Quanto rendono oggi €30.000 sul reddito fisso, tra BTP e buoni fruttiferi o conto deposito?

Stefano Vozza

20 Aprile 2026 - 16:56

Potenziali ritorni a confronto sui principali prodotti (e annessi rischi e vantaggi) del reddito fisso considerati

Quanto rendono oggi €30.000 sul reddito fisso, tra BTP e buoni fruttiferi o conto deposito?

Nelle ultime 5-6 settimane sono mutati i riferimenti nel comparto del reddito fisso. È un discorso generalizzato che abbraccia più prodotti ed emittenti e si frastaglia da caso a caso. Gli strumenti dai ritorni più variabili sono soprattutto i bond sul mercato secondario, i cui yield possono salire o scendere di una certa consistenza anche nel giro di poche sedute. A volte può sembrare “poca cosa” sul singolo anno, ma fino a scadenza può trattarsi di diversi punti percentuali di differenza.

A seconda dei punti di vista, la circostanza può essere un pro o un contro. L’esposizione al rischio di mercato rientra tra i contro, mentre può essere un pro la possibilità di sfruttare i movimenti dei corsi. Tuttavia, nei fatti poi bisogna sapere come, dove e quando intervenire per evitare di incagliare il capitale o, peggio, di bruciarlo in parte. Vediamo allora quanto rendono oggi 30.000 € sul reddito fisso tra BTP e buoni fruttiferi o conto deposito.

I prodotti di investimento sul reddito fisso

Rispetto ai bond, i conti deposito e i prodotti del risparmio postale si sono mossi con ritardo nei loro ritorni a scadenza. Sulle obbligazioni il grosso del lavoro lo fa il mercato, con gli emittenti in un certo senso “costretti” a inseguirlo. In verità gli operatori finanziari scontano real time i possibili trend degli yield, e ciò spiega il loro essere in anticipo sugli emittenti. Certo, spesso si tratta di sentiment, di speculazioni di breve respiro che poi non trovano riscontro nella realtà, ma sul lungo termine il discorso cambia. Sui prodotti di investimento postali o bancari, invece, bisogna attendere l’intervento del debitore di turno per assistere a ritocchi nei ritorni.

Sta proprio qui il relativo maggior rischio dei bond rispetto agli altri due, un discorso che vale specialmente durante il periodo di maturazione. L’eventuale rivendita anticipata potrebbe generare una perdita o un guadagno in conto capitale se il prezzo di liquidazione è, nell’ordine, inferiore o superiore a quello di carico. Sui prodotti postali e bancari, invece, l’emittente garantisce il nominale di partenza se ne ammette il rimborso anticipato (Cassa Depositi e Prestiti, sì). In tutti i casi, il prodotto sottoscritto è rimborsato a scadenza dato che è un impegno del debitore preso in partenza, salvo suo default.

Il conto deposito libero o vincolato in banca

Concentriamoci ora sui conti deposito (CD) di matrice bancaria. Quanto rendono nella seconda metà di aprile i depositi a 24 mesi garantiti dal FITD fino a 100mila €? In verità la risposta dipende da banca a banca, visto che ogni emittente fa offerte in base alle strategie commerciali che persegue. A grandi linee, più è solido l’istituto di credito di turno e minori sono i rendimenti, o non prevede affatto il prodotto. In alternativa possono essere direttamente proporzionali alla “necessità di raccolta” che ha la banca in esame. Maggiore è quest’ultima, più ricchi saranno gli interessi alla clientela rispetto la media di mercato e/o dei competitors, e viceversa.

Su un noto comparatore online di prodotti finanziari, CD inclusi, scopriamo che le prime 7 offerte vincolate sono racchiuse tra il 2,75% e il 3,00% annuo lordo. Stiamo parlando di un 2,04%–2,22% annuo netto, quasi sufficienti per proteggere il potere d’acquisto del capitale a 2 anni. Se invece restringiamo l’analisi alle prime 4 offerte, siamo tra il 2,90% e il 3,00%. Una di esse, in particolare, assolve l’imposta di bollo del 2X1.000 in nome e per conto del cliente, divenendo nei fatti l’offerta più ricca tra quelle da noi viste. In termini nominali si tratta di un possibile guadagno netto tra 1.100–1.290 € su ipotetici 30mila € investiti.

Sui CD liberi i ritorni delle prime 4 proposte incontrate sono nel range 2,00%–2,50%, cioè tra l’1,48% e l’1,85% al netto della ritenuta del 26%. In soldoni, un guadagno netto compreso tra 1.010–833 €, sempre sull’immaginario capitale di 30mila €.

In tutti i casi, infine, bisogna appurare minuziosamente quali sono le richieste della banca per sottoscrivere il prodotto che propone al mercato.

Investire sulle obbligazioni di Stato

Vediamo ora quanto rende oggi un’obbligazione sovrana del Tesoro con due anni di vita residua. A titolo di esempio prendiamo il BTP Tf 3,4% Ap28, codice ISIN IT0005521981, in scadenza tra circa 710 giorni. A metà e a fine marzo lo si acquistava anche sui 100,5 centesimi, mentre oggi viaggia in area 101,5. Ai corsi attuali il rendimento effettivo lordo a scadenza si attesta sul 2,6%, un ritorno che potrebbe salire al 2,7-2,8% quanto più lo si acquista prossimo a 101.

In pratica bisognerebbe sperare in un nuovo ritorno delle tensioni obbligazionarie per assistere a un impennata degli yield e discesa dei corsi. Tuttavia, la duration modificata del BTP Tf 3,4% Ap28 è contenuta (1,86; dati: Borsa Italiana) per cui lo sono anche i relativi movimenti dei prezzi.

In soldoni, su ipotetici 30mila € investiti un guadagno netto (di sola ritenuta fiscale al 12,50%) sui 1.250. Poi tutto dipenderà dall’effettivo prezzo di carico del titolo, il tempo d’acquisto, le spese di gestione bancaria.

Quanto rendono oggi 30.000 € sul reddito fisso tra BTP e buoni fruttiferi o conto deposito

Chiudiamo infine con i prodotti del risparmio postale, ossia con i buoni fruttiferi nello specifico. A dire il vero l’emittente (CDP) non copre con un prodotto ad hoc l’orizzonte temporale a 2 anni. Una soluzione alternativa potrebbe essere il “Buono per un Buono 6 mesi” lanciato a mercato dallo scorso 16 dicembre. Il prodotto dura un semestre dalla data di sottoscrizione, ma alla scadenza CDP reinveste in automatico il solo capitale in un nuovo buono della stessa tipologia. Di default il titolo prevede fino a un massimo di 40 reinvestimenti automatici, ma nel nostro caso ne basterebbero 3 per coprire gli ipotetici 24 mesi di investimento.

Il taglio minimo di sottoscrizione è di 500 € e multipli di 50 €, mentre il tasso effettivo annuo è dell’1,25% lordo e dell’1,09% netto. Inoltre non prevede spese di gestione (idem per i CD), tasse escluse, gode della garanzia dello Stato Italiano ed è di facile sottoscrizione e gestione. Pecca nei ritorni rispetto ai prodotti concorrenti, ma dato il rischio molto basso, l’elevata garanzia e la plasticità di gestione del prodotto forse non c’è da attendersi di più.