A volte ci sono strumenti finanziari differenti per natura ma che, senza volerlo, finiscono per avere tratti somiglianti nel corso della loro vita di maturazione.
Mettiamo ora a confronto il noto titolo zero coupon di durata massima a 12 mesi con un BTP retail emesso qualche anno fa. Usando anche un po’ la fantasia, noteremo come questo BTP Futura con cedole semestrali assomiglia quasi a un BOT di maggiore durata.
Il Buono Ordinario del Tesoro per investire sul breve termine
I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono dei comuni titoli di Stato emessi dal Dipartimento del Tesoro al pari degli altri. Tuttavia, se ne differenziano per una serie di ragioni, in primis la durata espressa sempre in giorni e pari a 3, 6 o 12 mesi.
Poi c’è che il Tesoro li emette con un meccanismo di asta competitiva e per essi non vi sono emissioni retail “speciali” come per il caso dei BTP Valore, per esempio. Alle aste partecipano solo gli investitori istituzionali anche in nome e per conto dei risparmiatori-clienti da cui ricevono gli ordini di acquisto.
Ancora, vengono emessi ormai ogni mese, al principio (durata a 12 mesi) e alla fine (6 mesi), mentre le emissioni speciali avvengono a distanza di mesi una dall’altra. È invariato, invece, il taglio minimo di sottoscrizione (1.000 €), la ritenuta fiscale sugli interessi (12,5%) e il rimborso finale a 100.
La divergenza più forte passa tuttavia per l’assenza di cedole periodiche, e per questo sono detti titoli zero coupon. Il guadagno è dato pertanto dallo scarto di emissione tra il prezzo di acquisto e quello di rimborso finale, o di rivendita in caso di liquidazione anticipata.
Il BTP Futura 2028
Tra il 2020-’21 l’Esecutivo del tempo lanciò 4 serie distinte del BTP Futura, due nel ’20 e altre due nel ’21. Dal 9 al 13 novembre 2020, in particolare, fu lanciata la 2° serie con data godimento 17/11/2020 e scadenza al 17/11/2028. In origine si trattava quindi di un bond a 8 anni di vita complessiva, ma che oggi ha già trascorso metà della sua vita di maturazione.
L’obbligazione ha ISIN ordinario IT0005425761 (quello speciale di emissione è IT0005425753) e un flottante di 5,711 mld di €. All’epoca il titolo non raccolse un grande successo tra i risparmiatori per essere un’emissione “di riguardo”, anche per via delle cedole molto tirate. Queste sono fisse e crescenti (struttura step-up) al pari dei bond della famiglia Futura e Valore, BTP Più incluso. Prevede tuttavia una periodicità semestrale, e non trimestrale così come ci ha abituato ultimamente il MEF.
A proposito di payout, i tassi cedolari annui del Futura ’28 sono dello 0,35% dal 1° al 3° anno, dello 0,60% dal 4° al 6°, e dell’1% nel 7° e 8° anno. Ad esempio il ritorno lordo complessivo del 1° triennio, cioè 1° più il 2° e il 3° anno, è stato dell’1,05%. Invece il tasso cedolare del semestre in corso è dello 0,30%, dato che siamo nel 5° anno di vita.
A scadenza, invece, arriverà il premio fedeltà e sarà racchiuso tra l’1% minimo e il 3% massimo. Nello specifico, esso sarà pari al tasso medio di crescita annua del PIL così come registrato dall’ISTAT negli 8 anni di vita del titolo. Ovviamente l’extra cedola finale spetterà solo ai sottoscrittori della prima ora e non a chi lo avrà acquistato successivamente.
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Questo BTP Futura con cedole semestrali assomiglia quasi a un BOT di maggiore durata
Ora, tornando ai tassi cedolari annui va detto che si tratta di ritorni in linea con le condizioni del mercato obbligazionario al tempo dell’emissione. Il “problema”, per chi li ha sottoscritti al tempo, è stato il non aver considerato che prima o poi i rendimenti sarebbero tornati a salire, e quindi i prezzi implosi. Tuttavia, nel 2020 tutto il reddito fisso era “deludente” in termini di payout.
Al momento il bond prezza 93,20, per un rendimento effettivo lordo a scadenza del 2,81%. Il grosso del rendimento deriva quindi dal valore di rimborso finale a 100. Invece da qui al 17/11/2028 il debitore pagherà circa il 2,985% lordo di interessi. Vale a dire il resto del rateo in corso di formazione (0,085% circa), lo 0,30% del 2° semestre del 5° anno, lo 0,60% del 6° e il 2% del biennio finale.
Usando la fantasia, quindi, lo potremmo quasi paragonare a un BOT ma dalla durata residua più lunga. Tuttavia, il Buono del Tesoro rientra nel comparto monetario, quindi più spendibile per chi cerca un parcheggio della liquidità, il Futura no. In compenso potrebbe valutarlo chi cerca un X capitale tra 4 anni scarsi ma investendo oggi a sconto.