Rubata una hypercar da €10 milioni a Monaco. Nessuno sa dove sia

Money.it Guide

6 Maggio 2026 - 17:05

Un ex pilota di Formula 1, l’esclusiva Monte Carlo e un furto (forse del secolo) dal valore complessivo di quasi 20 milioni di euro: una storia da film che vede come protagonista una hypercar

Rubata una hypercar da €10 milioni a Monaco. Nessuno sa dove sia

Qualcuno si ricorderà di Adrian Sutil. Per diversi anni è stato uno dei volti comprimari della Formula 1, autore di stagioni da metà classifica senza mai rubare l’occhio per risultati particolari. Discorso diverso, invece, fuori dalle piste, dove un carattere particolarmente frizzante lo ha visto protagonista, nel lontano 2011, di un’aggressione nei confronti di Eric Lux, co-proprietario del fondo di investimenti GENII, azionista di maggioranza del Team Renault. Insomma, uno dei pezzi grossi della finanza del Circus della F1.

Ecco, anche dopo aver appeso il volante al chiodo il pilota tedesco ha deciso di far parlare di sé per motivi legali più che per la sua guida. Alcuni anche a suo discapito. Anche perché, per ciò che sappiamo oggi, potrebbe essere stato il malcapitato protagonista del furto del secolo a Monte Carlo: una hypercar Koenigsegg, rarissima e pregiatissima, dal valore inestimabile, insieme ad altre otto auto.

Ma cosa è successo veramente? Tra un rumors e l’altro, la vicenda è davvero avvolta nel mistero. E l’hypercar, a quanto trapela, scomparsa nel nulla.

Koenigsegg One:1, un’auto più unica che rara. Non solo per il valore

La vettura sparita dal garage monegasco di Adrian Sutil non è una supercar qualsiasi. È una Koenigsegg One:1, uno degli oggetti automobilistici più esclusivi mai costruiti nell’era moderna. Presentata nel 2014 al Salone di Ginevra, la hypercar svedese deve il suo nome a un dato quasi irreale: il rapporto peso-potenza di 1:1. Tradotto: 1360 cavalli per 1360 kg. Numeri che, all’epoca, la resero la prima auto omologata per uso stradale capace di raggiungere una potenza pari a un megawatt.

Sotto la carrozzeria in fibra di carbonio si nasconde un V8 5.0 biturbo da 1360 CV e oltre 1370 Nm di coppia, abbinato a una trasmissione doppia frizione a sette rapporti. Prestazioni fuori scala: 0-100 km/h in 2,8 secondi, 0-300 in circa 12 secondi e una velocità massima dichiarata di 450 km/h. Ma a rendere la One:1 praticamente irraggiungibile è soprattutto la rarità: esistono soltanto sette esemplari al mondo costruiti con questa specifica configurazione.

Quello appartenente a Sutil era considerato il “gioiello della corona” della sua collezione privata. Secondo le informazioni emerse negli ultimi mesi, l’auto sarebbe stata sottratta tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 dal garage dell’ex pilota nel Principato di Monaco, insieme ad altre vetture di lusso tra cui una Koenigsegg Regera, una Rolls-Royce Phantom, diverse Porsche e Ferrari. Il valore complessivo del parco auto sparito supera i 17 milioni di euro, ma è proprio la One:1 ad aver attirato l’attenzione internazionale.

Anche perché venderla sarebbe quasi impossibile. La configurazione dell’auto, caratterizzata da una livrea in carbonio a vista con dettagli rosa, la rende immediatamente riconoscibile a qualunque collezionista o casa d’aste. Proprio per questo, secondo quanto trapelato, l’Interpol avrebbe avviato una ricerca internazionale dopo che le tracce del veicolo sembravano essersi dirette verso l’Est Europa e la Russia. E il fatto che, dopo mesi, della hypercar non esista ancora alcuna immagine recente né alcun avvistamento credibile, rende la storia ancora più surreale.

Chi è Adrian Sutil, protagonista di mille vicende controverse

Per chi ha seguito la Formula 1 tra gli anni Duemila e i primi anni Dieci, Adrian Sutil è stato uno di quei piloti capaci di galleggiare stabilmente nel paddock senza mai trasformarsi in una vera stella. Debuttò nel 2007 con la Spyker, passò poi alla Force India e chiuse la propria esperienza nel Circus con la Sauber nel 2014, totalizzando 128 Gran Premi e 124 punti complessivi. Il suo miglior risultato finale rimane il nono posto nel Mondiale 2011.

Eppure il nome di Sutil è rimasto impresso più per ciò che è successo lontano dalle piste. Nel 2011, dopo il GP di Cina, il tedesco fu coinvolto nell’ormai celebre aggressione a Eric Lux durante una serata in discoteca. Lux riportò una profonda ferita al collo, suturata con 24 punti. La vicenda si concluse con una condanna a 18 mesi con pena sospesa e il pagamento di 200 mila dollari destinati in beneficenza. Un episodio che compromise pesantemente la sua carriera e contribuì a lasciarlo senza sedile in Formula 1 l’anno successivo.

Negli ultimi mesi, però, il suo nome è tornato al centro delle cronache per questioni ancora più oscure. Nel novembre 2025 Sutil è stato infatti arrestato nell’ambito di un’indagine internazionale per presunta frode e appropriazione indebita legata proprio alla sua collezione di auto di lusso. Parallelamente, secondo quanto riferito dai legali dell’ex pilota, la famiglia avrebbe ricevuto minacce e tentativi di estorsione da parte di uomini che si sarebbero presentati come appartenenti al gruppo Wagner. Una telefonata misteriosa, pressioni sempre più aggressive e poi l’arrivo di alcune persone direttamente nel garage di Monaco con una richiesta chiarissima: consegnare le vetture.

Da lì, il caos. Alcune auto sarebbero state recuperate, altre no. E in mezzo resta una domanda enorme: si è trattato soltanto di un furto milionaro o dietro la sparizione della Koenigsegg One:1 si nasconde qualcosa di molto più complicato? Per ora le indagini internazionali non hanno dato una risposta definitiva. Ma più emergono dettagli, più la sensazione è che questa storia assomigli molto meno a un semplice colpo criminale e molto di più a un intrigo internazionale con contorni ancora difficili da decifrare. Magari tra qualche anno la vicenda sarà protagonista di un film hollywoodiano, chi lo sa.

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