Il costo dell’università varia a seconda del settore di studi scelto e all’ISEE. Chiunque può studiare in questa ottica, ma ci sono molte altre spese da tenere in considerazione.
Per molti giovani la scelta se continuare a studiare o meno è determinata dall’investimento economico che lo studente o la famiglia possono sostenere: tasse, libri, trasporti e, per chi parte, un affitto. In poche parole: quanto costa andare all’università nel 2026/2027? Dipende da tre fattori: tipo di ateneo, ISEE Università e scelta di studiare da pendolare o fuori sede. In un ateneo statale chi ottiene l’esonero dai contributi può ridurre la spesa alle sole voci obbligatorie (nel Lazio 140 euro di tassa regionale più 16 euro di bollo, 156 euro in tutto), mentre nelle private le rette superano i 17.000 euro. E per un fuori sede la stanza in affitto può costare molto più delle tasse.
Ci sono svariati motivi per studiare anche in assenza di una stabilità economica e nessuno di questi deve essere «scelgo questo corso perché costa meno». Di seguito i costi delle facoltà, le spese che una matricola deve sostenere, il sostegno allo studio tra no tax area e borse regionali e alcuni consigli per abbattere gli extra.
Il prezzo dello studio in Italia
In Italia studiare non è solo un dovere durante la scuola dell’obbligo, ma apre anche alla possibilità di inseguire i propri sogni, le proprie passioni o le capacità sviluppate durante gli anni di studio. Quando si sceglie l’Università, tra i criteri entra inevitabilmente anche quello economico, ma guardare solo alla prima rata è un errore: il costo reale non coincide mai con le sole tasse.
Quando ci si iscrive all’università si devono tenere presenti dei costi fissi (in molti casi agevolati) e dei costi variabili:
- tasse e contributi universitari, calcolati per anno accademico;
- tassa regionale per il diritto allo studio e imposta di bollo da 16 euro;
- libri, dispense, software e materiali di laboratorio;
- trasporti, mensa e alloggio, se si studia fuori sede;
- eventuali test d’ingresso, more e pratiche amministrative.
Tasse universitarie e tassa regionale
Vale la pena dividere il capitolo tasse in due tronconi (da analizzare separatamente).
Tasse di iscrizione all’università
Negli atenei statali il contributo onnicomprensivo è progressivo e dipende da ISEE Università, crediti acquisiti e anno di iscrizione. La soglia nazionale della no tax area è fissata a 22.000 euro di ISEE, ma l’esonero totale spetta solo a chi rispetta anche i requisiti di iscrizione e merito previsti dalla legge: essere iscritti da non più della durata normale del corso più un anno e, per il secondo anno, aver conseguito almeno 10 CFU entro il 10 agosto del primo anno, mentre per gli anni successivi servono almeno 25 CFU nei dodici mesi precedenti il 10 agosto.
Tra 22.001 e 30.000 euro scattano riduzioni progressive dell’80%, del 50%, del 25% e del 10%. Gli atenei possono fare di meglio: l’Università di Brescia ha esteso la no tax area fino a 28.000 euro, la Federico II di Napoli fino a 30.000 euro, mentre per una matricola senza ISEE il contributo agevolato della Federico II arriva a un massimo di 2.384 euro.
Facciamo l’esempio con la Sapienza di Roma, che divide l’importo ordinario dei contributi di iscrizione in due gruppi. Nel primo rientrano i corsi delle facoltà di Economia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione; nel secondo quelli di Architettura, Farmacia e Medicina, Ingegneria civile e industriale, Ingegneria dell’informazione, Informatica e Statistica, Medicina e Psicologia, Medicina e Odontoiatria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.
Corsi del I gruppo:
totale: €2.821
prima rata: €846,30
seconda rata: €987,35
terza rata: €987,35
Corsi del II gruppo:
totale: €2.924
prima rata: €877,20
seconda rata: €1.023,40
terza rata: €1.024,40
Si tratta però di importi ordinari: la Sapienza applica proprie agevolazioni, estendendo l’esonero totale fino a 24.000 euro di ISEE e prevedendo ulteriori riduzioni nelle fasce successive fino a 40.000 euro. Per ottenerle l’ISEE per il diritto allo studio va acquisito su Infostud entro le scadenze, mentre chi vince la borsa DiSCo Lazio può chiedere il rimborso dei contributi. Attenzione ai ritardi: la multa è di 65 euro e raddoppia oltre i 60 giorni.
Tassa regionale
La tassa regionale non rientra nella no tax area sui contributi universitari: l’importo dipende dalla Regione e può essere restituito o non applicato in presenza di specifiche agevolazioni legate al diritto allo studio. Nel Lazio equivale a 140 euro, a cui si aggiunge la marca da bollo da 16 euro, per un totale di 156 euro. La legge prevede tre fasce in base all’ISEE, con importi minimi di 120, 140 e 160 euro e un tetto di 200 euro. In Lombardia, dal 2026/2027, si pagano 130, 160 o 190 euro; in Campania 130 euro con ISEE fino a 25.500 euro, 151 euro fino a 51.000 euro e 173 euro oltre questa soglia o senza ISEE.
