Petrolio risale dopo attacco all’Arabia Saudita. Ma quanto durerà?

Il prezzo del petrolio torna a salire dopo l’attacco con droni in Arabia Saudita. Ma attenzione allo spettro della recessione

Petrolio risale dopo attacco all'Arabia Saudita. Ma quanto durerà?

Il prezzo del petrolio è tornato a guadagnare terreno dopo l’attacco con droni subito dall’Arabia Saudita nel corso del fine settimana appena concluso.

Sia la quotazione del WTI che quella del Brent hanno registrato progressioni di circa un punto percentuale, sostenute ancora una volta dalle tensioni dell’area mediorientale.

Eppure, gran parte del mercato è convinta che il prezzo del petrolio non andrà molto lontano. Diversi elementi continueranno a pesare sull’outlook: i timori di recessione, ad esempio, giocheranno un ruolo fondamentale.

Prezzo del petrolio: l’attacco all’Arabia Saudita

Nella giornata di sabato, i ribelli Houthi filo-iraniani dello Yemen hanno rivendicato la paternità di un attacco sferrato con alcuni droni contro l’Arabia Saudita. Più nello specifico, nel mirino è finito il giacimento petrolifero di Shaybah che produce un milione di barili di petrolio al giorno. A confermare l’accaduto è stata la tv di Stato.

L’incendio scoppiato nell’area dopo l’attacco è stato domato, ma le tensioni sono bastate a risollevare il prezzo del petrolio che è così tornato a guadagnare terreno. L’attacco, ha affermato Edward Moya, senior market analyst di OANDA:

“ha ricordato ai mercati che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non andranno da nessuna parte per il momento”.

Secondo alcuni esperti, però, le quotazioni continueranno ad essere frenate da diversi elementi.

Quanto durerà la salita delle quotazioni?

I guadagni del prezzo del petrolio derivanti dall’attacco in Arabia Saudita sono stati frenati da un report pubblicato dall’OPEC. Il Cartello dei Paesi produttori ha espresso diverse preoccupazioni sulla domanda di greggio e ha così scelto di tagliare le stime 2019 a 1,1 milioni di barili al giorno.

A pesare sulle quotazioni di Brent e WTI sono state anche le rinnovate preoccupazioni legate alla possibilità di entrare nuovamente in recessione (possibilità che Trump ha escluso).

In focus anche la guerra commerciale USA-Cina, oltre che gli ultimi dati sulle piattaforme attive negli USA: nell’ultima settimana le società energetiche hanno incrementato il numero di impianti per la prima volta in sette settimane.

Al momento in cui si scrive, fra le tensioni in Medio Oriente e i timori di recessione, il prezzo del petrolio Brent sta salendo dell’1% su quota $59,23, mentre la quotazione del WTI sta guadagnando lo 0,9% a $55,3.

Argomenti:

OPEC Petrolio

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Petrolio

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories