Ci sono anche diversi atenei italiani tra gli oltre 2.000 analizzati dal Times Higher Education Rankings, con dati in crescita (sebbene lontani dalla vetta)
Stabilire quali siano davvero le migliori università al mondo non è mai semplice. La qualità di un ateneo dipende da molti fattori, dal livello della ricerca alla reputazione accademica, passando per la qualità della didattica, la capacità di attrarre finanziamenti e l’apertura internazionale. Eppure, ogni anno, una delle classifiche più autorevoli e consultate a livello globale prova a dare una risposta il più possibile oggettiva a questa domanda, offrendo una fotografia aggiornata dell’eccellenza accademica mondiale. È il Times Higher Education World University Rankings 2027, punto di riferimento per studenti, famiglie, docenti e policy maker.
L’edizione 2027 conferma alcune certezze, ma porta con sé anche un segnale destinato a far discutere. L’Università di Oxford resta in vetta per l’undicesimo anno consecutivo, un record, davanti al Massachusetts Institute of Technology per appena 0,1 punti. Allo stesso tempo, per la prima volta l’Asia supera l’Europa continentale: la cinese Tsinghua University sale all’11° posto e scavalca l’ETH di Zurigo, mentre per la prima volta tre atenei asiatici entrano nella top 15. In questo scenario globale in continua evoluzione, l’Italia prova a ritagliarsi un ruolo di maggiore rilievo: cresce per numero di atenei e porta quattro università nella top 200, con l’Università di Bologna prima italiana al 111° posto, ma resta ancora lontana dalla vetta.
Il Times Higher Education World University Rankings 2027 non è soltanto una graduatoria, ma uno strumento utile per comprendere come si stanno trasformando i sistemi di istruzione superiore nel mondo e quali Paesi stanno investendo davvero nel futuro della conoscenza. Soprattutto in un momento in cui, in particolar modo in Occidente, si discute molto del ruolo che l’istruzione potrà avere nel prossimo futuro.
Il ranking delle università più prestigiose al mondo: il Times Higher Education World University Rankings 2027
Il Times Higher Education World University Rankings 2027, pubblicato dalla testata britannica Times Higher Education (THE), è una delle classifiche universitarie più autorevoli a livello internazionale. L’edizione di quest’anno è anche la più ampia di sempre: prende in esame 2.297 università distribuite in 118 Paesi e territori, contro le 2.191 dell’edizione precedente. Per la prima volta sono rappresentati anche Albania e Malawi.
A differenza di altre graduatorie, il ranking THE valuta le università orientate alla ricerca su tutte le loro missioni principali: didattica, ricerca, trasferimento di conoscenza e apertura internazionale. Per farlo utilizza 17 indicatori, raggruppati in cinque pilastri con pesi differenti
- Didattica (29,5%): reputazione nell’insegnamento (15%), rapporto tra docenti e studenti (4,5%), rapporto tra dottorandi e laureandi triennali (2%), dottorati conferiti in rapporto al personale accademico (5,5%) e reddito istituzionale (2,5%);
- Ambiente di ricerca (29%): reputazione nella ricerca (18%), finanziamenti alla ricerca (5,5%) e produttività scientifica (5,5%);
- Qualità della ricerca (30%): impatto delle citazioni (15%), solidità della ricerca (5%), eccellenza della ricerca (5%) e influenza della ricerca (5%);
- Apertura internazionale (7,5%): quota di studenti internazionali, quota di personale internazionale e collaborazioni internazionali (2,5% ciascuno);
- Industria (4%): entrate dal settore produttivo (2%) e brevetti (2%).
I numeri alla base del ranking danno la misura dell’analisi. Il sondaggio sulla reputazione accademica, condotto tra novembre 2025 e febbraio 2026 e combinato con quello dell’anno precedente, conta oltre 69.000 risposte. Per la qualità della ricerca, il fornitore di dati bibliometrici Elsevier ha analizzato 188,7 milioni di citazioni relative a 19,9 milioni di pubblicazioni uscite tra il 2021 e il 2025 su oltre 29.100 riviste scientifiche. Per i brevetti, le fonti sono state estese a più di 100 uffici brevetti nel mondo.