Università statale o privata: quanto cambia la retta
Nelle private il modello è diverso: rette fissate dall’ateneo, con fasce o borse interne. La Bocconi chiede per il 2026/2027 17.000 euro annui per il primo anno delle triennali e di Giurisprudenza e 18.550 euro per il primo anno delle magistrali, con agevolazioni fino al 100% legate alla condizione economica e ai requisiti dei singoli programmi. Per Medicina e Chirurgia all’Università Vita-Salute San Raffaele il primo anno costa 20.190 euro, divisi in tre rate da 6.990, 6.600 e 6.600 euro. Una retta di questo livello va valutata sull’intero ciclo di studi, non sul singolo anno.
Borse di studio DSU e ISEE: le soglie 2026/2027
L’ISEE Università è il documento chiave anche per i benefici del diritto allo studio (DSU): borsa, alloggio e mensa agevolata. Per il 2026/2027 il MUR ha fissato i limiti massimi nazionali a 28.339,88 euro di ISEE e 61.608,48 euro di ISPE, aggiornando anche gli importi minimi delle borse:
- 7.171,11 euro per gli studenti fuori sede;
- 4.190,71 euro per i pendolari;
- 2.890,16 euro per gli studenti in sede.
Le Regioni possono fissare soglie ISEE più basse del tetto nazionale e importi più alti dei minimi: il Veneto, per esempio, ha confermato un limite di 26.306,25 euro. Essere idonei significa possedere i requisiti; l’effettiva erogazione della borsa dipende invece dalla graduatoria e dalle risorse dell’ente regionale. Le scadenze sono rigide: un ISEE presentato tardi può far perdere riduzioni, borse, alloggi e tariffe mensa, e chi ha redditi o patrimoni all’estero deve spesso richiedere l’ISEE parificato.
Quanto costano i libri universitari e come sopravvivere agli extra?
Studiare vuol dire anche avere un supporto fisico o digitale da cui apprendere: un libro, un pdf, una raccolta di saggi o una dispensa del professore. Ecco alcuni consigli per abbattere i costi:
- acquistare usato: vicino alle università o nelle librerie universitarie si trovano libri usati in condizioni più o meno buone. Il metodo più economico resta lo scambio tra studenti su gruppi WhatsApp o Facebook;
- fotocopie: la legge sul diritto d’autore consente la riproduzione per uso personale tramite fotocopia o sistemi analoghi entro il 15% di ciascun volume; il limite non vale per le opere fuori catalogo e difficili da reperire;
- bonus cultura: la Carta della Cultura Giovani (per chi ha compiuto 18 anni nell’anno precedente, con ISEE fino a 35.000 euro) e la Carta del Merito (diploma con almeno 100/100 entro i 19 anni) valgono 500 euro ciascuna, sono cumulabili e coprono anche i libri.
Per il cibo ci sono le mense universitarie, con tariffe legate all’ISEE: nel Lazio il pasto DiSCo costa da 2,50 a 8,40 euro, mentre per idonei e borsisti può essere gratuito se non hanno chiesto la monetizzazione del servizio.
I trasporti sono un po’ la nota dolente. Gli sconti per studenti spesso coprono solo settembre-giugno, mentre esami e tirocini proseguono ben oltre. Conviene quindi puntare su un abbonamento di 365 giorni: a Roma l’annuale ordinario costa 250 euro, ma i giovani e gli studenti universitari fino a 26 anni con ISEE entro 20.000 euro pagano tra 130 e 150 euro.
La voce più pesante dopo le tasse è spesso l’alloggio. Secondo Immobiliare.it Insights ad agosto 2026 una stanza singola costa in media 704 euro al mese a Milano (8.448 euro in dodici mesi), 627 a Firenze, 615 a Roma, 585 a Bologna, poco meno di 500 a Padova e 479 a Torino, pur con un calo medio nazionale del 6,2% su base annua.
Come stimare il budget prima di iscriversi
Il modo più sicuro per capire quanto costa l’università è costruire un preventivo personalizzato: scegliere corso e sede, scaricare il regolamento tasse 2026/2027 dal sito dell’ateneo, richiedere l’ISEE Università prima delle scadenze e controllare bandi DSU, alloggi e riduzioni interne. Le tasse pubblicate sono prevedibili, mentre affitto, trasporti e libri richiedono una stima prudente. La regola pratica: calcolare il costo annuo reale, moltiplicarlo per gli anni previsti e aggiungere un margine per ritardi, trasferimenti o cambi di alloggio.