Referendum per uscire dall’Euro, Rizzo: “Siamo stati i primi a chiederlo”

Marco Rizzo è pronto ad uscire dall’Euro attraverso un referendum, dichiarando di essere stato il primo a richiederlo. Ecco la sua proposta.

L’uscita dall’euro è un tema che ciclicamente torna a far parlare di sé come è accaduto negli ultimi mesi soprattutto in relazione al MES, la manovra voluta dal Governo italiano per fronteggiare la crisi economica dovuta al coronavirus.

Anche Marco Rizzo caldeggia fortemente l’uscita dall’Euro, tant’è che nel corso di “L’altro punto di vista”, il format settimanale in onda sul canale Youtube di Money.it, ha dichiarato che la scorsa settimana è stato il primo a lanciare l’idea di dire no all’Europa, attraverso un referendum e una mobilitazione. Rizzo ha inoltre aggiunto che è stata “convocata una manifestazione nazionale già adesso per ottobre, perché ad ottobre quando si starà davvero male, bisognerà dare una linea rispetto a quello che noi vogliamo dire”.

Referendum per uscire dall’Euro: la proposta di Rizzo

Il tema sta molto a cuore a Rizzo tanto che ha già pronta una proposta per cambiare i rapporti di forze, che sarà attuata attraverso “una raccolta di firme e di adesioni”. Per il Segretario del Partito Comunista i meccanismi burocratici non devono fermarsi, e se da un lato è vero che un referendum da un punto di vista costituzionale non può essere fatto, esistono altre strade che possono essere intraprese:

“Si possono fare referendum consultivi, si possono togliere pezzi della costituzione, si possono fare delle iniziative per avere una legge con firme popolari, si possono fare tante cose, ma bisogna creare un clima”.

I rapporti di forze tra classi sono fondamentali

Per Rizzo, la reale importanza non ce l’hanno le leggi, bensì i rapporti di forza. Il segretario aggiunge che molto spesso le leggi fondamentali della costituzione vengono disattese proprio perché non sono presenti dei rapporti di forza per sostenere il Paese. È quindi fondamentale creare un rapporto forte, coeso e massificato con cui chiedere l’uscita dall’Unione Europea.

“Le leggi contano fino ad un certo punto, contano i rapporti di forza tra le classi e queste classi dominanti che hanno voluto schiacciare il popolo europeo. Questi soldi che arriveranno sono stati usati per i forti come FCA, Benetton, Alitalia, mentre per i poveri non c’è stato nulla, c’è stata un po’ di pioggia, ma non c’è nessuna prospettiva e nessuna visione, quindi un Governo forte con i deboli e debole con i forti”.

Al termine della pandemia, quando effettivamente ricomincerà la ripresa del Paese, conclude Rizzo, ci troveremo in una condizione molto difficile poiché ci saranno milioni di disoccupati e l’Europa ci richiederà i soldi che ci ha prestato con delle condizionalità relative a pensioni, prima casa, risparmi e sanità pubblica, “ed è li che vogliono compiere la grande rapina”.

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