Lа Rоmаnіа vuоlе еѕѕеrе іl рrіmо Раеѕе іn сuі lа Ваnса mоndіаlе fіnаnzіа lа рrоduzіоnе dі еnеrgіа nuсlеаrе

Alessandro Nuzzo

18 Aprile 2026 - 14:22

L’annuncio del mіnіѕtrо dеll’Еnеrgіа rumеnо Воgdаn Іvаn durаntе unа vіѕіtа а Wаѕhіngtоn. Il Paese ha avviato forti investimenti nel settore.

Lа Rоmаnіа vuоlе еѕѕеrе іl рrіmо Раеѕе іn сuі lа Ваnса mоndіаlе fіnаnzіа lа рrоduzіоnе dі еnеrgіа nuсlеаrе

La Romania potrebbe presto diventare il primo Paese al mondo in cui la Banca Mondiale finanzierà la produzione di energia nucleare. L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Energia rumeno Bogdan Ivan durante una visita a Washington, dove ha incontrato il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga.

Il ministro rumeno ha scritto sui propri social che l’obiettivo del governo è chiaro: trasformare la Romania nel primo Paese al mondo in cui la Banca Mondiale sostiene finanziariamente la produzione di energia nucleare. Ivan ha aggiunto che la Romania ha bisogno di investimenti massicci nell’efficienza energetica, nella modernizzazione della rete elettrica per integrarla con le fonti rinnovabili, nello stoccaggio del gas e nella flessibilità dell’approvvigionamento energetico. Tutto questo, ha spiegato, diventa ancora più importante in un contesto geopolitico caratterizzato da crescenti tensioni politiche. In questo scenario il nucleare viene considerato uno dei pilastri del futuro mix energetico del Paese.

La Romania è già un attore importante in Europa nel settore nucleare

Del resto, la Romania è già oggi un attore importante nel settore nucleare in Europa orientale, con una strategia ambiziosa che punta a raddoppiare la propria capacità produttiva di energia atomica. L’obiettivo è contribuire alla neutralità climatica e ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili entro il 2050, in linea con gli obiettivi fissati dagli accordi internazionali sul clima.

Il governo rumeno ha pianificato investimenti complessivi per circa 20 miliardi di euro per rafforzare il settore nucleare. Attualmente nel Paese è operativo un solo impianto nucleare, situato a Cernavodă, nel distretto di Costanza, con due reattori da circa 700 megawatt ciascuno. L’energia nucleare prodotta copre oggi circa il 20% del fabbisogno elettrico nazionale.

Il piano di Bucarest prevede però di aumentare sensibilmente questa quota. L’obiettivo è arrivare a coprire quasi il 50% della domanda energetica attraverso il nucleare. Per raggiungere questo traguardo sono previsti diversi interventi: la costruzione di due nuovi reattori che raddoppieranno la capacità della centrale esistente, il rinnovamento del reattore numero uno, operativo dal 1996, per estenderne la vita utile di altri trent’anni e lo sviluppo di nuovi piccoli reattori modulari di ultima generazione.

Questi piccoli reattori, più compatti e tecnologicamente avanzati, dovrebbero garantire una produzione di energia sicura, stabile e a basse emissioni. Grazie a questo programma, la Romania punta a diventare un hub energetico regionale per l’Europa orientale.

La restante parte del fabbisogno energetico nazionale sarà coperta da fonti rinnovabili, come l’eolico e il fotovoltaico, con l’obiettivo di eliminare progressivamente il carbone e ridurre drasticamente l’uso delle fonti fossili entro la metà del secolo.

Questo ambizioso progetto potrebbe essere sostenuto anche dalla Banca Mondiale, aprendo una strada completamente nuova per il finanziamento dell’energia nucleare a livello globale. Se l’operazione dovesse concretizzarsi, la Romania diventerebbe il primo Paese al mondo a ottenere fondi dell’istituzione internazionale per lo sviluppo di infrastrutture nucleari.

Nel progetto nucleare rumeno c’è anche un’importante presenza italiana. L’azienda Ansaldo Energia sta infatti svolgendo un ruolo di primo piano, contribuendo sia alle attività di manutenzione e modernizzazione delle unità esistenti sia allo sviluppo dei nuovi reattori. Questo grazie alla partnership storica siglata con la società statale rumena Nuclearelectrica, che gestisce gli impianti nucleari del Paese.

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