Questi due colossi auto sperimentano il riutilizzo di batterie esauste provenienti da veicoli elettrificati

Giorgia Paccione

29 Agosto 2025 - 12:56

Toyota e Mazda avviano a Hiroshima il progetto Sweep Energy Storage: le batterie esauste diventano strumenti per ottimizzare l’uso di energia rinnovabile e favorire la decarbonizzazione.

Questi due colossi auto sperimentano il riutilizzo di batterie esauste provenienti da veicoli elettrificati

Toyota e Mazda hanno avviato in Giappone un progetto sperimentale che potrebbe cambiare il destino delle batterie esauste dei veicoli elettrificati. Presso lo stabilimento Mazda di Hiroshima è entrato in funzione il sistema “Sweep Energy Storage”, una tecnologia sviluppata da Toyota che consente di dare una seconda vita agli accumulatori non più idonei all’uso automobilistico, trasformandoli in strumenti utili alla gestione dell’energia rinnovabile.

Il sistema Sweep rappresenta un passo avanti importante verso la neutralità carbonica: non solo riduce gli sprechi, ma apre la strada a un modello industriale capace di valorizzare componenti considerati “di scarto”. L’iniziativa risponde così alle sfide ambientali ed economiche legate allo smaltimento delle batterie, trasformandole in un asset strategico per l’energia pulita.

Come funziona la tecnologia Sweep di Toyota e Mazda

La peculiarità di questo sistema sta nella sua capacità di collegare e utilizzare batterie di diverso stato e capacità, anche molto usurate, senza comprometterne la stabilità operativa. Il merito è di una tecnologia che commuta la corrente in tempi estremamente rapidi garantendo un flusso energetico costante anche in presenza di accumulatori eterogenei.

Un altro aspetto innovativo è l’eliminazione dei tradizionali sistemi di conversione dell’energia (i cosiddetti PCS, Power Conditioning System). Invece di ricorrere a dispositivi esterni, Sweep sfrutta gli inverter già integrati nei veicoli elettrificati, riducendo così sia i costi complessivi sia le perdite energetiche legate alla conversione. Il risultato è un sistema più efficiente, scalabile e sostenibile.

La sperimentazione a Hiroshima

Il progetto pilota prevede l’integrazione di Sweep con l’impianto di generazione energetica interno alla sede Mazda di Hiroshima. Si tratta di un’infrastruttura unica in Giappone, in quanto interamente gestita da una casa automobilistica. Qui verranno eseguiti test reali di cicli di carica e scarica, simulando le condizioni operative quotidiane di un contesto industriale.

Gli obiettivi della sperimentazione sono quelli di verificare la stabilità del sistema, valutarne l’efficacia nel bilanciamento tra domanda e offerta di energia rinnovabile e stimarne il potenziale contributo all’ottimizzazione dei consumi. In prospettiva, Sweep potrà quindi stabilizzare la fornitura energetica degli impianti produttivi, ma anche supportare la rete elettrica in momenti di picco o carenza di energia rinnovabile.

Già nel 2022 Toyota aveva condotto una sperimentazione su larga scala con un sistema da 485 kW / 1.260 kWh, dimostrando la fattibilità tecnica del progetto. L’attuale applicazione presso Mazda rappresenta un ulteriore passo avanti per portare la soluzione in un contesto industriale reale, integrandola con infrastrutture produttive già operative.

Un nuovo ecosistema delle batterie

Questa iniziativa rientra in una strategia più ampia guidata dalla Japan Automobile Manufacturers Association (JAMA), che punta alla creazione di un vero e proprio ecosistema delle batterie. L’idea è garantire un approvvigionamento più stabile di materiali critici, rafforzare la resilienza delle catene di fornitura e promuovere il riutilizzo degli accumulatori, riducendo la dipendenza dall’estrazione di nuove risorse.

Toyota e Mazda scelgono quindi un approccio multi-soluzione alla transizione energetica che prevede non solo auto elettriche più efficienti, ma anche la valorizzazione di ciò che altrimenti diventerebbe rifiuto industriale. La logica è quella dell’economia circolare, in cui ogni fase del ciclo di vita di un prodotto viene ottimizzata per ridurre al minimo sprechi e impatto ambientale.

Se i risultati a Hiroshima confermeranno le aspettative, la tecnologia potrebbe essere replicata in altri stabilimenti non solo in Giappone, ma a livello globale.

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