Rbs: Londra vuole privatizzare l’Mps britannico, venduto il 7,7% delle azioni

Il governo britannico ha ceduto il 7,7% delle azioni detenute nell’istituto nazionalizzato a seguito della crisi finanziaria del 2008, lo scopo è fare cassa e liberarsi di un fardello per i conti pubblici.

Rbs: Londra vuole privatizzare l'Mps britannico, venduto il 7,7% delle azioni

È iniziato il processo di privatizzazione della Royal Bank of Scotland. Stamani da Londra hanno annunciato le vendita del 7,7% delle azioni dell’istituto per un’operazione che vale circa due miliardi e mezzo di sterline.

Rbs fu oggetto di salvataggio da parte del governo britannico in seguito alle difficoltà che colpirono la banca dopo la crisi finanziaria del 2008, ma la performance della banca non è tra le più promettenti.

Per questo il governo vuole affidarla al più presto in mani private, anche se gli analisti consigliano cautela nella modalità e soprattutto nei tempi.

La vendita delle azioni

Il governo di Londra ha annunciato di aver proceduto alla cessione del 7,7% delle azioni detenute in Rbs, per un totale di 925 milioni di azioni vendute a 271 pence ciascuna, un prezzo inferiore rispetto alla chiusura di ieri del titolo in Borsa, che si era attestato a 281,18 pence.

Il valore dell’operazione ammonta a 2,51 miliardi di sterline, circa 2,8 miliardi di euro, cifra che però sembra non bastare a colmare le perdite della banca, che dopo la crisi del 2008, nonostante il salvagente di soldi pubblici da 45,5 miliardi di sterline, sembra non essere più in grado di macinare utili.

Un vero e proprio fardello per il governo – che ha ridotto la quota dal 70,15% al 62,4% - ma anche per i contribuenti britannici.

Verso la privatizzazione dell’Mps britannico

Rbs è stata ribattezzata l’Mps britannico. Le vicende dei due istituti bancari appaiono, in effetti, molto simili: entrambi hanno beneficiato di un intervento pubblico ed entrambi non riescono comunque a risollevarsi, continuando a perdere valore in Borsa. Anche stamattina, ad esempio, il titolo Rbs è in rosso e perde il 3,64% a 270,67 pence.

Ecco perché il governo di Londra ha deciso di procedere verso la privatizzazione della banca.

L’idea di base è che i contribuenti britannici non possono più permettersi di farsi carico della perdita, bisogna lasciarsi la crisi del 2008 alle spalle e investire per il futuro.

Non a caso, come sostenuto dal Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, le risorse ricavate dall’operazione di privatizzazione serviranno a ridurre il debito pubblico nazionale.

“Questa è la cosa giusta da fare per i contribuenti mentre costruiamo un’economia per il futuro”

ha commentato.

Serve cautela

L’intenzione del governo, dunque, è quella di cedere l’intera partecipazione pubblica attualmente detenuta in Rbs e metterla, come detto, in mano dei privati.

Un’operazione sulla quale si sta accelerando e dalla quale si punta ricavare almeno 3 miliardi di sterline entro marzo 2019.

Gli analisti, però, frenano. Secondo gli esperti finanziari, infatti, non sarebbero opportune scelte affrettate e dettate dalla sola esigenza di monetizzare. Particolare attenzione sulla vicenda la stanno dimostrando anche le associazioni dei consumatori, preoccupati per le tasche dei contribuenti.

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