Rimborso 730 2026 e Naspi. In quali casi l’Inps rifiuta il ruolo di sostituto d’imposta e cosa fare per non perdere le somme a credito spettanti.
Anche per chi percepisce la Naspi il momento di presentare il 730 rappresenta un modo per recuperare spese mediche, detrazioni fiscali o crediti Irpef accumulati nel corso dell’anno di imposta precedente. Sulla carta il meccanismo appare abbastanza semplice: si indica l’Inps come sostituto d’imposta e la somma a credito viene accreditata direttamente sull’importo spettante di indennità di disoccupazione Naspi, solitamente nelle mensilità di agosto o settembre, in base a quando il modello è stato trasmesso all’Agenzia delle Entrate.
Capita, tuttavia, che il conguaglio a favore del contribuente subisca un rallentamento che può dipendere da diversi fattori. Uno potrebbe essere la scadenza dell’indennità prima delle operazioni di conguaglio, un altro potrebbe essere a causa di controlli preventivi del Fisco sulla dichiarazione. Possono esserci anche altre motivazioni che andremo a illustrare di seguito.
Sostituto di imposta Inps
Per i percettori di indennità di disoccupazione il sostituto di imposta è l’ente previdenziale che si occupa delle ritenute Irpef sulle somme corrisposte e, allo stesso tempo, gestisce anche quanto risulta dal conguaglio del 730 erogando il rimborso in caso di credito o trattenendo le somme dovute in caso di debito.
Non in tutti i casi di disoccupati in Naspi, però, l’Inps accetta il ruolo di sostituto di imposta e ci sono situazioni in cui l’istituto presenta il diniego nell’accettare il ruolo. In questo caso l’eventuale rimborso non viene accreditato dall’Inps al beneficiario, ma non va perduto. Vediamo quali sono i casi in cui il rimborso non è gestito dall’Inps e cosa fare se si è scelto l’istituto come sostituto di imposta e quest’ultimo rifiuta il ruolo.
Quando l’Inps non eroga il rimborso?
Il diniego all’assistenza fiscale da parte dell’Inps si verifica principalmente in due circostanze.
La prima ipotesi si presenta quando il rapporto di sostituzione è cessato entro il 31 marzo dell’anno, ovvero se l’Inps ha terminato l’erogazione della Naspi al disoccupato entro quella data. In questo caso il contribuente dovrebbe scegliere la modalità di invio del 730/2026 senza sostituto d’imposta poiché, qualora si indicasse l’Inps, l’istituto non verserebbe l’eventuale rimborso spettante.
La seconda ipotesi si verifica quando si presenta il 730 indicando l’Inps come sostituto d’imposta con la domanda di disoccupazione che è stata presentata, ma non ancora accolta. In questo scenario, per indicare l’istituto occorre attendere l’accoglimento formale della domanda prima di trasmettere la dichiarazione, oppure scegliere direttamente di presentare la dichiarazione senza sostituto di imposta.
Cosa fare in caso di diniego da parte dell’Inps?
Il diniego dell’Inps deve avvenire entro 5 giorni dalla ricezione del modello 730-4 da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un modello con cui le Entrate comunicano al sostituto di imposta indicato la situazione del conguaglio (debito o credito per comunicare quanto rimborsare o trattenere sulle spettanze).
L’Inps nel messaggio 2640 del 17 luglio 2024 ha comunicato che l’assistenza fiscale è possibile solo quando esiste un rapporto di sostituzione di imposta con chi presenta il modello 730.
In caso di diniego il sostituto di imposta indicato non procederà ad effettuare il rimborso perché non è tenuto a farlo. L’Agenzia delle Entrate, in ogni caso, avviserà tramite mail il contribuente. In caso dal 730 emerga un rimborso il contribuente può presentare un 730 integrativo di tipo 2 tramite Caf (o in autonomia) indicando un nuovo sostituto di imposta o scegliendo di procedere senza sostituto di imposta. In questo secondo caso a rimborsare le somme penserà l’Agenzia delle Entrate, ma occorre indicare l’Iban per l’accredito diretto.
In quali altri casi non si riceve il rimborso dall’Inps?
L’Inps non eroga il rimborso anche nel caso in cui il credito Irpef sia minimo: il rimborso non è dovuto se la quota di credito ha un importo pari o inferiore a 12 euro.
Infine l’Inps non eroga il rimborso se il 730 è sottoposto a controlli preventivi (per discrepanze, anomalie o rimborso superiore a 4.000 euro). In questo caso il rimborso viene congelato in attesa di effettuare controlli e a erogarlo non è più il sostituto d’imposta. Una volta concluse le verifiche sarà compito dell’Agenzia delle Entrate liquidare le somme al contribuente. In questo caso il rimborso potrebbe arrivare con un po’ di ritardo visto che le verifiche devono concludersi entro sei mesi dalla scadenza di presentazione della dichiarazione.