Sai che sugli aerei stanno per arrivare i posti in piedi?

Luna Luciano

22 Maggio 2025 - 21:52

Nel 2026 potrebbero arrivare i primi posti «in piedi» sugli aerei low-cost. Un cambiamento rivoluzionario che divide passeggeri e compagnie. Ecco cosa c’è da sapere.

Sai che sugli aerei stanno per arrivare i posti in piedi?

Nel 2026 i passeggeri potrebbero prenotare un posto “in piedi” su voli low-cost. Non è pura immaginazione, ma un progetto sul quale alcune compagnie low-cost come Ryanair stanno investendo. L’obiettivo è sempre lo stesso: aumentare i posti e quindi i profitti per volo, ma il nuovo progetto non piace molto ai passeggeri.

La proposta, che inizialmente può sembrare una provocazione, è invece supportata da studi tecnici e regolatori: sedili semi-sospesi, una sorta di “trespoli imbottiti”, hanno già superato alcune valutazioni di sicurezza e normative aeronautiche. I primi voli sperimentali potrebbero partire già nel 2026 e interessare tratte brevi di massimo due ore.

Le compagnie aeree vedono in questa innovazione una soluzione ideale per tagliare i costi e aumentare la capacità dei voli, soprattutto su rotte molto trafficate. Ma non tutti sono d’accordo: c’è chi parla di “fine dell’umanità” e chi teme per la sicurezza, il comfort e i diritti dei passeggeri. Scopriamo perché e quando si potrebbe viaggiare in aereo in piedi e le proteste: di seguito tutto quello che serve sapere a riguardo.

Posti in piedi in aereo: ecco come e perché

L’idea dei posti in piedi sugli aerei è semplice quanto radicale: sostituire una parte delle tradizionali file di sedili con una nuova configurazione composta da sedili verticali o semi-inclinati, che permettono al passeggero di appoggiarsi ma non sedersi completamente. Si tratta di strutture imbottite che offrono un certo livello di comfort e sicurezza per voli di breve durata, pur occupando meno spazio rispetto ai sedili standard.

Il principale promotore del progetto è Ryanair, che già dal 2012 ha espresso interesse per questa soluzione. Il CEO Michael O’Leary aveva ipotizzato la possibilità di installare fino a 10 file di posti in piedi su alcuni dei suoi Boeing 737-800. Con l’aggiunta di due file supplementari di questi sedili semi-sospesi, la capienza di un aereo potrebbe passare da 189 a 230 passeggeri, un incremento del 20%.

Le compagnie aeree low-cost vedono in questo sistema una vera rivoluzione nel settore: più posti a bordo significano più biglietti venduti e la possibilità di offrire tariffe ancora più basse. I biglietti per i posti in piedi potrebbero costare tra 1 e 5 sterline, rendendo possibili viaggi aerei da pochi euro, specialmente su tratte brevi come Manchester-Parigi o Sydney-Melbourne.

Non si tratta solo di aumentare i profitti, ma anche di rispondere alla crescente domanda di voli economici. Nonostante le polemiche, i sedili sono stati sottoposti a valutazioni tecniche e rispettano le normative di sicurezza internazionali. Tuttavia, restano molti dubbi su come verranno gestiti gli spazi per i bagagli (sembra che non ci saranno cappelliere) e se questa configurazione sarà adatta a tutte le tipologie di passeggeri.

Posti in piedi in aereo: proteste e scontento tra i passeggeri

L’annuncio dell’introduzione dei posti in piedi ha immediatamente scatenato forti reazioni da parte dell’opinione pubblica. Sui social media e nei forum specializzati, molti utenti hanno espresso preoccupazione, rabbia e sarcasmo. “Siamo esseri umani, non bestiame”, ha commentato un utente. Altri temono che, dopo un primo periodo di tariffe stracciate, le compagnie aumenteranno i prezzi come già accaduto con altri “optional”.

Le preoccupazioni principali riguardano la sicurezza: anche se i nuovi sedili sono dichiarati conformi agli standard internazionali, molti passeggeri temono che in caso di turbolenze, emergenze o malori, questi posti non offrano un livello di protezione adeguato. A ciò si aggiunge la questione dell’accessibilità: passeggeri con disabilità (visibili e non), anziani o con esigenze particolari potrebbero trovare questi posti inutilizzabili o addirittura discriminatori.

Anche il problema del bagaglio non è secondario. Senza cappelliere, e con la probabile limitazione a un solo piccolo zaino o borsa, l’esperienza di viaggio rischia di diventare ancora più restrittiva. Si teme che il tutto venga sacrificato sull’altare del profitto, senza reale vantaggio per i viaggiatori.

Infine, c’è anche chi vede questa mossa come un simbolo del deterioramento dei diritti del passeggero. Alcuni commentatori affermano che si tratta solo dell’ennesimo modo per spremere i clienti, mentre i dirigenti delle compagnie continuano a ricevere bonus milionari. Una cosa è certa: i posti in piedi rappresentano un cambiamento radicale per il settore, e se davvero prenderanno piede nel 2026, cambieranno per sempre il modo in cui intendiamo viaggiare in aereo.

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