Analizziamo il contesto macro e i rating sui migliori titoli italiani ed esteri per scoprire quali azioni monitorare a ottobre 2026.
Ottobre si apre con uno scenario molto diverso da quello di un mese fa. Nel giro di sei giorni, a settembre, la BCE e la Federal Reserve hanno entrambe alzato i tassi di interesse, una svolta restrittiva che riporta l’inflazione al centro dell’agenda delle banche centrali e cambia i parametri con cui gli investitori valutano le azioni. Sullo sfondo restano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che continuano a muovere il prezzo del greggio, e la ripartenza della stagione delle trimestrali, che nella seconda metà del mese offrirà le prime verifiche sui conti del terzo trimestre.
Di seguito la panoramica dell’Ufficio Studi di Money.it, con l’analisi del contesto di mercato, gli appuntamenti macroeconomici di ottobre e i titoli da tenere sotto osservazione per lo stock picking a Piazza Affari e a Wall Street, sulla base del consensus degli analisti.
Si ricorda che i contenuti presenti nel report hanno finalità puramente informative e non rappresentano un’offerta di sollecitazione al pubblico risparmio né consulenza personalizzata: si raccomanda a ogni lettore di valutare attentamente il proprio profilo di rischio e la propria situazione finanziaria prima di intraprendere qualsiasi operazione sui mercati.
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Il contesto di mercato e i driver macro a ottobre 2026
Il 10 settembre il Consiglio direttivo della BCE ha deciso all’unanimità un rialzo di 25 punti base dei tre tassi di riferimento, il secondo del 2026 dopo quello di giugno. Dal 16 settembre il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. Francoforte ha motivato la scelta con le pressioni sui prezzi legate al conflitto in Medio Oriente, senza impegnarsi su un percorso predefinito. Le prossime decisioni saranno prese riunione per riunione, sulla base dei dati.
Le nuove proiezioni degli esperti BCE indicano un’inflazione media al 3% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, con una crescita del PIL dell’Eurozona dello 0,9%, dell’1,4% e dell’1,5% nei tre anni. Ad agosto l’inflazione si è attestata al 3,2% su base annua (dato definitivo, rivisto dal 3,3% della stima flash), mentre la componente core è scesa al 2,4%. L’attività economica, intanto, tiene: l’indice PMI composito preliminare di settembre è salito a 53,1 punti, il ritmo di espansione più rapido da quasi tre anni e mezzo. La stima flash dell’inflazione di settembre, in arrivo a inizio mese, sarà il primo test in vista della riunione BCE del 29 ottobre.
Negli Stati Uniti la Fed ha portato il 16 settembre il tasso sui Fed Funds nella forchetta 3,75%-4,00%, dal precedente 3,50%-3,75%. È il primo rialzo dal luglio 2023 ed è stato votato all’unanimità, compreso il presidente Kevin Warsh, nonostante le pressioni della Casa Bianca per un taglio. A pesare è stata soprattutto l’inflazione: ad agosto l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 3,4% su base annua, spinto dalla benzina. Il messaggio più rilevante è arrivato dal dot plot, la cui mediana indica tassi al 4,125% a fine anno: 16 partecipanti su 18 ritengono necessario un ulteriore rialzo entro dicembre. La riunione del FOMC del 27-28 ottobre, senza proiezioni aggiornate, dirà se il secondo intervento arriverà già in autunno.
Il terzo fattore è l’energia. Nella seconda metà di settembre le tensioni tra Washington e Teheran hanno spinto temporaneamente il Brent oltre i 107 dollari al barile, prima che i segnali di distensione nel Golfo Persico e la ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz lo riportassero sotto i 100 dollari. Anche il gas ha ritracciato: il 29 settembre il TTF di Amsterdam ha chiuso sotto i 70 euro al megawattora. Il caro-energia ha però lasciato il segno sui titoli di Stato, con il rendimento del BTP decennale al 4,60% e lo spread sul Bund in area 94 punti base.
