L’Iran offre di riaprire Hormuz in una settimana, mentre Trump avverte l’Onu di poter «annientare» Teheran

Ufficio Studi Money.it

23/09/2026

Mentre il presidente iraniano Pezeshkian parla oggi all’Assemblea generale dell’Onu, un alto funzionario di Teheran ha offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni in cambio di un alleggerimento della pressione militare Usa.

L’Iran offre di riaprire Hormuz in una settimana, mentre Trump avverte l’Onu di poter «annientare» Teheran

Un alto funzionario della Repubblica islamica, la cui proposta è stata approvata dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei e dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha fatto sapere il 22 settembre che l’Iran è pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti mostreranno «serietà e impegno» nel tornare al tavolo negoziale, alleggerendo il blocco navale sui porti iraniani e sospendendo le operazioni militari nello stretto, fino a un accordo per una fine permanente delle ostilità. Lo riportano, in modo concordante, Iran International e IranWire, ma nessuna delle due fonti riporta il nome dell’ufficiale che ha reso la dichiarazione.

L’offerta arriva a poche ore da un passaggio molto duro del presidente Usa Donald Trump nel suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sempre il 22 settembre:

«Devo annientare la Repubblica islamica, e farlo rapidamente, senza mai più dare loro la possibilità di uccidere e distruggere persone e Paesi?»,

ha detto Trump, aggiungendo però in modo apparentemente contraddittorio:

«Credo che faremo un accordo subito dopo le elezioni»,

riferendosi alle elezioni di metà mandato Usa di novembre. Oggi è il turno del presidente iraniano Masoud Pezeshkian di parlare davanti all’Assemblea generale a New York.

Sei mesi di blocco,

Qquando dei raid di Usa e Israele colpirono obiettivi militari iraniani, l’Iran chiuse lo stretto alle navi delle «nazioni ostili»; dopo il fallimento di una tregua firmata a giugno tra Trump e Pezeshkian e il suo collasso l’8 luglio, gli Stati Uniti hanno ripristinato un blocco navale sui porti iraniani, tuttora in vigore.

Proprio oggi, 23 settembre, entra in vigore un’ulteriore misura di pressione economica annunciata dal segretario al Tesoro Usa Scott Bessent il 21 settembre: lo stop globale ai voli delle compagnie aeree iraniane. «Se atterrano, non sarà possibile fornire loro carburante o servizi di assistenza a terra», ha dichiarato Bessent.

La reazione dei mercati

Il greggio, che aveva già iniziato a cedere ieri anche sulle notizie di una possibile ripresa dei flussi via oleodotto dall’Arabia Saudita, è sceso ulteriormente stamattina: il WTI viaggia a 89,53 dollari al barile (-1,09%), dopo aver chiuso ieri a New York a 94,97 dollari; il Brent ieri era sceso sotto i 98 dollari, in calo di circa il 2%, proprio mentre l’Arabia Saudita cerca di ripristinare i flussi via oleodotto.

A Wall Street il Nasdaq Composite ha chiuso ieri per la seconda seduta di fila sui massimi storici (area 27.240-27.270 punti, poco sopra mezzo punto percentuale), mentre S&P 500 e Dow Jones hanno chiuso la giornata su livelli misti, sostanzialmente fermi o in lieve calo secondo le diverse fonti di mercato consultate (i titoli finanziari sono stati tra i più deboli della seduta).

Sullo sfondo resta il vertice di domani, a Washington, tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping: la settimana era iniziata con ottimismo sui mercati proprio in vista di quell’incontro, con lo spread BTP-Bund sceso a 89 punti base lunedì.