Petrolio in rally: il Medio Oriente sostiene le quotazioni

Il prezzo del petrolio di nuovo protagonista: le quotazioni di WTI e Brent in rally grazie alle tensioni in Medio Oriente. Che succede?

Petrolio in rally: il Medio Oriente sostiene le quotazioni

Il prezzo del petrolio ha ufficialmente imboccato la via del rialzo per il terzo giorno consecutivo.

A sostenere la quotazione del WTI e quella del Brent sono state ancora una volta le tensioni esplose in Medio Oriente che hanno oscurato l’inatteso balzo delle scorte statunitensi.

L’inasprimento dei (già tesi) rapporti tra USA e Iran e gli ultimi sabotaggi del weekend non hanno fatto altro che influire sul prezzo del petrolio, tornato a scambiare con progressioni superiori al singolo punto percentuale.

Cosa sostiene il prezzo del petrolio

Nella giornata di ieri, mercoledì 15 maggio, gli Stati Uniti hanno fornito il consueto aggiornamento sullo stato delle scorte di greggio. Stando a quanto emerso dall’attesa rilevazione, le giacenze sono aumentate inaspettatamente di 5,431 milioni di barili. Il dato si è mal confrontato non soltanto con il precedente calo di 3,963 milioni, ma anche e soprattutto con la flessione prevista di 0,800 milioni.

Il prezzo del petrolio, però, ha praticamente ignorato i dati provenienti dagli USA e ha continuato a scambiare sulla via del rialzo. La quotazione del WTI si è riportata sopra i $62 al barile, mentre quella del Brent ha ritrovato i $72.

Come anticipato, a pesare sui corsi del greggio sono state le tensioni esplose in Medio Oriente. Qualche tempo fa Trump ha annunciato la cancellazione delle esenzioni che fino ad oggi hanno permesso ad alcuni Paesi di acquistare petrolio iraniano dopo le sanzioni. Una mossa, questa, che ha spinto Teheran a ridurre le restrizioni sul suo programma nucleare e minacciare azioni tali da violare lo storico accordo del 2015.

La situazione è progressivamente peggiorata domenica, dopo l’attacco (non rivendicato) ad alcune petroliere saudite situate nel Golfo. In molti hanno espresso preoccupazione sull’attuale stato di cose in Medio Oriente e i timori generalizzati - legati in particolar modo all’ipotesi di un mercato meno fornito - hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio.

Il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato le proprie perplessità dinanzi all ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, secondo il quale il suo Paese non sarà responsabile di alcuna escalation ma non mancherà di difendersi da ogni tipo di aggressione.

Al momento in cui si scrive, intanto, il prezzo del petrolio WTI e la quotazione del Brent stanno salendo di oltre l’1% rispettivamente su quota $62,7 e $72,6.

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Argomenti:

Iran Petrolio

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