Per entrare in classifica non basta partecipare. Un ateneo deve offrire corsi di laurea triennale, produrre ricerca in più ambiti disciplinari e aver pubblicato almeno 1.000 lavori scientifici tra il 2021 e il 2025, con un minimo di 100 all’anno.
Una novità dell’edizione 2027 riguarda la leggibilità della graduatoria: le posizioni precise e i punteggi complessivi sono indicati per le prime 300 università (lo scorso anno erano le prime 200), mentre oltre questa soglia gli atenei sono raggruppati in 18 fasce, dalla 301-325 fino alla 2.001+. THE ha già annunciato ulteriori correttivi per l’edizione 2028, tra cui un tetto alle autocitazioni per rendere il ranking più resistente alle manipolazioni. Non è, quindi, una mera classifica ma una vera e propria statistica che fotografa la realtà accademica.
La classifica delle 100 migliori università al mondo per il 2027
La classifica THE delle 100 migliori università al mondo per il 2027 restituisce l’immagine di un’élite accademica fortemente concentrata in pochi Paesi, ma allo stesso tempo sempre più internazionale.
In vetta si conferma l’Università di Oxford, prima per l’undicesimo anno consecutivo con 97,9 punti, seguita dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) con 97,8, mentre Princeton e Stanford condividono il terzo posto a quota 97.
La top 10 resta un affare esclusivo di Stati Uniti (sette atenei) e Regno Unito (tre). Oxford deve il primato alla produttività scientifica, alle collaborazioni internazionali e al rapporto tra dottorati e personale; il MIT fa meglio sul rapporto tra studenti e docenti, sull’impatto delle citazioni e sulla solidità della ricerca. Cambridge scende dal terzo al quinto posto, Harvard dal quinto al sesto, mentre Yale sale al nono posto a pari merito con Berkeley.
La vera novità arriva subito sotto la top 10. La Tsinghua University di Pechino, ferma al 12° posto da tre anni, raggiunge l’11° con 93,9 punti e supera l’ETH di Zurigo, 12° con 93,6: per la prima volta nella storia del ranking, il miglior ateneo asiatico si colloca davanti al migliore dell’Europa continentale, anche se per soli tre decimi di punto. Con la Peking University al 13° posto e la National University of Singapore al 15°, per la prima volta tre università asiatiche occupano la top 15.
Ecco la classifica completa delle prime 100 (con i relativi punteggi).
| Posizione | Università | Stato | Punteggio totale (su 100) |
|---|---|---|---|
| 1 | University of Oxford | Regno Unito | 97,9 |
| 2 | Massachusetts Institute of Technology (MIT) | Stati Uniti | 97,8 |
| =3 | Princeton University | Stati Uniti | 97 |
| =3 | Stanford University | Stati Uniti | 97 |
| 5 | University of Cambridge | Regno Unito | 96,9 |
| 6 | Harvard University | Stati Uniti | 96,7 |
| 7 | California Institute of Technology (Caltech) | Stati Uniti | 96,5 |
| 8 | Imperial College London | Regno Unito | 95,2 |
| =9 | University of California, Berkeley | Stati Uniti | 94,3 |
| =9 | Yale University | Stati Uniti | 94,3 |
| 11 | Tsinghua University | Cina | 93,9 |
| 12 | ETH Zurich | Svizzera | 93,6 |
| 13 | Peking University | Cina | 92,8 |
| 14 | University of Pennsylvania | Stati Uniti | 91,5 |
| 15 | National University of Singapore (NUS) | Singapore | 91,1 |
| 16 | The University of Chicago | Stati Uniti | 90,7 |
| =17 | Johns Hopkins University | Stati Uniti | 90,3 |
| =17 | UCL – University College London | Regno Unito | 90,3 |
| 19 | Columbia University | Stati Uniti | 90 |
| 20 | University of California, Los Angeles (UCLA) | Stati Uniti | 89,9 |
