Riscaldamento più economico inverno 2026, quale scegliere?

Nadia Pascale

2 Gennaio 2026 - 08:44

L’inverno 2025-2026 si prospetta molto rigido e le famiglie fanno i conti con il costo del riscaldamento, ma qual è la soluzione più economica tra le varie fonti di calore?

Riscaldamento più economico inverno 2026, quale scegliere?

Qual è il riscaldamento più economico in questo inverno 2026? Purtroppo deve essere ricordato che non è possibile cambiare ogni anno fonte di riscaldamento e, quindi, molti italiani sono limitati da scelte fatte in passato.

Ogni anno i prezzi del riscaldamento hanno variazioni anche importanti determinate dalla domanda che però deve essere valutata a livello non solo nazionale, ma più ampio. Ad esempio, il prezzo del pellet dopo i rincari del 2022, nel 2023 è sceso, nel 2024 vi è stata un’ulteriore flessione verso il basso e, invece, per la stagione 2025-2026 è di nuovo aumentato. Vedremo a breve quali fattori hanno inciso su tale aumento.

Le soluzioni per il riscaldamento nel 2026 offerte dal mercato oggi sono davvero molte e spaziano dalle stufe a pellet a quelle alimentate a gas, fino ai sistemi elettrici e alla pompa di calore. La scelta dell’impianto o del dispositivo specifico da installare nella propria abitazione, ovviamente, dipende da diversi fattori.

La metratura dell’appartamento, l’efficienza energetica, il tempo trascorso in casa durante l’inverno, la composizione della famiglia rientrano tra i criteri di valutazione osservati prima di decidere quale opzione preferire. Naturalmente, il rapporto qualità/prezzo è il metro di giudizio di maggiore peso.

Ecco perché sapere qual è il riscaldamento più economico per l’inverno 2025-2026 è utile.

Riscaldamento per l’inverno 2026: un confronto tra i prezzi

Paragonare i diversi sistemi di riscaldamento per premiare, conti alla mano, il più economico non è un’operazione così lineare e semplice.

Troppe, infatti, le variabili da considerare e che risultano poco confrontabili. Tuttavia, si può provare a mettere in evidenza i costi dei sistemi di riscaldamento più diffusi con la certezza che nel rapporto qualità/prezzo andranno a concorrere molte discriminanti.

Tempi e modalità di accensione di ogni tipo di sistema o stufa sono considerati nella media. Accingendo agli approfondimenti tematici che Money.it ha offerto in questi mesi, possiamo così sintetizzare i prezzi del riscaldamento nelle sue varie forme.

Stufa a pellet: quanto costa riscaldare casa nel 2026?

Iniziamo la disamina dalla stufa a pellet: il pellet ha avuto un’importante oscillazione di prezzo in questo anno, chi è riuscito ad acquistare in pre-stagionale, ad esempio agosto o inizio settembre 2025, ha usufruito dei prezzi della vecchia stagione, un buon pellet poteva essere acquistato a 5,50 euro al sacco. Un sacchetto di pellet da 15 kg ha una durata media di 7-8 ore in una stufa/bruciatore in grado di riscaldare circa 90 mq.

Considerando un consumo medio di un sacco al giorno da novembre ad aprile, circa 150/160 sacchi bastano e la spesa annua (senza costi di manutenzione e un minimo di elettricità) e sono circa 880 euro l’anno. Ovvio, per chi vive in una zona fredda il consumo aumenta.

Chi però non ha fatto scorta in prestagionale, ha trovato un rincaro molto alto, lo stesso sacchetto già a metà settembre 2025 costava 7 euro. Il motivo è determinato da un aumento della domanda nei Paesi dell’Est Europa. L’Italia produce poco pellet, quindi importa gran parte del fabbisogno e questo ha portato un notevole aumento dei prezzi.

Pompa di calore: consumi

La pompa di calore è sempre più diffusa nelle abitazioni degli italiani. Si tratta di un sistema a basso impatto ambientale, proprio per questo motivo l’acquisto è ancora incentivato da bonus, a differenza delle caldaie a gas o metano.
Il funzionamento della pompa di calore si basa sul principio del trasferimento di calore da una sorgente a bassa temperatura a una sorgente a temperatura più elevata. Un modello medio, con potenza di 5 kW, può consumare da 500 watt a 2 kW, per cui per un utilizzo medio di 8 ore al giorno il consumo di energia elettrica si aggira intorno ai 5,5 kWh.

