In Europa circa la metà delle famiglie ospita un animale da compagnia, per un mercato che vale oltre 29 miliardi di euro soltanto come vendite di cibo e arriva a circa 54 miliardi se si considerano anche giochi, gadget e servizi.
Il pensiero va naturalmente subito a cani e gatti, ma in realtà ci sono anche altre categorie di pet a dare un contributo decisivo ai primati dell’Italia in fatto di animali domestici. La domanda è altissima anche nel nostro Paese, che in effetti risulta tra quelli con la maggiore concentrazione di pet all’interno dell’Unione Europea.
Considerando oltre ai cani e i gatti, anche gli uccelli ornamentali, i piccoli mammiferi, i pesci e i rettili, abbiamo infatti la più alta presenza in rapporto alla popolazione residente.
Gli animali domestici in Italia
I numeri sono della Fediaf (la federazione che rappresenta l’industria degli alimenti per animali domestici in Europa), tratti dal rapporto del 2025 (su dati aggregati del 2023) e sottolineano il ruolo di assoluta protagonista dell’Italia. Secondo le stime del report, sono 36,5 milioni gli animali domestici presenti nel nostro Paese. Di questi, i gatti sono circa 10,2 milioni e i cani oltre 8,7 milioni, per un totale di quasi 19 milioni. Considerando circa 58,9 milioni di abitanti, sappiamo quindi che nelle case degli italiani c’è un gatto o un cane ogni 3,1 residenti. Tuttavia, sull’alto numero complessivo della popolazione di animali domestici italiana, che come indicato dal grafico è seconda in Ue solamente a quella della Germania (37,7 milioni, incidono anche altre specie.
Animali domestici in Europa
Cani, gatti, uccelli, piccoli mammiferi, acquari e terrari nelle case delle famiglie nei paesi Ue
Gli altri animali domestici
Il rapporto stima che nelle case degli italiani vivono oltre 12,8 milioni di uccelli ornamentali, un primato europeo incontrastato se si pensa che la Francia, seconda, ne ha meno della metà 5,8 milioni. I piccoli mammiferi (come conigli e criceti) sono 1,8 milioni, gli acquari sono 1,5 milioni e i terrari (rettili e simili) oltre 1,3 milioni. Il totale, ovviamente semplificando nel caso di acquari e terrari (conteggiati singolarmente per evitare un’eccessiva e impossibile quantificazione, soprattutto nel caso dei pesci) fa appunto 36,5 milioni. Esistono altre stime, come quella di fonte Istat, che parla di circa 25,5 milioni di animali domestici: in questo caso il dato è ottenuto da una rilevazione (“I cittadini e il tempo libero”). Il dato aggregato Fediaf, invece, deriva da un’indagine di mercato europea (indicativa quindi dei consumi) e può essere usato per un confronto internazionale.
Rapportando le popolazioni di animali domestici al numero dei residenti nei vari paesi europei è possibile capire dove esiste la maggiore concentrazione di pet. E il primato, come anticipato, è proprio dell’Italia. Con un animale domestico ogni 1,6 residenti l’Italia si distingue per essere la nazione europea con la più alta presenza di animali da affezione, leggermente davanti a Portogallo e Belgio (per entrambe 1,7), Polonia (1,9), Francia e Spagna (per entrambe un animale domestico ogni due residenti) e Germania (2,2).
L’identikit dei proprietari
Sempre secondo l’indagine Istat (del 2024), le regioni del Centro hanno la più alta quota di famiglie con animali domestici (43%), seguite da quelle del Nord-Est (40%) e del Nord-Ovest (38%), mentre nelle isole (34%) e al Sud (31%) i valori sono più bassi. C’è una stretta correlazione tra ampiezza demografica dei territori e presenza di animali domestici. Cani, gatti e altri animali sono ospitati soprattutto da famiglie che vivono nei piccoli centri, in particolare nei comuni al di sotto dei duemila abitanti, dove è più probabile avere a disposizione spazi verdi e c’è una più ampia dimensione media delle abitazioni. Meno di una famiglia su tre che vive nelle grandi città ha almeno un animale domestico.
In parallelo alla crescita della popolazione animale, sta cambiando anche il profilo della famiglia “tipo” che ospita un pet in casa. Sono sempre soprattutto i nuclei familiari con figli grandi ad avere uno o più animali domestici, mentre è più raro tra le persone sole. Intanto, però, la presenza dei pet sta aumentando nettamente tra le coppie senza figli: i conviventi under 65 senza bambini che in Italia ospitano animali domestici erano il 38% nel 2006 e il 42% nel 2015, mentre ora si stanno avvicinando al 50%.
I costi
Stando a un’indagine (centro studi Nomisma per UniSalute), gli italiani spendono in media 75 euro al mese per la cura dei propri animali domestici, cioè 900 euro all’anno. Le voci più rilevanti e a maggior impatto sul portafoglio sono naturalmente il cibo e le spese veterinarie, ma non ne mancano altre legate alla crescita costante della cosiddetta pet industry, come i servizi di pet sitting o di asilo diurno. Per sostenere le famiglie in difficoltà anche nel 2026 è stato riproposto il bonus animali domestici, che prevede (a seconda delle regioni) un rimborso tra i 200 e i 300 euro all’anno a copertura di spese sanitarie documentate.
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