Il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil ha incontrato lunedì il ceo di UniCredit Andrea Orcel per fissare le condizioni sul futuro di Commerzbank, con gli italiani ormai vicini al 50% del capitale della banca tedesca. Ecco cosa cambia nella trattativa e perché riguarda anche i risparmiatori italiani.
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Lunedì il ministro federale delle Finanze e vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil ha incontrato a Berlino l’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel per discutere il futuro di Commerzbank, la seconda banca quotata tedesca. È il primo colloquio diretto tra i due dopo mesi in cui Berlino aveva rifiutato un confronto del genere.
Un portavoce del ministero ha ammesso che le due banche sono ora entrate «in una fase diversa» della trattativa, riporta Euronews. UniCredit ha nel frattempo portato la propria quota in Commerzbank a un livello vicino al 50%, dopo aver iniziato ad accumulare azioni nel settembre 2024.
Le condizioni poste da Klingbeil
Al termine dell’incontro Klingbeil ha reso pubbliche le richieste della Germania. Il ministro ha dichiarato:
«In un colloquio costruttivo con il signor Orcel, ho reso chiaro che i prossimi negoziati dovranno essere condotti in modo responsabile».
Le condizioni includono il mantenimento della quotazione in borsa di Commerzbank e della sua sede a Francoforte, la prosecuzione del finanziamento alle piccole e medie imprese tedesche (sia in patria sia all’estero), un’adeguata tutela dei circa 40.000 dipendenti della banc, e una governance della banca risultante che rispecchi il peso della Germania come suo primo mercato, con due seggi richiesti dal governo federale nel consiglio di sorveglianza. Orcel, dal canto suo, ha definito l’incontro «positivo e costruttivo», lasciando intendere che i colloqui proseguiranno a breve.
Una partita cominciata nel 2024
La vicenda risale al settembre 2024, quando UniCredit rivelò una prima quota in Commerzbank innescando due anni di tensioni politiche a Berlino, come raccontavamo a maggio.
Il titolo Commerzbank ha intanto continuato a correre in Borsa, toccando agli inizi di settembre un nuovo massimo dei dieci anni a 43,12 euro, sostenuto anche da risultati record nel primo semestre 2026 (utile netto a 1,8 miliardi di euro, utile operativo in crescita del 14% a 2,7 miliardi) e da un programma di riacquisto di azioni proprie da 3,2 miliardi di euro previsto per il 2026. Il governo federale tedesco, che detiene poco più del 12% di Commerzbank fin dal salvataggio pubblico della banca durante la crisi finanziaria del 2008-2009, resta così il secondo azionista, ma con un peso ormai insufficiente a bloccare l’operazione da solo.
Articolo revisionato da Flavia Provenzani il
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