| 21 | Cornell University | Stati Uniti | 89,5 |
| 22 | University of Toronto | Canada | 89,1 |
| 23 | University of Michigan-Ann Arbor | Stati Uniti | 87,1 |
| 24 | Carnegie Mellon University | Stati Uniti | 85,9 |
| 25 | Technical University of Munich | Germania | 85,1 |
| 26 | University of Washington | Stati Uniti | 84,6 |
| 27 | The University of Tokyo | Giappone | 84,3 |
| 28 | Nanyang Technological University (NTU Singapore) | Singapore | 84 |
| =29 | New York University (NYU) | Stati Uniti | 83,5 |
| =29 | Northwestern University | Stati Uniti | 83,5 |
| =29 | The University of Edinburgh | Regno Unito | 83,5 |
| 32 | Duke University | Stati Uniti | 83,4 |
| 33 | The University of Hong Kong | Hong Kong | 82,6 |
| =34 | The University of Melbourne | Australia | 80,9 |
| =34 | Zhejiang University | Cina | 80,9 |
| 36 | EPFL – École polytechnique fédérale de Lausanne | Svizzera | 80,5 |
| 37 | University of California, San Diego (UCSD) | Stati Uniti | 80,3 |
| 38 | Fudan University | Cina | 80,2 |
| 39 | Shanghai Jiao Tong University | Cina | 80 |
| 40 | King’s College London | Regno Unito | 79,3 |
| 41 | LMU Munich | Germania | 78,7 |
| 42 | The Chinese University of Hong Kong (CUHK) | Hong Kong | 77,8 |
| 43 | McGill University | Canada | 77,7 |
| 44 | University of British Columbia | Canada | 77,6 |
| =45 | KU Leuven | Belgio | 77,5 |
| =45 | Universität Heidelberg | Germania | 77,5 |
| 47 | The London School of Economics and Political Science (LSE) | Regno Unito | 77,3 |
| 48 | University of Illinois at Urbana-Champaign | Stati Uniti | 77,1 |
| 49 | Georgia Institute of Technology | Stati Uniti | 77 |
| 50 | Delft University of Technology | Paesi Bassi | 76,5 |
| =51 | The University of Sydney | Australia | 76,3 |
| =51 | University of Science and Technology of China | Cina | 76,3 |
| =53 | University of Texas at Austin | Stati Uniti | 76,1 |
| =53 | University of Wisconsin-Madison | Stati Uniti | 76,1 |
| 55 | Karolinska Institute | Svezia | 75,9 |
| 56 | Seoul National University | Corea del Sud | 75,6 |
| 57 | Université PSL | Francia | 75,5 |
| 58 | The Hong Kong University of Science and Technology | Hong Kong | 75,4 |
| 59 | Nanjing University | Cina | 75,2 |
| 60 | The University of Manchester | Regno Unito | 74,8 |
| 61 | Monash University | Australia | 74,7 |
| =62 | Kyoto University | Giappone | 74,6 |
| =62 | University of Amsterdam | Paesi Bassi | 74,6 |
| 64 | Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST) | Corea del Sud | 73,6 |
| 65 | University of California, Davis | Stati Uniti | 73,4 |
| =66 | Wageningen University & Research | Paesi Bassi | 72,9 |
| =66 | Washington University in St Louis | Stati Uniti | 72,9 |
| 68 | Sungkyunkwan University (SKKU) | Corea del Sud | 72,7 |
| 69 | Leiden University | Paesi Bassi | 72,6 |
| 70 | City University of Hong Kong | Hong Kong | 72,3 |
| =71 | University of California, Santa Barbara | Stati Uniti | 71,3 |
| =71 | University of Southern California | Stati Uniti | 71,3 |
| =73 | Brown University | Stati Uniti | 71,2 |
| =73 | The University of Queensland | Australia | 71,2 |
| =75 | Institut Polytechnique de Paris | Francia | 71,1 |
| =75 | UNSW Sydney | Australia | 71,1 |
| 77 | Australian National University (ANU) | Australia | 71 |
| 78 | Université Paris-Saclay | Francia | 70,9 |
| 79 | The Hong Kong Polytechnic University | Hong Kong | 70,7 |
| 80 | Yonsei University (Seoul campus) | Corea del Sud | 70,6 |
| 81 | University of Copenhagen | Danimarca | 70,2 |