Per un’intera stagione invernale il consumo potrebbe essere tra 1400 e 1800 kWh, e considerato che il prezzo dell’elettricità è di circa 0,50 euro/kWh (0,14 centesimi a cui si aggiungono Iva e altri oneri), il costo annuo per il funzionamento di una pompa di calore è stimabile in circa 700-900 euro.
Per risparmiare la pompa di calore può essere abbinata a un impianto fotovoltaico.

Per un’intera stagione invernale il consumo potrebbe essere tra 1400 e 1800 kWh, e considerato che il prezzo dell’elettricità è di circa 0,50 euro/kWh, il costo annuo per il funzionamento di una pompa di calore è stimabile in circa 700-900 euro.

Per chi opta per termoconvettori si ricorda che un modello medio, con potenza di 5 kW, può consumare da 500 watt a 2 kW, per cui per un utilizzo medio di 8 ore al giorno il consumo di energia elettrica si aggira intorno ai 5,5 kWh. Considerando sempre un costo medio di 0,50 centesimi si tratta di 2,75 euro al giorno. Un termoconvettore però riscalda un solo ambiente, per un intero appartamento la spesa si moltiplica.

Soluzioni come condizionatori, stufe e convettori, hanno dei limiti. I condizionatori, anche se non consumano tantissimo in termini di energia elettrica, hanno una bassa resa perché appena spenti si percepisce immediatamente la differenza e tenerli accesi tutta la giornata fa lievitare i costi in bolletta. Con stufe e convettori il discorso è uguale ai condizionatori.

Riscaldamento 2026, Caldaia GPL o metano

Come evidenziato, sono diverse le soluzioni per riscaldare casa, ma non tutte sono considerate molto economiche.
Il GPL e il metano sono i due combustibili fossili più utilizzati per il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda sanitaria.

Il metano viene distribuito tramite la rete nazionale; non richiede l’installazione di serbatoi di stoccaggio ed è un gas relativamente pulito e versatile ma con un basso potere calorifico rispetto al GPL.
Il metano prevede il pagamento di costi fissi di trasporto che vengono addebitati in bolletta anche in caso di inutilizzo del gas. In media si calcola che il costo di un’ora di riscaldamento con caldaia a metano è di 0,57 euro. Pertanto, per una casa di 100 mq, la spesa ammonterà a 60 centesimi all’ora, che potranno aumentare fino addirittura a 2 euro per gli impianti collegati a caldaie datate.
Nelle giornate più fredde se si tiene acceso il riscaldamento per esempio per 6 ore, si ha una spesa compresa tra i 3,6 ed i 12 euro al giorno.

Il prezzo del GPL al litro è più alto di quello del metano, ma il suo potere calorifico è decisamente maggiore: questo si traduce in un minor consumo di combustibile a parità di prestazioni. Attualmente il prezzo, senza Iva è di 0,72 centesimi al litro, ovvio che ci siano delle oscillazioni anche settimanali. Il costo annuo per riscaldare una casa di circa 90 mq è di 1.500-1.800 litri. ne consegue che la spesa oscilla tra 1.080 euro l’anno, più Iva al 22%, e 1.296 euro più Iva. Per il riscaldamento l’Iva è al 22%.

Riscaldamento a legna 2026

Resta l’ultima soluzione, la più tradizionale: la legna.
Il riscaldamento a legna ha molte peculiarità, si deve avere in primo luogo un camino, una stufa a legna o un bruciatore, ma in base al sistema adottato l’efficienza può lasciare a desiderare. Per chi vive in campagna con possibilità di stoccaggio di grandi quantità di legna e vendita diretta dal produttore, il costo della legna è di circa 12 euro al quintale.
Il prezzo sale molto, fino al doppio, per chi vive in città. Il consumo per un’abitazione di circa 90 mq è di circa 50 kg di legna al giorno. Per chi abita in zone fredde questa quantità non basta.

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