Gli Stati Uniti costruiranno una nuova base navale in un Paese latinoamericano. Spenderanno più di $1 miliardo

Ilena D’Errico

20 Gennaio 2026 - 15:38

Arriva una nuova base navale degli Stati Uniti in Sudamerica. Il progetto da più di 1 miliardo di dollari, tra pro e contro.

Gli Stati Uniti costruiranno una nuova base navale in un Paese latinoamericano. Spenderanno più di $1 miliardo

Tra i nuovi progetti degli Stati Uniti c’è la costruzione di una base navale in un Paese latinoamericano. Gli Usa spenderanno più di 1 miliardo di dollari per rafforzare la presenza nel Pacifico attraverso un rinnovato legame con il Perù, cominciando dalla base navale di Callao. Un’intesa per favorire la collaborazione con l’America Latina, così ci viene presentata, aprendo più interrogativi che sicurezze.

Le mire di Trump non sembrano riguardare, non esclusivamente almeno, le rotte commerciali, quanto piuttosto la pressione sul Sudamerica e la sfida con la Cina. La nuova base navale statunitense vuole infatti sorgere a un passo dal megaporto di Chancay, che Xi Jinping ha inaugurato alla fine del 2024 proprio per assicurarsi il commercio diretto via mare con l’America Latina, anche alla luce della guerra commerciale e tecnologica con Washington. Una strategia che la Casa Bianca ha criticato duramente, accusando il Perù di sottovalutare la minaccia dell’influenza cinese nel continente.

Ci troviamo dinanzi a una mossa speculare dell’amministrazione Trump, non necessariamente negativa, ma di cui bisogna semplicemente analizzare le ragioni strategiche. Se non ci fossero enormi dibattiti sull’effettivo piano militare americano, probabilmente, la notizia verrebbe letta con molta più leggerezza e positività. La stessa collocazione statunitense nel Pacifico risulta vantaggiosa per i Paesi partner degli Stati Uniti, ma i recenti sviluppi in Venezuela e le mire sulla Groenlandia, tra gli ultimi, aumentano l’incertezza.

La base navale degli Stati Uniti in Perù

Si sta concludendo proprio in questi giorni l’accordo tra Stati Uniti e Perù per la base navale di Callao, per la quale il dipartimento della Difesa Usa ha stimato un costo massimo di 1,5 miliardi di dollari. Come si apprende dall’Agenzia per la cooperazione e la sicurezza (Dsca), il dipartimento di Stato ha approvato un potenziale accordo di vendita con il governo peruviano, ora trasmesso al Congresso.

La proposta di progettazione e costruzione della base navale include svariate attrezzature e servizi richiesti da Lima, tra cui gli studi ingegneristici, il supporto tecnico e logistico (con la delegazione di un massimo di 20 esperti statunitensi) e attrezzature all’avanguardia. Ed è proprio la Dsca a offrire una prima spiegazione utile su questa iniziativa, sottolineando che:

La vendita proposta migliorerà l’infrastruttura portuale del Perù per ospitare le operazioni navali e logistiche attuali e future e i relativi requisiti. Questa vendita fornirà inoltre una piattaforma più sicura ed efficiente per le operazioni navali riducendo le interazioni tra civili e militari presso la struttura esistente. Il Perù non avrà alcuna difficoltà a integrare tali articoli e servizi nelle sue forze armate.

Stati Uniti e Perù, tra alti e bassi

Come anticipato, l’attenzione è tutta sulla cooperazione e i vantaggi reciproci. Non si può peraltro negare che il Perù può beneficiare largamente della collaborazione con gli Stati Uniti, riuscendo a ottimizzare le proprie strutture e rafforzare il commercio regionale. È sempre la Dsca, inoltre, a chiarire che quest’opera non comporterà alcuna alterazione nell’equilibrio militare dell’area, né influirà sulla linea della difesa Usa.

Ciò non toglie, però, che con la nuova base navale di Callao Washington persegue un duplice obiettivo: estendere la propria presenza in America Latina e così competere con la Cina e la Russia, sottraendo loro spazi di influenza. Una strategia che per i Paesi amici degli Stati Uniti risulta anche vantaggiosa, senza contare che in linea generale l’interferenza statunitense può apportare benefici rispetto a quella russa o cinese.

Questo tuttavia non significa che manchino criticità ed effetti negativi, senza contare che la strategia Usa va letta nel suo complesso, risultando comunque preoccupante. Partnership economiche soddisfacenti e accordi bilaterali fondati su principi condivisi sono un bene, ma quella statunitense appare sempre di più una presenza invadente e controllante. Il Perù, comunque, è soddisfatto dell’accordo. Secondo Alejandro Munante, membro del Congresso della Repubblica peruviano, questa decisione “riafferma la storica alleanza tra Perù e Stati Uniti e riconosce il Paese come un partner chiave per la stabilità e il progresso regionale”.

Argomenti

# Perù

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.