| 82 | University of Bristol | Regno Unito | 70,1 |
| 83 | University of Glasgow | Regno Unito | 69,9 |
| 84 | Purdue University West Lafayette | Stati Uniti | 69,8 |
| 85 | University of North Carolina at Chapel Hill | Stati Uniti | 69,7 |
| 86 | Boston University | Stati Uniti | 69,5 |
| 87 | University of Groningen | Paesi Bassi | 69,1 |
| 88 | University of Minnesota | Stati Uniti | 68 |
| 89 | University of Bonn | Germania | 67,8 |
| 90 | RWTH Aachen University | Germania | 67,7 |
| 91 | Humboldt University of Berlin | Germania | 67,6 |
| 92 | Vanderbilt University | Stati Uniti | 67,3 |
| 93 | Michigan State University | Stati Uniti | 67,2 |
| 94 | Charité – Universitätsmedizin Berlin | Germania | 67 |
| 95 | University of Vienna | Austria | 66,9 |
| 96 | Harbin Institute of Technology | Cina | 66,8 |
| =97 | Aarhus University | Danimarca | 66,6 |
| =97 | Ohio State University (Main campus) | Stati Uniti | 66,6 |
| =97 | University of Birmingham | Regno Unito | 66,6 |
| =97 | University of California, Irvine | Stati Uniti | 66,6 |
L’Europa perde terreno, l’Asia cresce: cosa dice il ranking 2027
Come si evince, il ranking 2027 racconta un sistema universitario sempre più competitivo, dove il prestigio non è più appannaggio esclusivo dell’Occidente (se lo è mai stato), ma il risultato di strategie di lungo periodo, investimenti mirati e apertura internazionale. Una classifica che, pur con tutti i limiti di ogni ranking, offre una fotografia utile e concreta.
La geografia della top 100 parla chiaro. Gli Stati Uniti restano il sistema più rappresentato con 37 atenei, seguiti dal Regno Unito con 11. Alle loro spalle si fa largo l’Asia: la Cina porta 8 università, Hong Kong 5, la Corea del Sud 4, Singapore e Giappone 2 ciascuno, per un totale di 21 atenei asiatici, appena uno in meno dei 22 dell’Europa continentale, dove spiccano Germania (7) e Paesi Bassi (5).
Uno degli elementi più significativi del Times Higher Education World University Rankings 2027 è senza dubbio lo spostamento degli equilibri verso l’Asia. Secondo THE, le università anglosassoni restano a galla soprattutto grazie alla reputazione, mentre perdono terreno su quasi tutti gli altri indicatori, compresa la qualità della ricerca. Gli Stati Uniti contano 53 atenei nella top 200, due in meno del 2026; il Regno Unito 25, uno in meno, penalizzato dal calo di tutte le voci di entrata. Tra i segnali positivi britannici, UCL torna nella top 20 (17° a pari merito) e la London School of Economics rientra nella top 50 al 47° posto.
Sul fronte opposto, la Cina rompe lo stallo che durava dal 2024 e passa da 13 a 17 università nella top 200. Singapore cresce con NUS e NTU, la Malesia entra per la prima volta nella top 200 e il miglior ateneo del mondo arabo è una new entry, la Hamad Bin Khalifa University del Qatar, al 126° posto a pari merito. Arretra invece il Giappone, con Tokyo e Kyoto in calo di una posizione.
Il Vecchio Continente mostra un quadro differenziato. Le università europee tra le prime 200 scendono da 90 a 85, mentre quelle asiatiche salgono da 35 a 40. La Francia passa da cinque a tre atenei nella top 200, con i suoi quattro migliori istituti in calo di circa dieci posizioni ciascuno, e l’Université Paris Cité esce per la prima volta dalla top 200. Non mancano però i segnali positivi: la Technical University of Munich entra per la prima volta nella top 25 mondiale, i Paesi Bassi tornano tra le prime 50 con Delft, l’Ungheria rientra tra le prime 250 e la Polonia tra le prime 500.
