Mancata presentazione dichiarazione dei redditi Unico 2016: quali sanzioni per il ritardo?

Dichiarazione dei redditi modello Unico 2016 omessa o in ritardo: quali sono le sanzioni previste? Ecco una panoramica completa con analisi caso per caso.

Lo scorso 30 settembre 2016 era la scadenza del termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi modello Unico 2016 (redditi 2015). Cosa succede al contribuente che ha omesso o ritardato la presentazione della dichiarazione dei redditi?

In questi casi è possibile avvalersi del ravvedimento operoso, pagando delle sanzioni ridotte così come previsto dalle ultime riforme in materia. Ma quali sono le sanzioni previste in caso di mancata e/o tardiva presentazione della dichiarazione dei redditi modello Unico 2016?

Per dare una risposta a queste domande occorre preliminarmente inquadrare la questione: si tratta di dichiarazione dei redditi modello Unico tardiva con imposte o senza imposte? Si tratta di un modello Unico irregolare o incompleto?

La dichiarazione dei redditi è il documento contabile e fiscale con il quale il contribuente italiano comunica al Fisco i redditi conseguiti nel corso del periodo d’imposta precedente. Quando si tramette una dichiarazione dei redditi irregolare si incorre in sanzioni di tipo amministrativo pecuniario (ma anche penale nei casi più gravi) a seconda del tipo di violazione commessa.
La dichiarazione dei redditi irregolare può assumere diverse configurazioni ovvero: dichiarazione dei redditi nulla, infedele, omessa ovvero incompleta.

Ecco una guida alle diverse fattispecie di dichiarazione dei redditi irregolare ed alle conseguenti sanzioni.

Dichiarazione dei redditi modello Unico 2016 in ritardo senza imposte da pagare: quali sanzioni?

La dichiarazione dei redditi tardiva è disciplinata dall’articolo 2, comma 7, D.P.R. 322/1998 che definisce tardiva la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario (il 30 settembre).

Con riferimento alla dichiarazione dei redditi modello UNICO 2016, inviato telematicamente da parte di persone fisiche, società di persone e società di capitali ed enti non commerciali il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi tardiva ha quindi scadenza coincidente con il 29 dicembre 2016.

In base all’art. 2, co. 7, D.P.R. n. 322/98 la dichiarazione dei redditi tardiva è considerata pienamente valida.

E’ sufficiente presentare la dichiarazione dei redditi omessa e versare le sanzioni con modello F24 e codice tributo 8911.

Tali sanzioni saranno pari ad 1/10 di 250 euro, ossia 25 euro (1/10 del minimo previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 471 del 1997 pari a euro 250 qualora le imposte:

  • siano state regolarmente versate;
  • oppure non siano dovute.

Dichiarazione dei redditi modello Unico 2016 in ritardo con imposte da pagare: quali sanzioni?

Qualora dalla dichiarazione dei redditi, invece, emergano delle imposte da pagare la situazione del contribuente è diversa.

L’omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute può essere regolarizzato eseguendo spontaneamente, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno successivo, il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi legali e della sanzione in misura ridotta.

In particolare, le sanzioni ridotte sono le seguenti:

  • da 0,1% a 1,4% (1/10 dell’1%) per giorno entro 14 giorni dalla scadenza, tenendo presente che per ogni giorno di ritardo va applicato lo 0,1%;
  • 1,5% (1/10 del 15%) dal 15° al 30° giorno dalla scadenza;
  • 1,67% (1/9 del 15%) dal 31° al 90° giorno dalla scadenza;
  • 3,75% (1/8 del 30%) entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno della violazione;
  • 4,29% (1/7 del 30%) entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo alla violazione;
  • 5% (1/6 del 30%) entro il termine di accertamento.

Dichiarazione dei redditi nulla: definizione e sanzioni previste

La dichiarazione dei redditi nulla si verifica quando la dichiarazione dei redditi:

  • viene presentata su modelli non conformi;
  • non viene sottoscritta;
  • non viene sottoscritta da un contribuente legittimato a sottoscriverla.

Le sanzioni previste per la dichiarazione dei redditi nulla sono le stesse previste per la dichiarazione dei redditi omessa ovvero:

  • dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 258 euro;
  • da 258 euro a 1.032 euro, se non sono dovute imposte;
  • la sanzione è raddoppiabile per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili;
  • in presenza di redditi prodotti all’estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo.

Dichiarazione dei redditi incompleta: definizione e sanzioni

La dichiarazione dei redditi incompleta si verifica quando la dichiarazione dei redditi del contribuente omette di indicare una fonte reddituale.

Le sanzioni previste sulla dichiarazione dei redditi incompleta sono le stesse previste per la dichiarazione dei redditi infedele ovvero:

  • dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza di credito (la sanzione si applica anche se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni o deduzioni);
  • in presenza di redditi prodotti all’estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo;
  • la sanzione è elevata del 10% in caso di omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e per l’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti, a condizione che
    il maggior reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, superi il 10% del reddito dichiarato;
  • la sanzione è elevata del 50% quando non viene presentato il modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore (anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia delle Entrate), sempre che il maggior reddito accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore superi il 10% di quello dichiarato.

Dichiarazione dei redditi infedele: definizione e sanzioni

La dichiarazione dei redditi infedele si concretizza nell’indicazione di un reddito non veritiero nella dichiarazione dei redditi.

Le sanzioni per dichiarazione dei redditi infedele previste dall’attuale normativa fiscale sono le seguenti:

  • dal 90% al 180% della maggiore imposta o della differenza di credito (la sanzione si applica anche se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni o deduzioni);
  • in presenza di redditi prodotti all’estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo;
  • la sanzione è elevata del 10% in caso di omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e per l’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti, a condizione che
    il maggior reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, superi il 10% del reddito dichiarato;
  • la sanzione è elevata del 50% quando non viene presentato il modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore (anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia delle Entrate), sempre che il maggior reddito accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore superi il 10% di quello dichiarato;
  • la sanzione è aumentata del 50% in caso di recidiva.

Dichiarazione dei redditi omessa: definizione e sanzioni

La dichiarazione dei redditi omessa, infine, si ha quando la dichiarazione dei redditi del contribuente (modello 730 o modello UNICO):

  • non viene presentata;
  • viene presentata oltre i 90 giorni.

Le sanzioni previste per l’omessa dichiarazione dei redditi sono le seguenti:

  • dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 258 euro;
  • da 258 euro a 1.032 euro, se non sono dovute imposte;
  • la sanzione è raddoppiabile per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili;
  • in presenza di redditi prodotti all’estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo;
  • la sanzione è aumentata del 50% in caso di recidiva.

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