Questo titolo assicurativo paga dividendi da urlo meglio di Generali. Ecco perché comprarlo

Redazione Money Premium

25 Maggio 2026 - 08:25

Questa assicurazione paga più di Generali e Unipol. Perché i suoi dividendi hanno una marcia in più?

Questo titolo assicurativo paga dividendi da urlo meglio di Generali. Ecco perché comprarlo

Nel panorama europeo delle compagnie assicurative, gli investitori alla ricerca di un reddito elevato e sostenibile guardano con crescente interesse a quei gruppi in grado di combinare solidità patrimoniale, crescita degli utili e politiche di remunerazione degli azionisti particolarmente generose.

In un contesto di tassi di interesse ancora elevati ma potenzialmente destinati a scendere, le compagnie con un modello di business diversificato tra vita, danni e gestione del risparmio offrono flussi di cassa prevedibili e resilienti, che si traducono spesso in dividendi attraenti rispetto ai titoli di Stato e ai prodotti bancari tradizionali.

Il settore assicurativo europeo ha mostrato negli ultimi anni una notevole capacità di adattamento, beneficiando di un contesto di inflazione contenuta e di una maggiore enfasi sulla redditività piuttosto che sulla pura crescita dimensionale. Tra i grandi operatori del continente, emergono differenze significative nelle strategie di distribuzione degli utili: alcuni prediligono una crescita costante del dividendo unitamente a programmi di buyback, mentre altri mantengono payout elevati ma con minore enfasi sulla remunerazione straordinaria.

Questo scenario crea opportunità interessanti per chi costruisce portafogli orientati al reddito, soprattutto in un momento in cui i BTP decennali offrono rendimenti intorno al 3,5-4% e molte utility europee hanno tagliato o stabilizzato le proprie cedole.

Perché Aviva remunera meglio di Generali?

Aviva, il grande gruppo britannico quotato a Londra, si posiziona in questo contesto come uno dei nomi più interessanti per chi cerca yield elevati senza rinunciare a una buona qualità del bilancio. Con un dividend yield vicino al 6,3%, rappresenta attualmente una delle opzioni più generose tra i grandi assicuratori europei. Nel marzo 2026 ha annunciato un aumento del 10% del dividendo finale relativo all’esercizio 2025, portando la cedola a 26,2 pence per azione, accompagnata da un programma di riacquisto di azioni proprie da 350 milioni di sterline. Questo segnale di fiducia da parte del management arriva dopo un anno definito “outstanding” dalla CEO Amanda Blanc, con un ritorno sul patrimonio (ROE) salito al 17,5% e una generazione di cassa solida.

Rispetto alle principali realtà italiane del settore, Aviva mostra un vantaggio chiaro sul fronte della remunerazione. Generali ha distribuito un dividendo di 1,64 euro per azione relativo al 2025, corrispondente a un yield intorno al 4,2-4,8% a seconda del corso azionario. Si tratta di un ottimo risultato, con una crescita del 14,7% rispetto all’anno precedente, sostenuto da un piano strategico solido e da una forte posizione di capitale.

Tuttavia, il rendimento complessivo resta inferiore a quello offerto dal gruppo britannico. Anche Unipol presenta un profilo interessante con un dividendo di circa 1,12 euro e un rendimento intorno al 5,2%, supportato da una buona performance nel ramo danni e da una presenza radicata nel mercato italiano, ma rimane comunque sotto il livello di Aviva.

Cosa dicono gli analisti?

Dal punto di vista della valutazione, Aviva tratta a multipli contenuti, con un price/earnings intorno a 10x, inferiore alla media storica del settore. Questo elemento, unito alla politica di crescita del dividendo mid-single digit annunciata dal management, rende il titolo attraente per investitori pazienti. Il gruppo beneficia di una diversificazione geografica maggiore rispetto alle italiane, con esposizione significativa nel Regno Unito ma anche in Europa continentale e in Asia, che riduce i rischi legati alla sola congiuntura nazionale.

Secondo il consensus degli analisti, Aviva gode di un giudizio complessivamente positivo. La maggioranza delle case di investimento esprime un orientamento favorevole. Ad esempio, Deutsche Bank, con l’analista Amin Abouee, mantiene una raccomandazione “Buy” con un target price di 765 pence, sottolineando la forte generazione di cassa e l’attrattiva del dividendo.

Anche RBC Capital Markets, attraverso l’analista Barrie Cornes, ha reiterato il rating “Buy” con target a 770 pence, definendo Aviva una delle storie più convincenti nel settore per chi cerca reddito sostenibile. JPMorgan, con Sammy Shehata, indica “Buy” a 725 pence, evidenziando il potenziale dei buyback e l’integrazione di Direct Line. Dall’altra parte, Morgan Stanley, con l’analista Nick Stogdon, ha un rating “Hold” e un target più cauto intorno ai 670 pence, citando come principale preoccupazione l’impatto di tassi di interesse in calo sui margini del ramo vita.

Citi, seguita dall’analista Andrew Hughes, mantiene invece un “Hold” a 671 pence, apprezzando la solidità del bilancio ma rimanendo prudente sulla crescita organica nel Regno Unito. Nel complesso, su circa 15 analisti che coprono il titolo, prevalgono i “Buy” (7), seguiti dai “Hold” (7) e solo un “Sell”, con un target price medio tra 685 e 709 pence, che implica un upside potenziale del 9-13% rispetto ai livelli attuali.