Questo potrebbe essere l’inizio del crollo delle azioni Enel

Tommaso Scarpellini

5 Giugno 2025 - 11:39

Enel cresce in Borsa e i dividendi restano sopra il 5%, ma non è tutto oro quel che luccica. La nuova strategia di crescita potrebbe nascondere qualche complicazione.

Come definireste una società che deve far i conti con un governo che spinge i prezzi retail sempre più in basso, ma che distribuisce dividendi crescenti e continua a investire in attività a basso rendimento? Potenzialmente insostenibile.

Ma attenzione, è quello che sembra star facendo Enel. Ed è un controsenso, perché questo accade nel mezzo di un vero e proprio rally per le azioni. Ecco perché potrebbe essere un finto rally.

ENEL, 1W ENEL, 1W Grafico a candele settimanali. Fonte: baha.com

Numeri in crescita…ma a quale costo?

Negli ultimi mesi, le azioni Enel hanno registrato una performance positiva, con un incremento del +16% rispetto ai prezzi del 2025. Il dividend yield, oggi al 5,83%, sembra confermare un quadro di stabilità e generosità nei confronti degli azionisti. Tuttavia, a un’analisi più profonda, emergono segnali che mettono in discussione la sostenibilità di questa apparente solidità.

Il cambio di management nel 2023, con l’arrivo dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo, ha segnato una svolta strategica. Enel ha progressivamente ridimensionato l’esposizione alle energie rinnovabili, puntando con maggiore decisione sulle reti di distribuzione e, in parte, su asset legati al combustibile.

Una mossa interpretata da molti come una ricerca di maggiore stabilità e prevedibilità, ma che rischia di ridurre le potenzialità di crescita futura. Oggi, circa il 75% degli investimenti in conto capitale (CAPEX) è concentrato tra Italia e Spagna, con priorità sulle cosiddette Grids, le infrastrutture di rete elettrica locale.

Il problema di questa struttura

Proprio questi investimenti infrastrutturali, sebbene essenziali, non stanno generando ritorni sufficienti a mantenere positivo il flusso di cassa operativo al netto delle spese in conto capitale. E questo è un problema. Se così fosse, il cash flow rischia di non sostenere il flusso dei dividendi dividendi; allo stesso tempo, è stato annunciato un buyback da ben €3,5 miliardi e se si considera che, il CAPEX per l’espansione e il rafforzamento delle infrastrutture italiane e spagnole continua ad assorbire risorse in modo significativo, si accendono alcuni campanelli d’allarme.

Se la cassa non è sufficiente a coprire queste esigenze, significa che Enel potrebbe trovarsi costretta a ricorrere a nuova emissione di debito. E quando si inizia a fare leva finanziaria per sostenere il pagamento di dividendi o il riacquisto di azioni, attività che non producono ritorni incrementali sul core business, si entra in un terreno pericoloso.

Cosa aspettarsi adesso?

Nel breve termine, è possibile che i dividendi elevati e il buyback aiutino a mantenere sostenuto il prezzo dell’azione. Ma il payout ratio si sta avvicinando a soglie critiche e il mercato potrebbe presto iniziare a chiedersi quanto ancora questo equilibrio sia mantenibile. Se dovesse diffondersi la percezione che i fondamentali finanziari si stanno deteriorando (nuovamente), il sentiment potrebbe cambiare rapidamente.

A quel punto, gli investitori più prudenti, in particolare i fondi pensione o le assicurazioni, potrebbero iniziare a ridurre l’esposizione. Il risultato sarebbe un calo del prezzo delle azioni.