Cosa aspettarsi a ottobre sui mercati azionari
Il FTSE MIB si appresta a chiudere settembre in area 51.616 punti, sotto la soglia dei 52.000, dopo un mese di oscillazioni ampie, con sedute come quella del 18 settembre che ha lasciato sul terreno l’1,60%. Tassi più alti premiano i titoli con utili visibili e penalizzano quelli la cui valutazione dipende da flussi di cassa lontani nel tempo: un criterio che conviene tenere presente nella selezione dei titoli.
A Piazza Affari il calendario delle trimestrali entra nel vivo nella seconda metà del mese, con Moncler (vendite il 21 ottobre) e STMicroelectronics (29 ottobre) tra i primi grandi nomi del listino.
A Wall Street il tema resta la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. A settembre il comparto Big Tech ha subito un marcato storno, alimentato dai dubbi sul ritorno dei maxi-investimenti e dal rinvio dell’IPO di OpenAI, prima di stabilizzarsi a fine periodo. Pesa anche il fronte dei consumi: a fine settembre la fiducia dei consumatori americani è scesa ai minimi dal 2014.
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Piazza Affari: le azioni da monitorare a ottobre 2026
I titoli italiani sotto la lente all’interno del FTSE MIB:
1) STMicroelectronics (STMMI)
- Settore: Semiconduttori
- Rating prevalente (consensus Bloomberg al 28/09/2026): Buy (16 Buy, 8 Hold, nessun Sell)
- Target price medio a 12 mesi: €63,80 (ultimo prezzo €45,30, potenziale +41%)
- Prossimo catalizzatore: risultati del terzo trimestre il 29 ottobre
Il gruppo italo-francese dei chip è stato tra i titoli migliori del FTSE MIB da inizio anno, ma da circa due mesi si muove lateralmente in area 45 euro. A metà settembre anche STM ha risentito delle vendite sui semiconduttori, dopo l’appello di alcuni dei principali protagonisti dell’intelligenza artificiale per una maggiore supervisione dei sistemi più avanzati.
Equita ha ridotto il target price da 66 a 63 euro per effetto del rialzo dei tassi, confermando però il giudizio Buy: per il terzo trimestre la SIM milanese stima ricavi per 3,7 miliardi di dollari (+16% su base annua) e un margine lordo rettificato al 37%, in miglioramento rispetto al 35,2% del secondo trimestre. Anche Banca Akros conferma il Buy, con target a 70 euro, puntando sulla ripresa di automotive e industriale e sulla crescita in data center e connettività satellitare.
2) Leonardo (LDO)
- Settore: Aerospazio, Difesa e Sicurezza
- Rating prevalente (consensus Bloomberg al 28/09/2026): Buy (17 Buy, 5 Hold, nessun Sell)
- Target price medio a 12 mesi: €69,30 (ultimo prezzo €48,90, potenziale +41,7%)
Il colosso della difesa è il titolo con più giudizi positivi del listino dopo Ferrari, ma le quotazioni sono tornate in area 49 euro, sotto la chiusura del 2025 (49,23 euro) e lontane dal picco di 66,37 euro toccato a marzo. Il ribasso riflette il de-rating dell’intero comparto europeo della difesa più che un peggioramento dei conti: nel primo semestre l’utile netto adjusted è salito del 74,4% a 476 milioni di euro.
Bank of America ha confermato il Buy con target a 79,5 euro e indica come catalizzatore l’accordo con un partner industriale per le aerostrutture, atteso entro fine anno. Tra i rischi, Barclays segnala l’incertezza sul bilancio della difesa italiano, da cui dipende il 23% dei ricavi del gruppo.
