Société Générale rilancia con il piano al 2029. Redditività più alta, oltre 21 miliardi ai soci

Ufficio Studi Money.it

22/09/2026

Piano industriale al 2029 di Société Générale: Rote al 13-14%, oltre 21 miliardi ai soci.

Société Générale rilancia con il piano al 2029. Redditività più alta, oltre 21 miliardi ai soci

La banca francese ha presentato lunedì a Londra il nuovo piano industriale 2026-2029, puntando su tagli ai costi e un aumento della redditività. Il titolo ha guadagnato fino al 4% in Borsa, ma non tutti gli analisti sono convinti dagli obiettivi sui ricavi.

Société Générale prova a chiudere la pagina degli anni difficili con un nuovo piano industriale che punta dritto al 2029. Lunedì, a Londra, l’amministratore delegato Slawomir Krupa ha presentato agli investitori istituzionali gli obiettivi del «Capital Markets Day» del terzo gruppo bancario francese per attivi. Un ritorno sul capitale tangibile (Rote) tra il 13% e il 14% entro il 2029, in salita dall’attuale area 11%, con l’ambizione di superare il 15% dal 2030 in avanti.

Tagli ai costi e più soldi agli azionisti

Il perno del piano è la disciplina sui costi, con il rapporto costi/ricavi che dovrà scendere sotto il 55% entro il 2029 (dal 60% circa attuale), con una base di spesa complessiva sotto i 16,3 miliardi di euro e circa 1,9 miliardi di euro di risparmi lordi cumulati tra il 2026 e il 2029, generati da acquisti, spesa informatica, intelligenza artificiale applicata alla produttività e riorganizzazione del personale.

La crescita dei ricavi attesa nello stesso periodo è invece più contenuta, intorno al 3% medio annuo. Sul fronte del capitale, Société Générale punta a un Cet1 superiore al 13% e a un costo del rischio tra 25 e 30 punti base, mentre la controllata digitale BoursoBank dovrebbe superare i 14 milioni di clienti entro fine 2029.

Il capitolo più atteso dagli investitori riguarda però la remunerazione: la banca prevede distribuzioni complessive agli azionisti per oltre 21 miliardi di euro nell’arco 2026-2029 (di cui oltre 13 miliardi di dividendi ordinari), con una crescita del dividendo per azione a doppia cifra bassa-media ogni anno. «La lotta ai costi è stata e resterà al centro della nostra strategia», ha dichiarato Krupa durante la presentazione londinese, aggiungendo che «la nostra ambizione è chiara: accelerare la crescita redditizia mantenendo una rigorosa disciplina su rischio e costi».

Il mercato premia, gli analisti restano cauti sui ricavi

La reazione in Borsa è stata immediata eil titolo ha guadagnato circa il 2,5% nelle prime contrattazioni di lunedì, salendo fino a un +4% nel corso della seduta, un rialzo che secondo alcune fonti di mercato ha sovraperformato l’indice bancario europeo (+1,5% nella stessa giornata). Alla chiusura di il titolo trattava intorno ai 73,9 euro, con una performance da inizio anno superiore al 7%. Al momento viaggia su quota 73,08.

Il consenso di una ventina di analisti resta orientato all’«outperform», con un target price medio di circa 88 euro. Bank of America ha confermato il giudizio di acquisto dopo la presentazione. Più caute le parole di Jefferies, che pur riconoscendo «azioni molto specifiche» sul fronte dei costi ha definito l’obiettivo di crescita dei ricavi del 3% «piuttosto conservativo».

Nel 2023 un precedente piano industriale di Société Générale era stato accolto da un crollo del titolo a doppia cifra in un solo giorno, proprio per la scarsa fiducia del mercato negli obiettivi di redditività. Il piano di quest’anno arriva quindi con l’onere di dimostrare maggiore credibilità esecutiva, in un gruppo che resta valutato in Borsa meno della metà della connazionale Bnp Paribas e che deve fare i conti con la pressione competitiva di banche digitali come Revolut e delle grandi banche d’investimento statunitensi.

Per chi guarda ai mercati azionari europei dall’Italia, il piano di Société Générale si inserisce in una fase di generale ridisegno del settore bancario continentale, la stessa che sta guidando in queste settimane il risiko italo-tedesco tra UniCredit e Commerzbank. Il confronto di scala resta comunque a favore delle banche italiane maggiori, con Intesa Sanpaolo, ad esempio, che ha annunciato nel proprio piano 2026-2029 distribuzioni complessive fino a 50 miliardi di euro, più del doppio di quanto promesso oggi da Société Générale, pur trattandosi di gruppi con dimensioni e strutture patrimoniali diverse e non direttamente sovrapponibili.

Resta poi il nodo dell’esecuzione e il fatto che gli obiettivi di redditività e di taglio dei costi siano promesse pluriennali, non risultati già acquisiti. La stessa Jefferies segnala che la crescita dei ricavi ipotizzata appare modesta rispetto alle ambizioni sulla redditività. Chi valuta un investimento sul titolo dovrà quindi verificare, trimestre dopo trimestre, se ai tagli di costo annunciati corrisponderà davvero la crescita di ricavi necessaria a centrare il Rote promesso, il tutto in un contesto di tassi e margine di interesse che resta soggetto alle decisioni di politica monetaria da parte della BCE.