Stoccaggi di gas ai minimi dal 2021 in Europa. Ecco cosa sta succedendo

Redazione Money Premium

27 Dicembre 2024 - 06:31

Parallelamente, il rincaro del gas sta spingendo molti paesi, in particolare in Asia, a intensificare l’uso del carbone per la generazione di energia, un fenomeno noto come fuel switching.

Stoccaggi di gas ai minimi dal 2021 in Europa. Ecco cosa sta succedendo

Il 2024 si sta configurando come un anno di forti pressioni sul mercato globale del gas naturale.

In Asia, Europa e Nord America, i prezzi hanno registrato aumenti compresi tra il 30% e il 50%, e questa tendenza sembra destinata a proseguire nei prossimi mesi. Alla base del rincaro ci sono l’aumento della domanda di riscaldamento invernale e il rapido esaurimento delle scorte.

Secondo LSEG, le previsioni meteorologiche indicano che, per la prima volta in anni, le temperature medie in molte aree chiave, tra cui Cina, Giappone ed Europa, saranno inferiori alle medie stagionali. Questo fenomeno segna una rottura con il recente trend di inverni relativamente miti e sta determinando un picco sincronizzato nella domanda di riscaldamento. Grandi aree urbane come Seoul, Shanghai, Tokyo e Hong Kong, che insieme ospitano oltre 100 milioni di persone, si preparano ad affrontare un clima più rigido, con temperature medie di dicembre ben al di sotto dei valori storici. Ad esempio, Seoul dovrebbe registrare una media di -2,17°C, rispetto al normale -0,7°C. Anche in Europa si prevede un inverno più freddo, con un calo delle temperature in mercati cruciali come Germania e Italia, secondo LSEG.

L’aumento della domanda ha un impatto diretto sulle scorte di gas naturale, soprattutto in Europa. I dati di LSEG mostrano che, tra ottobre e novembre 2024, le riserve di gas nei principali paesi europei (Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia) sono diminuite dell’11%. Questo rappresenta un calo molto più significativo rispetto agli anni precedenti: nello stesso periodo del 2023, le scorte erano rimaste sostanzialmente stabili, mentre negli anni dal 2017 al 2022 si era registrato un calo medio del 2%. Al 1° dicembre 2024, i livelli di stoccaggio in Europa sono i più bassi per questa data dal 2021, un anno critico che aveva preceduto l’invasione russa dell’Ucraina e le conseguenti interruzioni nelle forniture di gas via gasdotto.

Questa combinazione di domanda crescente e riserve in calo alimenta una pressione al rialzo sui prezzi del gas, con conseguenze significative per le economie globali. L’aumento dei costi energetici si traduce in bollette più elevate per le famiglie e in costi di produzione maggiori per le imprese, mettendo a rischio la ripresa economica in regioni cruciali come Cina ed Europa. Inoltre, l’inflazione, già alimentata da fattori esterni, è ulteriormente aggravata dall’aumento delle tariffe energetiche.

Parallelamente, il rincaro del gas sta spingendo molti paesi, in particolare in Asia, a intensificare l’uso del carbone per la generazione di energia, un fenomeno noto come fuel switching. In Giappone, LSEG evidenzia che il costo del gas naturale liquefatto (GNL) sul mercato spot è già superiore del 44% rispetto al prezzo medio che renderebbe conveniente passare dal carbone al gas. Questo rende più probabile un aumento della generazione a carbone, una soluzione temporanea che, però, comporta emissioni di CO₂ superiori del 55% per unità di energia prodotta rispetto al gas.

Negli Stati Uniti, il contesto appare leggermente diverso. Sempre secondo LSEG, le scorte di gas negli USA sono attualmente ai massimi degli ultimi cinque anni. Tuttavia, con l’inizio del tradizionale periodo invernale di prelievo, queste riserve rischiano di diminuire rapidamente, contribuendo a mantenere elevata la tensione sul mercato globale.

Nonostante l’aumento dell’uso del carbone in alcune regioni asiatiche possa ridurre temporaneamente la pressione sul gas, la crescente domanda in Europa dovrebbe compensare eventuali cali in Asia. Il risultato è un mercato globale destinato a rimanere teso, con ulteriori aumenti dei prezzi del gas che potrebbero proseguire ben oltre l’inverno, fino al 2025.