Negli ultimi due anni, i mercati finanziari hanno sperimentato una crescita quasi ininterrotta. L’S&P 500 e l’MSCI World hanno registrato rendimenti impressionanti, senza alcun comparto in perdita.
Anche il mercato obbligazionario ha mantenuto un andamento positivo: dalle obbligazioni governative alle corporate, dagli investment grade agli high yield, tutte le principali classi di attività hanno mostrato segnali di crescita.
Tuttavia, nonostante questo clima di ottimismo diffuso, ci sono settori che sembrano ancora essere sottovalutati.
Uno di questi è quello delle small e mid cap globali, con un’attenzione particolare al mercato statunitense. Pur avendo mostrato segnali di ripresa, queste aziende non hanno ancora registrato un recupero borsistico ampio come altri settori. Nello specifico, c’è una sotto categoria delle small cap che potrebbe meritare particolare attenzione: il biotecnologico.
Il settore biotecnologico: un’opportunità ancora non pienamente sfruttata
Un comparto in particolare che ha sofferto rispetto ad altri è quello delle biotecnologie. Questo settore, che abbraccia l’insieme delle tecnologie applicate alla biologia per lo sviluppo di prodotti e terapie, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale sui mercati azionari. Nonostante la sua importanza strategica per il futuro, le aziende biotecnologiche, specialmente le small e mid cap, hanno incontrato difficoltà a causa dell’aumento dei costi di finanziamento.
L’incremento dei tassi di interesse, che nonostante la recente riduzione rimangono su livelli storicamente elevati, ha penalizzato in particolare le realtà emergenti e innovative. Di conseguenza, molte società biotecnologiche, soprattutto le più piccole, hanno registrato una performance inferiore rispetto ad altri comparti di mercato.
Il potenziale delle biotecnologie nel contesto tecnologico attuale
Nonostante le sfide, il settore biotecnologico è ben posizionato per beneficiare di nuove tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale (AI). L’AI sta rivoluzionando la ricerca in biotecnologia, migliorando la capacità di analizzare enormi quantità di dati biologici e accelerando lo sviluppo di nuove terapie. Si stima che l’utilizzo di AI e di tecnologie avanzate nella ricerca possa ridurre significativamente i tempi e i costi per lo sviluppo di farmaci, aprendo la strada a scoperte rivoluzionarie.
Per esempio, uno studio ha mostrato che l’AI potrebbe ridurre i tempi di scoperta di nuovi farmaci di oltre il 30%. Questo potrebbe trasformare il panorama delle biotecnologie, rendendolo più competitivo e permettendo alle aziende di dimensioni ridotte di ottenere risultati straordinari in tempi più brevi.
Il peso delle small e mid cap nel settore biotecnologico
È interessante notare che la maggior parte delle aziende biotecnologiche appartiene alla categoria delle small e mid cap. Solo circa il 9% delle società del settore biotecnologico può essere considerato big cap, ovvero grandi aziende con una capitalizzazione di mercato significativa. Ciò significa che investire in biotecnologie implica inevitabilmente l’esposizione verso aziende di dimensioni più piccole.
Non a caso, i fondi d’investimento che mirano a replicare l’andamento del mercato inteso in termini complessivi si trovano nella categoria small cap growth tipicamente. Tra gli ETF più popolari c’è l’iShares Nasdaq Biotechnology ETF (IBB), uno dei fondi con il maggiore Asset Under Management (AUM) nel comparto biotech. Questo ETF offre un’ampia diversificazione, includendo sia aziende di grandi dimensioni che small cap, permettendo agli investitori di beneficiare del potenziale di crescita del settore mantenendo un certo livello di stabilità.
IBB, 1W
Grafico a candele dell'ETF IBB. Fonte:baha.com