sue parole, è necessario stare attenti a non «buttare via il bambino con l’acqua sporca».

Ideali e buoni auspici

Per scongiurare tutto ciò è quindi fondamentale avere una soluzione concreta da proporre, rendendola chiara in vista del voto di martedì.

Freni sostiene infatti che la risposta migliore «possa essere quella di rivedere i parametri che disciplinano la responsabilità solidale, che oggi costituisce un ostacolo alla circolazione dei crediti» e che soprattutto il tema vada analizzato «con razionalità e senza finalità elettorali», calibrando piuttosto l’efficacia dell’intervento a partire dai procedimenti penali in corso.

Per fare un esempio concreto di questo ideale il sottosegretario sceglie un’immagine alquanto singolare:

«Durante una rapina in banca non necessariamente la guardia giurata deve essere in combutta con i banditi, magari sta al suo posto, e viene legato e imbavagliato; certo che però se mentre i rapinatori entrano la guardia giurata sta al bar diventa un problema».

Cosa aspettarsi dal voto del Governo sul decreto Aiuti 2

Per supportare famiglie e imprese si interviene anche attraverso lo strumento superbonus, con un punto fermo: paga solo chi non ha fatto i controlli dovuti.

Applicando questo principio si auspica di valorizzare la diligenza dei cittadini che hanno fatto il proprio dovere ridando ossigeno alla circolazione dei crediti e intervenire in modo diretto sulle frodi e sulla protezione del Paese.

Commentando più nel dettaglio le proposte in campo in caso di esito positivo, Freni fa riferimento a proroghe e potenziamenti al credito di imposta per le imprese; ampliamento del bonus sociale per le famiglie più in difficoltà; accesso al credito di imposta anche ai piccoli esercizi (quelli con potenza sotto i 16,5 kw) nonché a rateizzazione di tutte le bollette del quarto trimestre.

In questo prospetto, venendo al punto focale, si citano anche le somme necessarie per l’attuazione. L’attuale previsione delinea così lo sfruttamento delle maggiori entrate Iva e punta a poco più di 13 miliardi di stanziamento.

Detto questo, non viene meno il rischio di perdere 17 miliardi. Si parla molto dei tentativi di mediazione tra Governo e 5Stelle ma, su questo punto, il sottosegretario non si sbilancia troppo e resta moderatamente ottimista parlando di mediazione e varie interlocuzioni che, secondo lui, dovrebbero andare a buon fine.

In definitiva, l’incognita sul decreto Aiuti bis permane e sarà solo la concretezza del voto a dirimere la faccenda.

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