Petrolio scende ancora: -9% in una settimana

Il pezzo del petrolio continua a scendere dopo gli inaspettati dati sulle scorte. In una settimana la flessione è stata di oltre 9 punti percentuali.

Petrolio scende ancora: -9% in una settimana

Il prezzo del petrolio non sembra ancora pronto a lasciarsi alle spalle quella fase di debolezza che ha imposto alle quotazioni di perdere ampio terreno nel corso dell’ultima settimana.

Il Brent, solo per fare un esempio, ha bruciato più del 9% dal’11 luglio ad oggi, ed è passato da quota $78 al barile a circa $71. Non è andata certo meglio al Wti, scivolato da oltre $73 intorno ai $68.

A pesare soprattutto ieri sono stati i dati sulle scorte di petrolio greggio degli USA, che hanno rivisto totalmente le attese del mercato sprigionando nuove preoccupazioni sul futuro di domanda e offerta. Il prezzo del petrolio, dal canto suo, non ha potuto fare a meno di estendere le perdite.

I dati sulle scorte spaventano il petrolio

Le giacenze di greggio sono aumentate più di quanto previsto dal mercato. La rilevazione ha nuovamente pressato le quotazioni, subito intimorite dall’ipotesi di un’offerta superiore alla domanda.

Una situazione, quella appena descritta, che ha depresso sia il prezzo del petrolio Brent che quello del Wti nel corso degli ultimi anni di mercato ribassista.

La rilevazione dell’American Petroleum Institute ha alzato il velo su una crescita di 600 mila barili che mal si è confrontata con la flessione prevista di 3,6 milioni di barili.

Ai dati sulle scorte, poi, si sono aggiunti anche quelli relativi all’aumento della produzione da parte dell’Arabia Saudita, che ha pompato 459mila barili al giorno in più nel solo mese di giugno. Le cifre ufficiali parlano di una quota di estrazione di 10,489 milioni di barili giornalieri, superiore a quella prevista di 10,058 milioni.

“La correzione del prezzo del petrolio rappresenta una sorta di convergenza tra i fondamentali e le realtà fisiche”,

ha affermato David Reid, analista di mercato di JBC Energy.

Diversi elementi continueranno a pesare sul prezzo del petrolio, e tra questi forse anche la guerra commerciale tra USA e Cina, oltre che le sempre presenti preoccupazioni relative ad un mercato squilibrato.

Oggi, intanto, gli occhi degli analisti si poseranno sulla nuova rilevazione dell’EIA, che potrebbe confermare o smentire quanto già sancito dall’API con ovvie ripercussioni sulla quotazione del Brent e su quella del Wti.

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