Sanremo muove oltre 250 milioni tra pubblicità, turismo e indotto. Ma quanto incassa davvero il Teatro Ariston? Ecco i conti aggiornati, fatturato e cosa resta dopo i costi.
Il sipario dell’Ariston sta per alzarsi sulla 76a edizione del Festival di Sanremo e, come ogni febbraio, la città cambia pelle. Le strade si riempiono di troupe, fotografi, fan appostati dietro le transenne. Gli hotel registrano il tutto esaurito con mesi di anticipo, i ristoranti raddoppiano i turni, i prezzi lievitano.
Ma Sanremo non è solo un rito collettivo che ogni febbraio accende il Paese, riempie le prime pagine, monopolizza le conversazioni sui social e incolla davanti alla tv milioni di spettatori. È una macchina economica che concentra in cinque serate ascolti da record, raccolte pubblicitarie milionarie e un indotto che travolge l’intera Riviera dei Fiori. L’Ariston, un teatro da meno di duemila posti a sedere e una gestione privata, diventa per una settimana il centro finanziario dello spettacolo italiano che vale decine di milioni. Secondo l’analisi economica condotta da EY, genera un impatto complessivo di 252,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 245 milioni dell’anno precedente.
Ma quanto fattura l’Ariston? Abbiamo analizzato tutti i dati della società dietro il teatro di Sanremo per capire l’impatto del Festival sul bilancio annuale.
Quanto incassa l’Ariston?
L’edizione 2026, in programma da martedì 24 a sabato 28 febbraio, si presenta con numeri ancora più ambiziosi rispetto all’anno scorso. Se nel 2025 la raccolta pubblicitaria aveva toccato i 65,3 milioni di euro, quest’anno le stime parlano di circa 75 milioni. L’aumento dei listini di circa il 20% e la previsione di ascolti in crescita hanno spinto in alto l’asticella.
Secondo alcune stime, nel 2026 i ricavi sono stimati intorno a 75 milioni di euro. Nell’ultimo bilancio depositato, relativo al 2023, il fatturato dell’Ariston era di circa 5,3 milioni di euro.
L’edizione 2025 ha registrato una media di 12,5 milioni di spettatori a serata, con 38 milioni di italiani complessivamente sintonizzati almeno una volta durante la settimana. Numeri che nessun altro programma riesce a replicare.
Con queste audience, ogni secondo pubblicitario diventa oro: uno spot classico durante la diretta può valere intorno ai 150 mila euro, ma nei picchi di ascolto si arriva a 300 mila. Ancora più costose le telepromozioni integrate nello spettacolo che possono superare i 2 milioni di euro per meno di 60 secondi.
Dalla gestione ordinaria, derivante dalla vendita dei biglietti, dalla vendita di cibo e bevande, dall’affitto delle sale per eventi e dal merchandising, l’Ariston incassa complessivamente quasi 4,8 milioni di euro in 12 mesi, di cui un terzo, ossia 1,6 milioni di euro, derivano dall’affitto del Teatro per tre mesi da dicembre a febbraio.
Quanto fattura l’Ariston durante il Festival di Sanremo 2026
C’è poi il capitolo biglietti. Ed è qui che i numeri si fanno ancora più interessanti, considerato che rispetto all’edizione 2025, i prezzi sono saliti di circa il 20%.
| Giornata | Prezzo Platea | Prezzo Galleria | Posti Platea | Posti Galleria | Totale € Platea | Totale € Galleria | TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1a giornata | 240€ | 132€ | 1090 | 662 | € 261.600 | € 87.384 | € 290.820 |
| 2a giornata | 240€ | 132€ | 1090 | 662 | € 261.600 | € 87.384 | € 290.820 |
| 3a giornata | 240€ | 132€ | 1090 | 662 | € 261.600 | € 87.384 | € 290.820 |
| 4a giornata | 240€ | 132€ | 1090 | 662 | € 261.600 | € 87.384 | € 290.820 |
| Serata finale | 875€ | 430€ | 1090 | 662 | € 953.750 | € 284.660 | € 1.238.410 |
Questi soldi, tuttavia, non confluiscono nel bilancio dell’Ariston, ma entrano nelle casse della Rai che gestisce la produzione dell’evento delegando il comune di Sanremo per l’organizzazione pratica della kermesse. Ogni anno la Rai versa infatti 5 milioni di euro al Comune ligure per coprire i costi operativi. Dunque Ariston riceve dal comune e non dalla Rai il pagamento dell’affitto di 1,6 milioni di euro.
Il vero valore economico del Festival, però, per il teatro non è tanto nel singolo biglietto venduto, quanto nella stabilità dell’accordo pluriennale e nella centralità simbolica che ne deriva.
Di chi è l’Ariston?
Il Teatro Ariston di Sanremo appartiene alla Fondazione Teatro Ariston, un ente privato che gestisce l’intero complesso, di proprietà della famiglia Vacchino. Fondato nel 1953 sul terreno di un cinema all’aperto, il teatro è stato ristrutturato e ampliato più volte nel corso degli anni, diventando il simbolo della città e uno dei luoghi più noti d’Italia grazie al Festival di Sanremo. La Fondazione è responsabile della sua amministrazione, della pianificazione degli eventi e della manutenzione dell’edificio. Nonostante nel corso degli anni abbia ospitato numerosi eventi di prestigio, oltre al Festival della Canzone Italiana, come concerti, spettacoli teatrali e manifestazioni culturali, di recente sono state sollevate molte polemiche sulla sicurezza e adeguatezza della struttura. Ogni anno la Rai riceve 20.000 richieste di biglietti per l’edizione del Festival, che non può soddisfare a causa della capienza limitata del teatro di 1.960 posti.
Anche il pubblico ha espresso problemi legati al confort, segnalando la presenza di poltrone scomode e strutture obsolete, con un aspetto generale trascurato. Questo testimonia la necessità di una ristrutturazione completa, che comporterebbe un investimento ben superiore ai 3,3 milioni di euro annui di costi operativi contabilizzati in bilancio.
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