Superbonus, arriva lo “scudo salva condomini”, ecco cos’è e come funziona

Patrizia Del Pidio

25 Febbraio 2026 - 13:12

Il Governo sta ipotizzando una norma che possa ridurre il rischio per i proprietari di immobili in condominio che hanno sfruttato il superbonus per i lavori edilizi. Vediamo di cosa di tratta.

Superbonus, arriva lo “scudo salva condomini”, ecco cos’è e come funziona

Per evitare che i proprietari di unità abitative nei condomini siano i soggetti su cui ricadrebbero sempre gli effetti fiscali delle irregolarità del superbonus, si sta pensando a una disciplina “salva condomini”. Di cosa si tratta e cosa prevede?

Il superbonus per molti condomini è diventato un vero problema anche a causa delle incertezze normative. Cantieri incompiuti, asseverazioni non allineate, SAL contestati e controlli fiscali retroattivi stanno diventando l’incubo dei proprietari di unità immobiliari nei condomini che sono i committenti degli interventi edili realizzati e incentivati con il superbonus.

Il Governo sta valutando una misura volta a distinguere le irregolarità che derivano da errori tecnici e blocchi dei cantieri (che non possono essere imputati alla responsabilità del proprietario) da irregolarità fraudolente.

Il perché del “salva condomini”

Uno dei problemi maggiori per i proprietari di immobili ristrutturati con il superbonus è che, essendo i committenti degli interventi, sono i soggetti su cui ricadrebbero gli effetti fiscali delle verifiche effettuate sui lavori eseguiti. Il problema più stringente non è tanto la perdita del beneficio (che peserebbe comunque in modo significativo), ma il fatto che le somme eventualmente già fruite (detrazioni o sconto in fattura) dovrebbero essere recuperate maggiorate da sanzioni e interessi.

La realtà del superbonus, che risulta già abbastanza complessa a causa dello stratificarsi di detrazioni, cessioni del credito e sconti in fattura, rischia di diventare insostenibile per tutti quei proprietari che si sono fatti carico dei lavori contando sulla fruizione delle detrazioni, che ora potrebbero rischiare di perdere (e di restituire quanto già fruito).

Proprio in questo quadro si delinea l’ipotesi di una misura “salva condomini” per offrire una sorta di via di uscita a tutti quei proprietari che hanno agito in buona fede per i quali sono emerse irregolarità operative delle quali la cui responsabilità è da imputare alle imprese o ai professionisti.

In cosa consiste la misura?

La misura a cui si sta pensando si basa su un meccanismo di sanatoria da versare tramite un’imposta sostitutiva. Il proprietario che deve restituire la detrazione contestata potrebbe versare un contributo ridotto da parametrare a quanto riconosciuto e non spettante.

La misura, ovviamente, non riguarderebbe tutte le irregolarità derivanti da lavori con il superbonus, ma solo le aree critiche nelle quali la responsabilità non è del proprietario come:

  • non completamento dei lavori e mancato raggiungimento dei requisiti che danno diritto al beneficio fiscale;
  • errori nei SAL, come ad esempio materiali contati nel bonus ma non installati entro le scadenze previste;
  • difformità nelle asseverazioni.

Lo scudo pensato per i condomini, pur non azzerando del tutto il rischio, ridurrebbe l’eventuale onere economico da sostenere rendendo più gestibile il problema fiscale.

La norma non esiste ancora

La norma, ovviamente, non è ancora in vigore e si tratta, al momento, solo di un’ipotesi. Se venisse prevista con la sua entrata in vigore si offrirebbe un paracadute ai proprietari che, però, dovrebbero in ogni caso ricostruire la documentazione dell’intervento per dimostrare quali sono gli errori sanabili e a che condizioni economiche.

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