Le quotazioni delle vecchie banconote in lire italiane stanno schizzando alle stelle tra i collezionisti. Ecco i pezzi più ricercati e quanto valgono
Nel mondo del collezionismo le banconote vengono spesso considerate come “sorelle minori” rispetto alle monete e ai francobolli. Difficile fare altrimenti, se pensiamo che esistono alcune vecchie monete italiane che oggi hanno raggiunto quotazioni molto vicine ai 50.000 euro.
Questo, però, non significa che se abbiamo in un cassetto vecchie banconote italiane queste non hanno nessun tipo di valore e dovremmo semplicemente buttarle nel cestino. Alcune di esse potrebbero farci guadagnare diverse migliaia di euro.
Le 50.000 lire Bernini che valgono quasi 4.000 euro
Tra le banconote di maggior valore della storia italiana ci sono le 50.000 lire dedicate a Gian Lorenzo Bernini con sul fronte l’autoritratto dell’urbanista e sul rovescio la stata equestre di Costantino, scolpita dall’artista e custodita a Città del Vaticano.
Se ne abbiamo una con la scritta della serie in rosso e la E come seconda lettera siamo particolarmente fortunati. In ottimo stato di conservazione può farci guadagnare circa 1.000 euro.
Le più rare in assoluto, però, sono le 50.000 lire Gian Lorenzo Bernini appartenenti alla Serie Sostitutiva Xe e datate 1993. I pochi esemplari attualmente venduti dai collezionisti hanno valutazioni vicine ai 4.000 euro.
Attenzione alle 500 lire di carta
Una delle banconote tricolori con la storia più strana sono state le 500 lire raffiguranti la ninfa Aretusa, stampate come Biglietto di Stato dal 1966 dalla Zecca e firmate dal tesoriere del Ministero del Tesoro.
La particolarità è che la banconota non venne emessa dalla Banca d’Italia e nacque come valuta sostitutiva della moneta d’argento ormai ritenuta troppo costosa da produrre.
Un pezzo “comune” delle 500 lire Aretusa ha valutazioni prossime a 300 euro. Un esemplare della serie sostitutiva B6 è valutato più di 600 euro.
Quanto valgono le 1.000 lire Montessori
Le 1.000 lire raffiguranti Maria Montessori sono probabilmente le più famose in assoluto. E a seconda del numero di serie e della rarità possono rivelarsi ottimi pezzi da collezione.
Quelle della prima produzione, ad esempio, caratterizzate dal numero di serie che inizia per AA e termina per A, possono valere fino a 35 euro.
Valgono molto di più quelle con seriali particolari come numeri tutti uguali o con sequenze di numeri. In questo caso si parla di quotazioni prossime ai 100 euro.
Le più ambite in assoluto sono però quelle delle serie sostitutive, stampate per sostituire banconote difettose. In giro ce ne sono pochissime e sono riconoscibili dalla lettera X. In condizioni “Fior di stampa” valgono fino a 200 euro.
Le altre banconote da 1.000 lire che possono farci guadagnare un piccolo tesoro
Rimanendo in ambito 1.000 lire ci sono altri due pezzi molto ricercati: le “Montessori” firmata Fabio/Speziali e le banconote del 1970 Roma Capitale. Le prime raggiungono i 220 euro. Le seconde, stampate in appena 2.500 pezzi, possono farci guadagnare quasi 1.000 euro se in perfette condizioni.
Le 10.000 lire più ambite dai collezionisti
Le banconote da 10.000 lire della serie «Michelangelo» sono state prodotte dalla Banca d’Italia tra il 1962 e il 1977 e ancora oggi tra le più ricercate. Gli esemplari con numero di serie che inizia con A1 valgono circa 200 euro l’uno. Quelli con serie W fino a 100 euro.
Tra il 1984 e il 1998, invece, entrarono in produzione le 10.000 lire dedicate ad Alessandro Volta e anche tra di esse si nascondono pezzi di enorme valore. Le più rare in assoluto sono quelle della serie XA: ne esistono appena 600mila esemplari e possono valere anche più di 1.000 euro.
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