Sciopero dei taxi, due giorni di stop totale: ecco quando e perché

Giorgia Bonamoneta

2 Luglio 2022 - 18:42

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Nelle giornate del 5 e 6 luglio 2022 si terrà il maxi sciopero dei tassisti. In tutta Italia le auto bianche fermeranno i loro servizi per 48 ore.

Sciopero dei taxi, due giorni di stop totale: ecco quando e perché

Maxi sciopero dei taxi di 48 ore confermato. Le associazioni di categoria hanno dato l’ok allo sciopero di 48 ore del servizio pubblico dei taxi. La conferma arriva dopo settimane di tavoli di ascolto tra ministero e sindacati, nei quali però la situazione non è stata risolta. In tutta Italia si fermeranno le auto bianche per protestare contro l’articolo 10 del ddl Concorrenza. Le associazioni di categoria sono fortemente contro il tentativo di modernizzare la normativa, che risale al 1992, che promuoverebbe la concorrenza e dovrebbe contrastare in maniera più efficace l’abusivismo. Almeno in teoria.

La verità è che non c’è dialogo: i sindacati hanno chiesto al governo di stracciare l’articolo 10 del ddl Concorrenza, pena il blocco del servizio a oltranza. Inutile il tentativo della viceministra all’Infrastrutture e Trasporti, Teresa Bellanova, di mediare con le rappresentanze sindacali per scongiurare lo sciopero, in particolare nella Capitale dove si svolgerà anche un corteo.

Nella nota pubblicata dalle associazioni di categoria che hanno firmato lo sciopero si legge che la protesta di quarantott’ore è necessaria per dimostrare che “non siamo disponibili a nessun passo indietro, a nessun tipo d’accordo, a nessuna resa e che ci batteremo fino all’ultimo respiro, contro tutti quei parassiti che vorrebbero sottrarci il frutto della nostra fatica”.

Sciopero dei taxi, 48 ore di disagio: ecco quando

Lo sciopero organizzato dalle associazioni di categoria dei tassisti si terrà tra le giornate di martedì 5 e mercoledì 6 luglio 2022. L’orario nel quale smetteranno di prestare il loro servizio le auto bianche va, indicativamente, dalla mezzanotte tra il 4 e il 5 luglio, fino alla mezzanotte del 6 luglio.

In queste 48 ore sciopereranno tutti i tassisti delle 14 sigle sindacali, per un totale di circa 40.000 operatori del settore. Tra le sigle che hanno confermato lo sciopero ci sono: Usb-taxi, Uti, Ugl-taxi, Un’impresa, Fast Confsal, UilTrasporti, Satam, Tam, Claai, Unica Cgil Taxi, Uritaxi, Or.S.A.-Taxi, Federtaxi Cisal. Inoltre a Roma si svolgerà un corteo che vedrà coinvolto te le auto bianche e i proprietari delle licenze contro la concorrenza e in particolare l’articolo 10 hai inserito il lavoro nel settore dei taxi.

Sciopero dei taxi contro l’articolo 10 del ddl Concorrenza: quali le motivazioni dei tassisti

Le intenzioni delle associazioni di categoria che hanno indetto lo sciopero sono inserite all’interno di una nota pubblicata proprio per annunciare lo sciopero di 48 ore nelle giornate di martedì 5 e mercoledì 6 luglio 2022. Nella nota si legge che:

Il servizio pubblico taxi è fuori dalla Direttiva Bolkestein e quindi l’Europa non ne chiede nessuna liberalizzazione, nonché la contestuale conclusione della riforma del comparto varata da questo Parlamento nel 2019, con l’approvazione della regolamentazione dell’operato delle piattaforme di intermediazione digitale e degli strumenti di contrasto ai diffusi fenomeni di abusivismo.

Sempre secondo le associazioni di categoria lo sciopero farà da spartiacque riguardo al destino dei tassisti. Per questo l’aderenza delle associazioni è piuttosto compatta, “ferma e irremovibile indirizzata a chi pensa di svendere il nostro lavoro e la funzione di servizio pubblico che svolgiamo”, scrivono ancora nella nota.

Non manca poi un attacco diretto all’esecutivo di Mario Draghi che non fa sconti di parole e racconta come è stato negato il confronto con i lavoratori, oltre l’intenzione di devastare il lavoro di tassisti. Sono queste le motivazioni che hanno obbligato le categorie a organizzare lo sciopero di 48 ore in tutta Italia. La richiesta della protesta è infatti quella di eliminare l’articolo 10 del ddl Concorrenza o escludere la categoria dei tassisti e ciò che prevede l’articolo10 del ddl Concorrenza, che intende liberalizzare proprio il settore dei taxi.

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