Il prezzo dell’indice S&P 500 sta raggiungendo livelli tecnici precedentemente considerati impossibili da molti investitori. Il superamento della soglia dei 5.000 punti costituisce un evento significativo nella storia dell’indice, riflettendo un forte ottimismo del mercato. Osservando l’S&P 500 da un punto di vista grafico, sorge la curiosità riguardo la durata di questo trend rialzista, iniziato nella metà del 2022.
Assisteremo a una Bull-Run da record come accaduto nel 2020?
Per cercare una risposta, potrebbe essere utile analizzare alcuni grafici e indicatori.
Analisi grafica dell’S&P500 esprime solidità
L’andamento dell’S&P 500 si avvicinai ai fatidici 5.000 punti, stabilendo un nuovo record nella storia dell’indice. Spinto dall’entusiasmo per dati economici positivi, un’inflazione in calo e tassi d’interesse che sembrano aver cessato di aumentare, l’indice principale del mercato azionario statunitense si trova in una fase di significativa estensione grafica.
I 5.000 punti rappresentano una soglia mai raggiunta precedentemente dall’indice, e quindi non possono essere considerati una resistenza nel senso tradizionale, ma assumono un importante valore psicologico. Il superamento di questo livello, specialmente su base settimanale, dovrebbe essere interpretato come una vera e propria rottura di resistenza, nonostante l’assenza di riferimenti grafici specifici. Questo è particolarmente evidente nell’analisi volumetrica, come si può osservare nel mercato dei futures.
Tuttavia, nel 2024, i mercati sono cambiati e una rottura deve essere interpretata in modo intelligente: una volta superati, i 5.000 punti devono essere mantenuti, per evitare di creare un contesto tecnico destabilizzante che potrebbe indurre molti trader e investitori a chiudere le loro posizioni o a proteggere i profitti, innescando così una correzione di dimensioni variabili, a seconda del «colpo di scena».
È importante ricordare che analoghi timori si manifestarono anche nel 2020, quando l’indice S&P 500 superò per la prima volta i massimi annuali dopo il crollo post-pandemico e il livello dei 3.500 punti, innescando un movimento contrarian che fu seguito da una rapida ripresa e l’inizio di una bull-run storica. Al contrario, il superamento dei 4.000 punti è avvenuto in modo lineare, e l’S&P ha proseguito rapidamente verso la conquista di nuovi massimi storici.
Uno sguardo agli indicatori di stress del mercato
Una categoria importante di indicatori da monitorare attentamente per contestualizzare l’ascesa dell’indice riguarda quelli relativi allo stress del mercato. Per attribuire maggiore significato tecnico, consideriamo questi indicatori su timeframe più ampi. L’indice S&P 500 Stocks Above 200-Day Average misura la percentuale di azioni all’interno dell’indice S&P 500 che si trovano al di sopra della loro media mobile a 200 giorni. Il raggiungimento del livello del 70% segnala un’estensione grafica significativa, già osservata in passato, in febbraio e luglio del 2023, vicino a brevi correzioni di mercato. La fascia con la maggiore frequenza statistica per una inversione di tendenza si trova al 90%. Non è un caso che il raggiungimento del 70% coincida spesso con il raggiungimento del 90% nel medesimo indicatore, ma nella fascia inferiore degli S&P 500 Stocks Above 50-Day Average, che si riferisce alla media mobile a 50 giorni.
Un altro indicatore considerato in questo tipo di analisi è l’indice di volatilità dell’S&P 500, il VIX: questo indice si avvicina al livello dei 10 punti, un minimo molto significativo, toccato per l’ultima volta alla fine del 2023 e, prima di allora, solo nel 2020, prima dello scoppio della crisi da COVID-19. Si tratta di un’indicazione rilevante di tranquillità e direzionalità del mercato, raggiunta solo in rare occasioni. Di conseguenza, l’andamento dell’S&P 500 è stato particolarmente regolare, tanto che nelle ultime 16 settimane, solo una è stata negativa e in misura minima rispetto alle altre. Questa sequenza di sessioni positive è insolita nella storia dell’indice. Guardando al grafico Heikin Ashi, per trovare una candela settimanale rossa bisogna tornare a ottobre 2023, e la candela di questa settimana sembra pronta a chiudersi con un ampio guadagno e in verde.
Inoltre, il mercato ha raggiunto un livello di estrema avidità. L’indice Fear & Greed di CNN ha toccato i 72 punti, avvicinandosi alla zona di EXTREME GREED. Questa crescente avidità tra gli operatori di mercato è comprensibile data l’estensione grafica dei mercati azionari
Assisteremo a una nuova bull-run come nel 2020?
Se esaminata esclusivamente sotto il profilo tecnico, emergono numerose similitudini: in entrambe le situazioni, si partiva da un marcato crollo dei mercati, e in entrambi i contesti l’S&P era caratterizzato da una notevole iperestensione grafica. Ciò nonostante, ciò non ha impedito l’avvio di una bull-run, difficilmente prevedibile all’epoca, data l’apprensione per le ripercussioni del COVID-19 sullo stato dell’economia globale.
Una differenza significativa si manifesta, tuttavia, in ambito monetario: mentre nel 2020 la Federal Reserve ha implementato una politica di stampa di moneta, portando il tasso di crescita della massa monetaria M2 a livelli record, nel 2024 i piani di politica monetaria restrittiva della Fed segnano una netta divergenza rispetto al passato e non sono state annunciate interruzioni di tale strategia.
Per questo molti analisti spostano l’attenzione sulle scelte di politica monetaria della Fed, perché potrebbero anche togliere al mercato la benzina di cui necessità e ha necessitato in questi anni per salire a questi ritmi record.