Pratica forense all’INPS 2026-2027: rimborso di 450 euro al mese, domande fino al 31 luglio

Redazione Lavoro

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Aperta la campagna INPS per fare la pratica forense nelle avvocature dell’Istituto: requisiti, come si calcola il punteggio, il limite degli otto mesi e cosa garantisce (e cosa no) il rimborso mensile.

Pratica forense all'INPS 2026-2027: rimborso di 450 euro al mese, domande fino al 31 luglio

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Per chi si è appena laureato in Giurisprudenza e deve scegliere dove fare la pratica, da questa settimana c’è un’opzione in più da mettere in conto. L’INPS ha aperto la campagna 2026-2027 per l’ammissione alla pratica forense presso la propria Avvocatura: le domande si presentano online dal 2 novembre 2026 al 31 luglio 2027, e chi viene ammesso riceve un rimborso di 450 euro al mese.

Non è un concorso nel senso classico. L’Istituto raccoglie le candidature in elenchi, uno per ogni ufficio legale, e ci pesca dentro solo quando si libera un posto. Questo cambia parecchio il modo in cui conviene muoversi, perché il momento in cui si fa domanda incide sul punteggio.

Chi può fare domanda

I requisiti sono tre, e vanno posseduti alla data in cui si invia la domanda. Bisogna essere cittadini italiani o di un altro Stato dell’Unione europea, oppure cittadini extra-UE con i requisiti dell’articolo 17, comma 2, della legge 247/2012 (la legge professionale forense). Serve poi avere i titoli per iscriversi al registro dei praticanti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati competente per il tribunale in cui si trova l’ufficio INPS scelto: per l’Avvocatura centrale, come precisa l’avviso, è l’Ordine di Roma.

Il terzo requisito riguarda chi ha già cominciato. Chi è già iscritto al registro dei praticanti può candidarsi solo se l’iscrizione non supera i sei mesi; per restare poi in elenco non deve superarne otto, come si vedrà più avanti. In pratica, la porta resta aperta solo a chi è nei primi mesi di tirocinio.

Come si presenta la domanda

Si passa solo dal sito dell’INPS, con SPID, CNS o CIE, dal servizio Domanda di ammissione alla pratica forense presso l’INPS. Le domande inviate in altro modo vengono escluse. Fanno eccezione i bandi per il Trentino-Alto Adige, se pubblicati, che seguono le modalità indicate nei singoli avvisi.

Si sceglie un solo ufficio legale, anche se l’avviso per Roma prevede che l’Istituto possa valutare la domanda pure per gli altri uffici legali INPS dello stesso circondario. A pena di irricevibilità vanno allegati il curriculum in formato europeo e la certificazione (o autocertificazione) degli esami sostenuti con i voti. Nel modulo, oltre ai dati anagrafici e al voto di laurea, vanno indicati tutti i voti, parziali e annuali, di sei materie: diritto civile, procedura civile, diritto amministrativo, diritto penale, procedura penale e diritto del lavoro. Serve anche un indirizzo PEC, perché è lì che l’Istituto manda le eventuali richieste di integrazione.

Tra le dichiarazioni richieste ce n’è una che pochi si aspettano: non avere giudizi in corso contro l’INPS, né in proprio né come difensore di terzi. Si dichiara anche l’assenza di condanne penali e di procedimenti penali in corso, oltre che di conflitti di interesse con l’Istituto.

Il punteggio: perché conviene muoversi presto

Quando si libera un posto, una commissione verifica le domande e forma una graduatoria, valida 30 giorni. Il criterio, come le regole su rimborso e posti descritte più avanti, è quello dell’avviso per l’Avvocatura centrale, firmato il 3 novembre: per le sedi territoriali fa fede il bando della singola sede. Si parte dal voto di laurea in centodecimi, con la lode che vale due punti; per chi ha laurea triennale più specialistica conta la media dei due voti. A questo si somma la media dei voti nelle sei materie, in trentesimi, dove la lode aggiunge un punto all’esame.

Poi c’è l’anzianità in elenco: un punto per ogni mese (o frazione di almeno 15 giorni) di iscrizione nell’elenco degli aspiranti praticanti INPS, fino a un massimo di sei. Un esempio: con 105 su 110 e una media di 27 nelle sei materie si parte da 132 punti. Dopo quattro mesi in elenco si arriva a 136, e a parità di voti si scavalca chi si è candidato più tardi.

C’è però il tetto degli otto mesi. Per restare in elenco non bisogna superare otto mesi di iscrizione al registro dei praticanti, calcolati all’ultimo giorno del mese prima della nomina della commissione: chi li supera viene cancellato. Chi non è ancora iscritto al registro, quindi, può accumulare punti con più calma; chi lo è già ha una finestra stretta. In caso di parità di punteggio passa il candidato più giovane.

Rimborso, durata e cosa non garantisce

Il rimborso mensile di 450 euro viene pagato compatibilmente con le effettive disponibilità di bilancio e solo se l’avvocato INPS a cui si è affiancati attesta che la pratica nel mese è stata svolta regolarmente. Non è uno stipendio: l’avviso chiarisce che non comporta oneri retributivi né previdenziali per l’Istituto, ferma restando l’assicurazione contro gli infortuni. Per avere un termine di paragone con gli studi privati, vale la pena leggere quanto guadagna un praticante avvocato in Italia.

La pratica all’INPS dura al massimo dodici mesi e consiste nell’affiancare un avvocato dell’Istituto: atti, pareri, ricerche, udienze. Il tirocinio forense dura in tutto diciotto mesi e presso l’ufficio legale di un ente pubblico se ne possono svolgere al massimo dodici, come prevede l’articolo 41 della legge 247/2012: il resto andrà svolto altrove. Gli adempimenti verso l’Ordine (libretto, udienze minime, formazione) restano a carico del praticante.

Due avvertenze. Entrare in graduatoria non dà diritto a iniziare la pratica: l’INPS può decidere, per motivi organizzativi o di bilancio, di non coprire una parte o tutti i posti, e può interrompere il tirocinio in qualsiasi momento se cambia l’organizzazione o se il praticante si rivela poco costante. E l’esperienza non apre alcuna strada verso i ruoli dell’Avvocatura INPS, per i quali serve un concorso.

Quanti posti ci sono

Per l’Avvocatura centrale, a Roma, i posti sono 6. Per le avvocature territoriali, secondo l’INPS, i bandi vengono pubblicati sul sito dell’Istituto ed esposti nelle Direzioni regionali, nelle Direzioni di coordinamento metropolitano e presso i Consigli dell’Ordine competenti. Nella scheda del bando, per ora, c’è solo l’avviso per Roma: numero dei posti e criteri delle altre sedi vanno controllati nel bando di ciascuna. Le graduatorie escono sul sito INPS, nella sezione Reclutamenti, tra le selezioni centrali o territoriali.

Chi punta poi all’abilitazione può tenere d’occhio anche come cambia l’esame: ne abbiamo parlato nel pezzo sulla riforma dell’esame da avvocato 2026.

DISCLAIMER
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza legale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di fare riferimento al bando della sede scelta e ai recapiti indicati dall’INPS, o di rivolgersi al Consiglio dell’Ordine degli avvocati competente. Requisiti, posti e scadenze possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e l’eventuale aggiornamento dei bandi.

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