3) Fincantieri (FCT)
- Settore: Cantieristica navale e Difesa
- Rating prevalente (consensus Bloomberg al 28/09/2026): Buy (8 Buy, 1 Hold, nessun Sell)
- Target price medio a 12 mesi: €17,70 (ultimo prezzo €11,70, potenziale +51,1%)
È il titolo del FTSE MIB con il potenziale di rialzo teorico più ampio secondo il consensus, e l’89% degli analisti che lo seguono lo consiglia in acquisto. Dopo i conti del primo semestre, superiori alle attese su ricavi, margini e utile netto, le principali case d’investimento italiane hanno rivisto al rialzo le stime, sottolineando la crescita strutturale di subacqueo e shipbuilding.
Il nodo resta la conversione della pipeline nella difesa: l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha indicato contratti per circa 5 miliardi di euro da chiudere nei prossimi mesi. Come per Leonardo, lo sconto rispetto ai target riflette anche la minore propensione del mercato verso il settore.
Le azioni da monitorare a Wall Street
Quali titoli vale la pena tenere sotto la lente sul mercato americano?
1) NVIDIA Corporation (NVDA)
- Settore: Tecnologia/Semiconduttori (USA)
- Rating prevalente (consensus Bloomberg al 23/09/2026): Buy (79 Buy, 2 Hold, 1 Sell)
- Target price medio a 12 mesi: $323,00 (ultimo prezzo $228,90, potenziale +41,1%)
Con il 96% di giudizi Buy, Nvidia resta il titolo più apprezzato dagli analisti a Wall Street. La trimestrale di fine agosto ha registrato ricavi per 96,2 miliardi di dollari (+106% su base annua), di cui 89 miliardi dal Data Center, e una guidance di 108 miliardi per il trimestre in corso.
Il management ha inoltre indicato per l’esercizio 2028 una crescita dei ricavi di circa il 70%, limitata dalla disponibilità di componenti, contro il 44% atteso dal consensus. Il punto da monitorare sono i margini: per effetto del costo delle memorie, il margine lordo rettificato è atteso al 74% nel trimestre in corso, dopo un anno stabilmente sopra il 75%.
2) Alphabet Inc. (GOOGL)
- Settore: Software e servizi IT/Comunicazione (USA)
- Rating prevalente (consensus Bloomberg al 23/09/2026): Buy (64 Buy, 7 Hold, nessun Sell)
- Target price medio a 12 mesi: $429,30 (ultimo prezzo $351,20, potenziale +22,3%)
Nel secondo trimestre Alphabet ha registrato ricavi per 119,8 miliardi di dollari (+24%), il dodicesimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra. Il motore è Google Cloud, i cui ricavi sono saliti dell’82% a 24,8 miliardi grazie alla domanda di soluzioni e infrastrutture AI per le imprese, mentre la ricerca è cresciuta del 17% e la pubblicità su YouTube del 13%.
Il margine operativo consolidato è salito di 2 punti al 34%, un dato che risponde in parte ai timori sul peso degli investimenti. La prossima trimestrale, attesa a fine mese, dirà se l’accelerazione del Cloud è sostenibile.
3) Mastercard Inc. (MA)
- Settore: Servizi finanziari/Pagamenti digitali (USA)
- Rating prevalente (consensus Bloomberg al 23/09/2026): Buy (47 Buy, 2 Hold, nessun Sell)
- Target price medio a 12 mesi: $670,60 (ultimo prezzo $555,90, potenziale +20,6%)
Per chi cerca un’alternativa meno esposta al ciclo dell’intelligenza artificiale, Mastercard è tra i titoli con la quota più alta di giudizi positivi (96%). Nel secondo trimestre l’utile per azione rettificato è stato di 5,04 dollari, contro i 4,77 attesi dal consensus. In primavera il titolo aveva sofferto il calo dei volumi di viaggio legato all’instabilità in Medio Oriente, un effetto che il management ha poi descritto come meno grave del previsto.
Da monitorare, con i conti del terzo trimestre, la tenuta dei pagamenti transfrontalieri e dei servizi a valore aggiunto, il segmento a maggiore marginalità.
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