Stellantis da comprare? Jefferies punta su un +44% e rilancia il titolo

Claudia Cervi

25 Giugno 2025 - 12:46

Con il nuovo CEO Filosa cambia tutto: Jefferies alza il target price di Stellantis del 44%. Ecco cosa sta davvero succedendo al titolo.

Stellantis da comprare? Jefferies punta su un +44% e rilancia il titolo

Stellantis da comprare? Jefferies punta su un +44% e rilancia il titolo, che a Milano guida i rialzi del Ftse Mib, con un progresso del +4,4%.
Il titolo del gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA è anche la miglior blue chip dell’Eurostoxx 50. A innescare la fiammata è stato l’upgrade degli analisti di Jefferies, che hanno rivisto al rialzo il giudizio su Stellantis da “hold” a “buy”, alzando il target price da 9 a 11,50 euro. Una mossa che implica un potenziale upside del 44% rispetto agli attuali 8 euro per azione.

In questo articolo proviamo a capire se questo rally è solo un rimbalzo tecnico o segna l’inizio di una fase più costruttiva per il titolo.

Il nuovo corso di Filosa convince Jefferies

Secondo Jefferies, Stellantis si trova in una fase di svolta. Nonostante il 2025 sia atteso come l’anno più debole in termini di utili (EBIT rettificato stimato a 6,5 miliardi, in calo rispetto agli 8,6 miliardi del 2024), gli analisti vedono chiari segnali di ripresa operativa. Il merito va in gran parte alla nuova guida di Antonio Filosa, salito al timone il 23 giugno con l’obiettivo di rimettere ordine e imprimere una direzione chiara al gruppo.

Filosa ha già ridotto il numero di riporti diretti da oltre 30 a 16, con nomine interne che bilanciano la presenza delle anime FCA e PSA. Il suo intervento è stato percepito come un’accelerazione nell’esecuzione strategica, tanto che Jefferies lo indica come uno dei principali catalizzatori del possibile re-rating del titolo. Migliora anche la situazione in Europa, dove i margini operativi sono visti in ripresa al 3,8%, grazie alla stabilizzazione dei volumi e al migliore assorbimento dei costi fissi. In Nord America, il margine EBIT potrebbe passare dal 2,6% nella prima parte dell’anno al 5% nella seconda, spinto dai nuovi lanci e da una ricalibrazione dei prezzi.

Ritorno alla crescita (e al valore)?

Grafico Stellantis Grafico Stellantis Fonte Tradingview

Anche e prospettive sembrano incoraggianti. L’EPS, dopo il previsto calo a 1,32 euro nel 2025, potrebbe risalire fino a 2,40 euro nel 2026 e 3,13 euro nel 2027. Anche il free cash flow è atteso in ripresa, con un recupero a 1,5 miliardi già nel 2025 e un obiettivo di 5-6 miliardi annui negli anni successivi.

La valutazione di Stellantis resta bassa rispetto ai peer. Il titolo scambia a 4,4 volte gli utili stimati per il 2026 e a 0,08 volte il rapporto EV/sales. Una sottovalutazione che, unita a una cassa netta di 15,1 miliardi a fine 2024, offre un margine di sicurezza che pochi player nel settore possono vantare.

Jefferies non ignora i rischi, tra cui i costi di ristrutturazione (circa 500 milioni annui fino al 2027), le tensioni geopolitiche e i dazi USA, ma ritiene che i progressi sul fronte EV (con partnership strategiche come quella con Leapmotor e CATL) e il riposizionamento dei modelli in portafoglio possano compensare le incognite. I prossimi lanci, dalla Jeep Cherokee alla Fiat Grande Panda fino alla nuova Dodge Charger, rappresenteranno oltre un quarto dei volumi del gruppo entro il 2027.

Per invertire il trend ribassista attivo dai massimi del 2024, da cui il titolo ha perso circa il 70% del suo valore, Stellantis dovrà confermarsi al di sopra di area 9,30 per poi rompere il massimo di maggio a 9,80 euro. In tal caso potrebbe aprirsi uno spazio di crescita verso 11,43 euro e 13,34 euro, rispettivamente lato alto del gap del 27 marzo e del 26 febbraio.

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