General Manager e Team Principal della Ferrari, Vasseur succede all’era Binotto ed è il volto della prosecuzione di un momento sportivo davvero complicato per il cavallino rampante
Monza doveva essere la festa e si è trasformata in un processo. Il contatto tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc alle curve 1 e 2, il muro della Parabolica che al terzo giro si porta via la SF-26 del monegasco, il sesto posto dell’inglese e un aggiornamento della power unit, il famoso ADUO, che non ha colmato il divario sui rettilinei: il weekend di casa della Ferrari è finito in un cumulo di macerie tecniche, sportive ed economiche, con telaio, cambio e sospensioni da valutare. E mentre a Maranello si contavano i danni, la Mercedes vinceva con Kimi Antonelli partito diciannovesimo.
Il conto, come sempre, arriva sul tavolo del capo. Hamilton ha indicato senza giri di parole la catena di comando: le decisioni, ha detto, partono dall’alto e quindi da Fred. Vasseur ha convocato subito un chiarimento con i due piloti, ribadendo la linea dei duelli concessi ma mai a spese del bilancio della squadra. Sullo sfondo, però, il paddock ha già iniziato a fare nomi: Antonello Coletta, uomo dei trionfi Endurance del Cavallino, e l’ipotesi Christian Horner, libero dopo l’addio alla Red Bull. Ma chi è, davvero, il francese sulla graticola? E soprattutto: quanto guadagna?
Chi è Frédéric Vasseur? La carriera dell’uomo che avrebbe dovuto riportare la Ferrari in alto
Nato a Draveil il 28 maggio 1968, diplomato all’École supérieure des techniques aéronautiques et de construction automobile, Vasseur è un ingegnere prestato al management sportivo. Nel 1996 fonda il team ASM insieme alla Renault: con lui vincono il campionato francese di Formula 3 nel 1998 (David Saelens) e quattro edizioni consecutive della Formula 3 Euroserie dal 2004 al 2007, con Jamie Green, Lewis Hamilton, Paul Di Resta e Romain Grosjean. Nel 2004, con Nicolas Todt, crea ART Grand Prix: otto titoli team tra GP2 e GP3 e undici titoli piloti, l’ultimo in Formula 2 nel 2018 con George Russell. Nel suo palmarès figurano i nomi di Rosberg, Hülkenberg, Vandoorne, Gutiérrez, Bottas, Ocon, Hubert. E Leclerc, campione GP3 nel 2016.
Nel 2012 fonda Spark Racing Technology e firma con Formula E Holdings, diventando di fatto uno dei padri industriali della Formula E. Poi la F1: Renault nel 2016, con dimissioni a fine stagione dopo gli screzi con Cyril Abiteboul, e Sauber/Alfa Romeo dal luglio 2017, dove ricostruisce il rapporto con Maranello, cancella l’accordo motori Honda e riporta il team al sesto posto costruttori nel 2022, il miglior risultato in dieci anni.
Il 9 gennaio 2023 eredita una Ferrari uscita da un decennio opaco: dopo Maurizio Arrivabene (2015-2018) e Mattia Binotto (2019-2022), con un mondiale piloti che manca dal 2007 e un costruttori dal 2008. Il bilancio del francese nei primi 30 mesi? Sei vittorie, undici pole position e il secondo posto costruttori nel 2024.
Lo stipendio di Frédéric Vasseur in Ferrari (e quando scade il contratto)
Le cifre dei team principal non sono mai ufficiali, ma le stime convergono. Secondo Calcio e Finanza, per la stagione 2025 Vasseur si collocava al terzo posto tra i boss più pagati del Circus con 8 milioni di euro, dietro a Toto Wolff (16 milioni fissi più 6 di bonus, 22 milioni complessivi) e a Christian Horner (12 milioni, senza bonus). Curiosità non da poco: 8 milioni è la stessa cifra attribuita a Mattia Binotto, oggi in Audi/Sauber.
Sulla scadenza, il 31 luglio 2025 la Ferrari ha annunciato un rinnovo pluriennale senza indicare la durata. Diverse fonti vicine alla squadra parlano di un accordo fino al 2028, che porterebbe Vasseur a sei stagioni piene: più di Binotto e Arrivabene, quanto Domenicali, lontanissimo dai 14 anni di Jean Todt.
Il confronto con il box è impietoso. Nel 2026 Hamilton è accreditato di circa 60 milioni di dollari di ingaggio base e Leclerc di 34 milioni, pari a più di un quarto dei 330 milioni spesi complessivamente dalla griglia. Tradotto: il team principal costa quanto un decimo scarso della sua coppia di piloti. E un meccanico? Le stime più diffuse parlano di una forbice tra i 40.000 e i 100.000 euro l’anno, con punte fino a 150.000 euro per i capo meccanici dei top team. Per pareggiare un anno di Vasseur servirebbero, all’incirca, cento meccanici.