Guida alla riforma del TFR statali in Manovra 2027. Come cambiano le scadenze dal 2028, il pagamento contestuale dal 2030 e la tabella comparativa.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Il Tfr dei dipendenti del pubblico impiego, differito e rateizzato si avvia verso una profonda riforma e ristrutturazione. La bozza del disegno di Legge di Bilancio 2027 delinea un percorso graduale che, dal 2035, porterà alla definitiva archiviazione della liquidazione a rate introducendo tempi più brevi per l’erogazione delle prime tranche.
È importante sottolineare che non si tratta di una norma in vigore, il piano è contenuto come proposta e non è stato ancora approvato. La graduale riduzione dei tempi è stata elaborata dal Governo su proposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze ed è stata approvata dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2026. Il provvedimento, però, deve completare l’iter parlamentare alla Camera e al Senato, dovrà essere discusso e potrà subire anche modifiche attraverso gli emendamenti. Il voto finale del disegno di legge di Bilancio è atteso entro fine dicembre.
Le prime modifiche si vedranno già a partire dal 2028. L’intervento è necessario per far fronte a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, a nel farlo occorre bilanciare i diritti dei lavoratori del pubblico impiego con il bisogno di mantenere i conti pubblici.
Cosa cambia e quando per il TFR del pubblico impiego
La riforma del Tfr non sarà immediata. Il tempo di attesa di 12 mesi, fissato nel 2010, era stato già ridotto dalla Legge di Bilancio 2026, ma la nuova manovra prevede nuovi step per ridurre ancora di più i tempi di attesa secondo il seguente calendario:
- nel 2027 nessuna modifica, la prima rata sarà liquidata dopo 9 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;
- nel 2028 l’attesa per la prima erogazione scende a 6 mesi dalla cessazione;
- nel 2029 l’attesa si riduce ancora e scende a 3 mesi dalla cessazione;
- dal 2030 l’erogazione sarà contestuale al pensionamento.
Come cambiano importi e rate
La riforma del Tfr non toccherà solo i tempi di attesa per l’erogazione della prima tranche di pagamento, ma punta a ridurre anche l’impatto della rateizzazione per gli anni successivi.
Fino al 2030 la prima rata continuerà ad avere un importo massimo fino a 50.000 euro. Successivamente salirà:
- a 60.000 euro nel 2031;
- a 70.000 euro nel 2032;
- a 80.000 euro nel 2033;
- a 90.000 euro nel 2034.
La seconda rata coprirà gli importi che eccedono la prima tranche fino a 100.000 euro complessivi, a partire dal 2035, invece, tutto l’importo spettante sarà liquidato in un’unica soluzione (decade la rateizzazione) anche per importi superiori a 100.000 euro e viene eliminata la suddivisione in rate.
Il monito della Corte costituzionale
La riforma è una necessità che risponde alla sentenza numero 130 del 2023 e alla successiva ordinanza numero 25 del 2026 della Corte Costituzionale che ha imposto un ultimatum al riguardo: intervenire entro gennaio 2027 per non cadere nell’incostituzionalità delle norme che differiscono la liquidazione degli statali.
La manovra introduce una gradualità che permette di rendere l’intervento meno impattante per i conti pubblici. Diluire su più anni la riduzione dei tempi di erogazione del Tfr evita lo shock per la spesa pubblica prevedendo oneri crescenti nei primi tre anni per poi registrare un calo a partire dal 2036.
Secondo una stima dell’Inps il costo oscilla tra i 4 e i 15 miliardi di euro con una spesa di 280 milioni di euro nel 2028, di 582 milioni di euro nel 2029 e di 948 milioni di euro nel 2030.
Cosa cambia concretamente per chi va in pensione?
Per il dipendente pubblico che va in pensione l’impatto che la novità avrà dipende esclusivamente dall’anno in cui cesserà il servizio e dall’importo accumulato.
Oggi un dipendente pubblico che va in pensione subisce un’attesa di 9 mesi per ricevere la prima tranche del Tfr/Tfs. Per chi esce nel 2027 non cambierà nulla, ma già a partire dal 2028 l’attesa sarà più breve di tre mesi e nel 2029 si dovranno aspettare sei mesi in meno. Dal 2030 l’erogazione della prima tranche, invece, sarà contestuale al pensionamento.
Per quanto riguarda gli importi, pur salendo il tetto massimo della prima rata a partire dal 2031, fino al 2034 si riceverà il dovuto, se superiore a 100.000 euro, in tre tranche. Dal 2035, invece, decade la rateizzazione permettendo di incassare l’importo dovuto in un’unica soluzione anche se è superiore a 100.000 euro.
Per comprendere l’impatto della riforma bisogna confrontare il nuovo piano con la normativa attualmente in vigore. A oggi il Tfr/Tfs degli impiegati pubblici prevede uno sbarramento strutturato su tre importi fissi:
- unica soluzione per importi fino a 50.000 euro lordi se la liquidazione spettante ha importi fino a 50.000 euro;
- liquidazione in tre tranche, una distante 12 mesi dall’altra, per importi superiori ai 100.000 euro.
Per chi ha una liquidazione sopra i 100.000 euro il pagamento avviene in tre rate:
- 50.000 euro la prima rata a 9 mesi dalla cessazione;
- seconda rata di altri 50.000 euro liquidata 12 mesi dopo la prima;
- quota rimanente in un’unica soluzione 12 mesi dopo la seconda rata.
Nella seguente tabella mettiamo a confronto il nuovo meccanismo con il vecchio.
| Fattore chiave | Normativa attuale (Vigente / Bilancio 2026) | Nuova Riforma (Bozza Manovra 2027) |
|---|---|---|
| Attesa iniziale per la 1ª rata (Pensioni di vecchiaia) | 9 mesi fissa (a partire dal 1° gennaio 2027) | Azzeramento progressivo in 4 anni:
|
| Tetto importo 1ª rata (Lordo) | Fisso a 50.000 € | Innalzamento graduale:
|
| Soglia per il pagamento unico | Solo per importi fino a 50.000 € | Innalzamento progressivo fino a 90.000 € (entro il 2034) in base al tetto della prima rata. |
| Regola delle 3 rate (Importi oltre i 100.000 € lordi) | Obbligatoria:
|
Rimane fino al 2034, ma con rate rimodulate grazie alle nuove soglie provvisorie della prima rata |
| Abolizione totale delle rate | Non prevista | Dal 2035 stop definitivo alle rate: l’intero importo (anche sopra i 100.000 €) viene liquidato in un’unica soluzione |
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.