E l’Italia? In questo contesto, il nostro Paese, nonostante le tante difficoltà legate a fondi e investimenti, conquista un risultato che va oltre il singolo ateneo.
L’Italia porta in classifica 58 università, quattro in più rispetto all’anno scorso, ed è il terzo Paese più rappresentato in Europa dopo Regno Unito e Russia, davanti alla Germania.
Un traguardo importante, che certifica la solidità del sistema universitario italiano, ma che evidenzia anche un problema strutturale: la presenza italiana nelle fasce più alte del ranking resta ancora limitata, con nessun ateneo nella top 100. La distanza, però, si accorcia: l’Università di Bologna, con 65,6 punti, resta fuori dalle prime 100 per un solo punto rispetto ai 66,6 degli atenei al 97° posto.
Le università italiane in classifica nel 2027: Bologna prima, bene Sapienza, Normale e PoliMi
Se la top 100 rappresenta ancora un obiettivo difficile da raggiungere per il sistema universitario italiano, lo sguardo si amplia osservando la presenza complessiva degli atenei nazionali nel ranking THE 2027. Il quadro è di crescita diffusa: quattro università tra le prime 200, una in più rispetto al 2026, e 27 tra le prime 500, due in più rispetto all’anno scorso.
Come anticipato, a guidare la pattuglia italiana, per il settimo anno consecutivo, è l’Università di Bologna, che guadagna 19 posizioni e sale al 111° posto mondiale, a pari merito con l’Università di Basilea, con un punteggio di 65,6. Segue la Sapienza Università di Roma, che sale di 23 posizioni fino al 147° posto, a pari merito con la Scuola Normale Superiore di Pisa, che invece perde dieci posizioni rispetto al 137° posto del 2026. La notizia più rilevante riguarda però il Politecnico di Milano, che entra per la prima volta nella top 200 e si colloca al 157° posto, dopo essere stato nella fascia 201-250 nell’edizione precedente.
| Posizione 2027 | Università | Punteggio 2027 |
|---|---|---|
| =111 | Università di Bologna | 65,6 |
| =147 | Sapienza Università di Roma | 62,4 |
| =147 | Scuola Normale Superiore di Pisa | 62,4 |
| =157 | Politecnico di Milano | 61,9 |
| 224 | Università degli Studi di Padova | 58,1 |
| 247 | Università Vita-Salute San Raffaele | 57,2 |
| 257 | Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa | 56,9 |
| 267 | Humanitas University | 56,4 |
Nella fascia 251-300 figura anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Più distanziata, ma comunque all’interno delle prime 350, si colloca l’Università di Napoli Federico II. Nella fascia 351-400 troviamo atenei storici e di grande prestigio come l’Università degli Studi di Milano, Firenze, Trento, Siena, Brescia, Pavia, Pisa e Verona, mentre tra la 401ª e la 500ª posizione figurano Torino, il Politecnico di Torino, la Politecnica delle Marche, Genova e Milano-Bicocca.
Guardando all’insieme degli atenei italiani, otto hanno migliorato la propria posizione, 29 sono rimasti stabili e 15 sono calati. Sei hanno toccato il loro minimo storico, tra cui la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, uscita dalla top 250.
Il sistema universitario italiano continua a distinguersi per alcune eccellenze disciplinari e per la solidità della formazione di base. La metodologia THE, però, assegna quasi il 60% del peso a reputazione, risorse economiche e produttività scientifica per docente, ambiti in cui gli atenei italiani pagano investimenti in ricerca inferiori rispetto ai principali competitor europei. Pesa anche l’apertura internazionale, dove la capacità di attrarre studenti e docenti dall’estero resta un punto debole.
I dati delle 58 università italiane in classifica e delle 27 tra le prime 500 del mondo raccontano comunque un sistema vivo, articolato e in crescita, che tuttavia necessita di politiche più incisive per colmare il divario con le grandi potenze globali.
Sul sito ufficiale del Times Higher Education World University Rankings sono consultabili criteri e classifiche a seconda dei parametri aggiornati.