Prezzo petrolio: è tonfo a febbraio. I motivi in Cina e Usa

Violetta Silvestri

28/02/2023

Il prezzo del petrolio sale di poco, ma accumula un calo evidente a febbraio: perché il greggio è crollato e si avvia a chiudere il secondo mese del 2023 con un forte ribasso? Usa e Cina in focus.

Prezzo petrolio: è tonfo a febbraio. I motivi in Cina e Usa

Prezzo del petrolio in bilico tra speranze e scenari in peggioramento: la materia prima si appresta ad archiviare un febbraio in ribasso.

Se da una parte, infatti, l’attesa per un solido rimbalzo economico in Cina che possa far aumentare la domanda di carburante tiene in alto le quotazioni, dall’altra le preoccupazioni per ulteriori rialzi dei tassi di interesse statunitensi con la conseguente recessione fanno presagire un restringimento dei consumi.

I futures Brent e WTI sono quindi entrambi sulla buona strada per perdite mensili rispettivamente di circa il 2,2% e il 3,8%.

Perché nel mese di febbraio il prezzo del greggio è stato guidato al ribasso? Le ragioni sono da cercare in Cina e negli Usa. Come cambiano le previsioni sul petrolio per i prossimi mesi?

Petrolio: prezzo giù a febbraio. Quale ruolo di Cina e Usa?

Mentre si scrive, il Brent scambia a 82,71 dollari al barile con un aumento dello 0,82% e il WTI a 76,37 dollari al barile con un rialzo dello 0,91%.

Il greggio, però, è stato appesantito a febbraio, poiché i segnali di inflazione vischiosa negli Stati Uniti hanno stimolato le aspettative che la Federal Reserve continuerà ad alzare i tassi. Ciò ha aiutato il dollaro, danneggiando le materie prime quotate nella valuta.

I prezzi del petrolio sono stati anche colpiti dall’aumento delle scorte statunitensi, che sono al livello più alto da maggio 2021. Come parte di tale incremento, ci sono stati accumuli di scorte di greggio presso l’hub di stoccaggio chiave di Cushing, in Oklahoma.

L’oro nero si è indebolito nel 2023 nonostante il rapido riemergere della Cina dalle chiusure per il Covid e una serie di segnali che il consumo energetico della nazione sta aumentando. Vitol Group ha dichiarato lunedì che la domanda globale di petrolio potrebbe raggiungere un record entro la fine dell’anno.

I trader stanno anche monitorando le esportazioni russe durante la guerra in Ucraina, con Mosca che si è impegnata a ridurre la produzione a marzo mentre le sanzioni occidentali si inaspriscono.

Da ricordare che a Londra questa settimana prende il via l’International Energy Week, con il principale raduno del settore che probabilmente fornirà un flusso di approfondimenti sull’attuale e complesso insieme di driver di mercato.

Petrolio: come cambiano le previsioni sul prezzo?

Poiché il greggio finora non è riuscito a guadagnare trazione con il nuovo anno, molte banche hanno ridimensionato le loro previsioni sui prezzi.

Tra gli ultimi, Bank of America ha ridotto le sue prospettive per il Brent per il 2023 a 88 dollari al barile da 100 dollari al barile, citando la resilienza della produzione russa e un inizio anno più debole del previsto.

L’analista di OANDA Edward Moya ha affermato in una nota che qualsiasi segnale di miglioramento della domanda fornirebbe un catalizzatore per inviare il WTI sopra il massimo della scorsa settimana di $ 77,51.

Gli esperti petroliferi di JPMorgan hanno mantenuto le loro previsioni di prezzo medio per il 2023 sui futures del greggio Brent a $90 al barile.

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