Stop al green pass a Pasqua, ecco cosa sta succedendo

Emiliana Costa

21 Febbraio 2022 - 16:32

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Stop al green pass a Pasqua? In vista delle festività una serie di restrizioni potrebbero essere allentate. Ecco cosa può cambiare a breve.

Stop al green pass a Pasqua, ecco cosa sta succedendo

Stop al green pass a Pasqua? È una delle ipotesi sul tavolo per rilanciare il turismo straniero in vista delle prossime vacanze. L’allentamento delle restrizioni non interesserebbe dunque solo gli italiani - che da aprile potranno mangiare nei ristoranti all’aperto senza green pass - ma anche gli stranieri che in primavera potrebbero dormire in hotel senza certificato verde.

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca lancia l’allarme: «Più giorni trascorrono prima di prendere delle decisioni più diventa complicato convincere i turisti di altre nazioni europee a trascorrere le vacanze di Pasqua in Italia». Quali sono dunque gli allentamenti possibili? Entriamo nel dettaglio.

Stop al green pass a Pasqua? Come funziona

Il calendario dell’allentamento delle restrizioni potrebbe riguardare sia gli italiani che i turisti stranieri. Come riporta il Messaggero, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca ha lanciato l’allarme in vista delle festività pasquali: «In Grecia per Pasqua hanno già prenotazioni da tutto esaurito, la Spagna è piena di turisti. Noi, invece, siamo frenati da regole confuse e contraddittorie. E così i visitatori stranieri non vengono».

Il presidente del Consigli Mario Draghi ha parlato di un calendario per la riduzione graduale delle restrizioni. Ma Bocca non sarebbe d’accordo: «Più giorni trascorrono prima di prendere delle decisioni più diventa complicato convincere i turisti di altre nazioni europee a trascorrere le vacanze di Pasqua in Italia».

Ma quali sono al momento le ipotesi sul tavolo? La prima è la progressiva riduzione dell’obbligo di green pass in primavera per dormire in hotel. La seconda ipotesi prevede la riscrittura dell’ordinanza, valida fino al 15 marzo, che regola l’accesso in Italia. Secondo la norma in vigore, i cittadini stranieri che arrivano da paesi extra europei, tra cui gli Usa, devono mostrare oltre al certificato di avvenuta vaccinazione, anche l’esito di un tampone negativo. Non solo.

Oggi a chi arriva da un paese straniero ed è vaccinato o guarito da più di sei mesi oppure è stato immunizzato con un vaccino non riconosciuto in Italia, è consentito l’accesso alle attività dopo aver effettuato un tampone. In sostanza, se un turista straniero vaccinato o guarito da più di sei mesi o che ha ricevuto lo Sputnik vuole andare al ristorante dovrà fare il test. Questa restrizione, se non sarà modificata prima, decadrà il 31 marzo. Giorno della fine dello stato d’emergenza.

Resta l’obbligo vaccinale per gli over 50

Se da un lato dunque si pensa ad allentare il green pass anche per favorire il turismo, altro discorso riguarda l’obbligo vaccinale per gli over 50 (anche sul posto di lavoro). Obbligo che ha come scadenza naturale il 15 giugno. Al momento, non ci sarebbe alcuna intenzione di rimuovere questa misura. Anzi, si ipotizza una proroga.

Spiega Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute: « La nostra sicurezza futura dipende dalle coperture vaccinali che vanno ulteriormente rafforzate e dalle cautele comportamentali aiutate anche dal green pass». C’è un altro fattore a preoccupare: al momento 2 milioni di italiani mai vaccinati hanno il green pass da guarigione. Ma dopo quattro mesi l’immunità potrebbe diminuire, allargando la platea di chi è attaccabile in modo severo dal virus.

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