La nazione leader mondiale nella produzione di lampone non riesce a trovare lavoratori stagionali nonostante le ottime condizioni contrattuali.
La Serbia è a corto di manodopera, soprattutto di lavoratori agricoli. Il Paese basa una parte significativa della propria economia sull’agricoltura, settore che contribuisce per circa il 6% al PIL nazionale e impiega quasi il 20% della forza lavoro. Tra le coltivazioni più importanti spicca il lampone, di cui la Serbia è uno dei principali produttori mondiali.
Proprio in vista dell’imminente avvio della raccolta dei lamponi, il Paese balcanico è alla disperata ricerca di lavoratori stagionali da impiegare nei campi. La raccolta dovrebbe iniziare il prossimo 20 giugno e molti produttori stanno faticando a trovare personale disponibile. Per attirare nuovi addetti, alcuni agricoltori sono arrivati a offrire fino a 51 euro al giorno, comprensivi di vitto con tre pasti e alloggio. A ciò si aggiunge un bonus di circa un euro per ogni chilogrammo raccolto.
Nonostante condizioni economiche considerate relativamente favorevoli, trovare persone disposte ad accettare queste mansioni è sempre più difficile. L’annata 2026 si prospetta particolarmente positiva per la produzione di lamponi e, secondo gli agricoltori, il raccolto sarà abbondante. Un raccoglitore esperto può arrivare a riempire fino a 25 casse al giorno, un obiettivo ritenuto raggiungibile dagli operatori del settore. La lamentela più frequente tra i produttori è che ci siano sempre meno persone interessate a questo tipo di attività e il timore è che una parte significativa del raccolto possa rimanere nei campi.
I coltivatori sottolineano inoltre come molti candidati siano interessati quasi esclusivamente alla paga giornaliera, mostrando meno attenzione verso il lavoro stesso. A complicare ulteriormente la situazione c’è la carenza di raccoglitori qualificati. Secondo gli operatori del settore, soltanto il 10-20% delle persone disponibili possiede già esperienza nella raccolta dei lamponi. Tutti gli altri sono lavoratori alle prime armi che necessitano di una formazione preventiva prima di poter operare in modo efficiente. Rispetto allo scorso anno, diversi produttori hanno aumentato le retribuzioni nel tentativo di attirare nuova manodopera, ma la ricerca continua a essere estremamente complessa.
Le difficoltà non riguardano soltanto la raccolta agricola. Un altro comparto che soffre una grave carenza di personale è quello dei trasporti. Anche trovare autisti qualificati sta diventando sempre più difficile in Serbia.
Cosa occorre per lavorare in Serbia
Per lavorare in Serbia nella raccolta dei lamponi, ma anche in altri settori stagionali, sono necessari alcuni requisiti burocratici, organizzativi e fisici. Il lavoro agricolo stagionale è regolato dalla normativa semplificata sul lavoro temporaneo e le regole cambiano a seconda della nazionalità del lavoratore.
Per i cittadini dell’Unione Europea, compresi gli italiani, è possibile entrare in Serbia senza visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Tuttavia, per lavorare legalmente, il datore di lavoro deve registrare il lavoratore presso l’amministrazione fiscale serba attraverso una procedura elettronica. Per i cittadini extra UE, invece, è generalmente necessario ottenere un visto per lavoro stagionale e un permesso di soggiorno temporaneo collegato all’attività lavorativa.
La legislazione serba consente ai datori di lavoro di assumere lavoratori stagionali in agricoltura per un massimo di 120 giorni lavorativi all’anno. Il contratto prevede inoltre una copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro.
Va inoltre spiegato perché sempre più persone rinunciano a svolgere questo tipo di attività. La raccolta dei lamponi è infatti un lavoro stagionale ma particolarmente faticoso. Si svolge tra giugno e luglio, spesso sotto temperature elevate, con turni che possono durare dalle otto alle dodici ore al giorno. Le attività iniziano generalmente all’alba, intorno alle cinque del mattino. Inoltre, le piante di lampone presentano spine e richiedono movimenti ripetitivi che mettono a dura prova schiena, braccia e articolazioni.
Per lavorare in Serbia non è indispensabile conoscere la lingua serba, ma una conoscenza almeno basilare dell’inglese è spesso utile per comprendere le istruzioni operative e le norme di sicurezza. Le offerte di lavoro vengono pubblicate principalmente sui più importanti portali serbi dedicati agli annunci di lavoro, oltre che su numerosi gruppi Facebook specializzati. Molte aziende agricole, infine, si affidano ad agenzie internazionali di reclutamento che operano nell’ambito della selezione di manodopera stagionale.