Riscossione tributi locali, cos’è AMCO e come funziona l’affidamento

Patrizia Del Pidio

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Addio AdER per Imu e Tari dal 1° gennaio 2027. Il nuovo modello AMCO con gare pubbliche per i privati, vincoli per i Comuni e controlli più veloci.

Riscossione tributi locali, cos'è AMCO e come funziona l'affidamento

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Dal 1° gennaio 2027 cambia la riscossione dei tributi locali. Il modo in cui i Comuni recupereranno le tasse di Imu, Tari, multe stradali e altri tributi locali sta per cambiare radicalmente, dato che la gestione dei crediti non riscossi passerà ad AMCO, un colosso finanziario controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che finora era specializzato nel recupero dei crediti bancari difficili.

La legge 174 del 2026 affida ad AMCO la responsabilità di digitalizzare e coordinare la riscossione coattiva dei crediti degli enti locali. La stessa normativa introduce anche un rigido vincolo per i Comuni che hanno una scarsa capacità di recuperare i crediti: entrare nel nuovo sistema sarà obbligatorio. Per tutti gli altri Comuni, invece, affidare la riscossione coattiva ad AMCO sarà facoltativo.

Ma come funzionerà il nuovo meccanismo, quali saranno i poteri dei soggetti privati coinvolti e cosa cambia per il contribuente?

Cos’è AMCO?

AMCO (Asset Management Company S.p.A.), anche se è un nome del tutto sconosciuto per i contribuenti, non lo è nel panorama finanziario italiano. Fino a oggi questa società, partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è occupata di gestire i crediti bancari deteriorati.
Essere una società partecipata al 100% dal MEF significa che l’unico azionista è lo Stato italiano, senza la presenza di capitale privato, il 100% delle azioni è nelle mani del Ministero che ha potere assoluto di nominare i vertici dell’azienda e di approvarne i bilanci.

Per risolvere la bassa efficienza nel recupero delle entrate da parte degli enti locali, il Governo ha deciso di sfruttare il know-how e le infrastrutture tecnologiche di AMCO: dal 2027 la società subentrerà all’Agenzia delle Entrate Riscossione per diventare l’agente di riscossione dei tributi locali.

Come funziona il modello AMCO

Il nuovo sistema si basa su una netta separazione tra la titolarità del credito, la regia della procedura e l’azione sul campo.

Il credito resta di proprietà del Comune. Quando un cittadino non paga l’IMU o una multa, il Comune non «vende» quel debito ad AMCO per liberarsene, ma rimane l’unico e legittimo proprietario di quella somma. I soldi recuperati dai cittadini andranno dritti all’ente locale, senza mai mescolarsi con il bilancio o il denaro di AMCO.

La vera novità sta nella regia: AMCO non svolgerà direttamente le azioni materiali di recupero (non invierà cartelle e non farà pignoramenti), né utilizzerà poteri autoritativi propri per incrociare le banche dati. La società del MEF agirà invece come una centrale di committenza pubblica: il suo compito principale sarà quello di gestire le gare pubbliche per selezionare società private specializzate e iscritte all’Albo dei riscossori. Saranno queste ultime a svolgere materialmente la riscossione sul territorio, ma sotto il severo monitoraggio e il coordinamento tecnologico di AMCO, garantendo così trasparenza e uniformità delle procedure.

Quali Comuni dovranno affidare la riscossione ad AMCO?

Il ricorso a questo nuovo sistema non sarà uguale per tutti. I Comuni che gestiscono le proprie entrate in modo efficiente potranno scegliere liberamente se avvalersi delle gare e delle piattaforme digitali di AMCO o proseguire in autonomia (affidamento facoltativo).

L’affidamento diventerà invece obbligatorio per gli enti locali che mostrano gravi difficoltà finanziarie o una scarsa capacità di recupero crediti. Nello specifico, l’obbligo scatta se il Comune registra un tasso di smaltimento dei residui attivi inferiore al 35% negli ultimi tre esercizi, oppure se non ha inviato i rendiconti alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) per quattro anni consecutivi. In questo caso, la gestione centralizzata tramite AMCO durerà 5 anni.

Cosa cambia per i cittadini

Per i contribuenti l’impatto sarà soprattutto sul fronte dell’efficienza. La centralizzazione delle gare e la digitalizzazione dei processi promossa da AMCO si tradurranno in una maggiore tempestività dei controlli e in una riscossione più incisiva sul territorio. L’adozione di piattaforme tecnologiche avanzate e l’uniformità delle procedure renderanno molto più difficile che un mancato pagamento della Tari o di una multa passi inosservato, garantendo al contempo sistemi di pagamento più chiari e digitali.

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