Come diventare procuratore sportivo: norme FIFA e novità della Legge di Bilancio 2018

Simone Micocci

23 Febbraio 2018 - 16:00

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Cambiano ancora le norme per diventare procuratori sportivi; dopo la riforma FIFA del 2015, la Legge di Bilancio 2018 reintroduce l’esame di abilitazione.

Come diventare agente sportivo?

Molti giovani appassionati di calcio sognano un giorno di diventare procuratori sportivi, attratti dai lauti guadagni e dalla possibilità di stare ogni giorno a contatto con calciatori e società.

La normativa che regola le procedure da seguire per diventare procuratore sportivo risale al 2015, ma con la Legge di Bilancio 2018 sono state modificate alcune norme.

Nel 2015 è stata la FIFA a sostituire la figura dell’agente con quella del procuratore, procedendo con l’eliminazione dell’albo FIFA e sostituendolo con quello detenuto dalla FIGC.

La Legge di Bilancio 2018 ha cambiato nuovamente la gestione di questo albo professionale, spostandolo sotto la competenza del CONI.

La riforma approvata dalla FiFA nel 2015, inoltre, aveva eliminato l’esame di abilitazione necessario per poter esercitare la professione di agente; esame prontamente reintrodotto con la Legge di Bilancio di quest’anno.

Cambiano ancora quindi le norme per diventare procuratori sportivi; ecco quali sono le novità introdotte dall’ultima manovra finanziaria e quali sono gli step da seguire per diventare degli agenti di calciatori e sportivi.

Chi è il procuratore sportivo

Il procuratore sportivo, figura introdotta nel 2015, ha assunto le medesime funzioni dell’agente FIFA, ovvero gestire i contratti degli atleti che sottoscrivono con le società sportive, curandone anche l’aspetto finanziario.

Un’altra interessante novità nella professione del procuratore sportivo è la possibilità di avere rapporti lavorativi sia con il calciatore sia con le società sportive.

Nel dettaglio, così come stabilito dall’articolo 1 - comma 373 - della Legge di Bilancio 2018, si definisce procuratore sportivo qualunque persona che “in forza di un incarico conferito in forma scritta” metta in relazione due o più soggetti operanti in una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI al fine di:

  • sottoscrivere un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica;
  • raggiungere un accordo per il trasferimento di tale prestazione presso un’altra società sportiva professionistica.

Qualunque accordo raggiunto con il supporto di un soggetto non iscritto al registro procuratori del CONI sarà considerato nullo.

Quindi è procuratore sportivo colui che opera in una delle discipline riconosciute dal CONI supportando gli atleti nella fase di sottoscrizione del contratto con la federazione o la società.

È per questo motivo che la gestione dell’albo dei procuratori sportivi è passata dalla Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) al CONI (Comitato olimpico nazionale italiano).

Per diventare procuratore sportivo, quindi, bisogna iscriversi a questo albo; ciò è possibile solo quando si soddisfano determinati requisiti.

Requisiti

I requisiti per diventare procuratore sportivo sono i seguenti:

  • essere cittadino italiano o di un altro Paese dell’Unione europea;
  • aver conseguito un diploma di scuola secondaria di II grado;
  • non aver riportato condanne penali per delitti non colposi negli ultimi 5 anni ;
  • possedere diritti politici e civili;
  • essere iscritto al registro dei procuratori sportivi e aver pagato la tassa di iscrizione (250€ l’anno);
  • non si deve essere un tesserato Coni, un allenatore, un calciatore o un dirigente.

Oltre a questi requisiti bisogna aver superato una prova abilitativa diretta ad accertare l’idoneità; come anticipato, questo esame era stato eliminato dalla riforma Fifa del 2015, ma è stato reintrodotto dalla Legge di Bilancio.

Il problema è che ad oggi non sappiamo ancora quali saranno le modalità con le quali si svolgerà l’esame, dal momento che non sono stati approvati i decreti attuativi del CONI.

Per capire nel dettaglio tutti i passaggi da seguire per diventare procuratori sportivi bisognerà quindi aspettare ulteriori provvedimenti da parte del CONI, il quale ha 60 giorni di tempo per emanare un decreto che disciplini le modalità di svolgimento delle prove abilitative, la composizione e le funzioni delle commissioni giudicatrici, le modalità di tenuta e gli obblighi di aggiornamento del Registro e i parametri per la determinazione dei compensi.

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